23 marzo 2015

Non c’è un chilometraggio fisso, ma dipende dall’auto in questione e dal tipo di olio inserito.

Oggi talvolta è l’auto stessa che indica il cambio di olio, grazie a sensori particolari che suggeriscono, tramite l’accensione di un avviso sul cruscotto o l’accensione di una spia, che è necessario recarsi in officina per provvedere al cambio dell’olio. L’olio lavora, lubrifica e circolando continuamente all’interno di appositi circuiti all’interno del motore, perde alla lunga il suo potere lubrificante, raccogliendo “impurità” e cambiando anche di colore. Ci sono vetture che richiedono il cambio olio ogni 15 mila km, altre ogni 20 mila, altre ancora ogni 30 mila o comunque ogni 2 anni. E’ bene però non superare la quota di 30-35 mila km e l’ideale sarebbe cambiare l’olio almeno una volta all’anno, soprattutto in vetture più datate, indipendentemente dai chilometri.

Per auto di una quindicina di anni, si può mantenere un intervallo di sostituzione del lubrificante pari a circa 8-10 mila km, mentre in vetture più moderne si può anche pensare di allungare di qualche migliaio di km la sostituzione.

Se il veicolo viene utilizzato spesso per spostamenti brevi, o comunque su percorsi impegnativi, è meglio procedere al cambio olio con maggiore frequenza, dato che siccome il motore è sottoposto a maggiori sforzi, una migliore lubrificazione ne garantisce una maggior durata e un miglior rendimento.

Il consiglio è quello di cambiare anche i filtri ogni qual volta si cambia l’olio, il quale deve rispettare le specifiche indicate dalla casa costruttrice del veicolo.

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