4 marzo 2016

Le candelette tipiche delle vetture con motore diesel non sono da confondersi con le candele. Nei motori alimentati a benzina, infatti, le candele danno inizio alla fase di combustione, creando la scintilla che serve a incendiare la miscela aria-carburante. I motori Diesel funzionano invece ad autoaccensione: il carburante iniettato si accende quando la miscela aria-carburante raggiunge la temperatura di autocombustione. Le candelette servono a preparare le corrette condizioni termiche per ottenere la combustione spontanea della miscela. In linea di principio, la candeletta funziona come uno scalda-acqua a immersione: l’energia elettrica viene condotta attraverso una resistenza a spirale che si riscalda notevolmente (fino a 1000 °C).

Per la sostituzione delle candelette è necessario munirsi di attrezzi appositi ma è bene farlo soltanto se si ha un po’ di conoscenza e dimestichezza meccanica in quanto prima bisogna estrarre quelle in uso e se la candeletta presenta un punto di rottura non è operazione immediata, ma serve un estrattore. Esistono in vendita kit appositi per la sostituzione delle candelette, completi di tutte le attrezzature necessarie, compresi estrattori e avvitatori.

Prima si individua la testata, elemento in cui sono inserite le candelette e poi si smonta la candeletta con una chiave a brugola, aiutandosi con una prolunga. Se nell’estrazione la candeletta si dovesse rompere (solitamente appena dopo il filetto), con una punta montata su un manicotto di centraggio (presente nel kit) si fora la candeletta e poi con un apposito attrezzo si inserisce un perno. Il manicotto in questo caso funge da estrattore: avvitando infatti dado specifico si riesce ad estrarre la candeletta rotta.

A questo punto, dopo aver pulito la sede con un po’ di aria compressa (attenzione al viso), si inserisce la candeletta nuova, avvitandola con la brugola, fino a serrarla.

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