5 novembre 2015

Nelle vetture del decennio scorso i tempi di scadenza per il cambio delle superfici frenanti erano stabilite dal manuale di uso e manutenzione, talvolta con grandi margini d’errore. C’era chi si scriveva i chilometri fatti, chi usava la calcolatrice per convertire i chilometri in ipotesi di usura e chi si ritrovava con l’avantreno a fare un rumore ferroviario quando, a pastiglie finite, caliper e disco venivano in contatto. La Citroen proponeva sulle sue ammiraglie una spia gigantesca che campeggiava in mezzo al cruscotto con la scritta “stop”. Se si accendeva era ora di intervenire sull’impianto. Attualmente la stime prevede la sostituzione all’incirca ogni 40.000 km o quando lo spessore è inferiore ai 2-3 mm. Normalmente quasi tutte le pastiglie sono dotate di un testimone d’usura legato alla spia presente sul cruscotto. Stesso discorso per i dischi freno, poiché all’incirca ogni 80.000 km o dopo aver sostituito 2 volte le pastiglie, bisogna intervenire. Al momento della sostituzione delle pastiglie bisogna verificare che lo spessore dei dischi non sia inferiore a quello minimo consentito.
È buona norma controllare anche lo stato dei pistoncini della pinza dei freni. Per i possessori di auto di fascia media è buona norma, dopo i 40.000 km verificare lo stato delle ganasce e dei tamburi posteriori, lo spessore, la tenuta dei cilindretti, la funzionalità del meccanismo, che può essere semplice o doppio ecc… Quando si effettua la revisione, oppure dopo circa 50.000 km è opportuno verificare anche lo stato della pompa e le guarnizioni dei tubi di rimando dei freni. Ad ogni intervento sui freni è buona cosa esaminare lo stato del liquido dei freni, dato che perde di proprietà con il tempo ed il suo grado di ebollizione diminuisce in percentuale. Sarebbe consigliato sostituirlo dopo due anni, anche se generalmente si rabbocca e basta. Per le vetture più performanti, ma per la sicurezza in genere, oggi esistono in commercio liquidi ad alto rendimento e basso punto di ebollizione derivati dall’esperienza delle corse che consentono usi prolungati senza manifestare il famoso fenomeno di “fading”, ovvero surriscaldamento dell’impianto con presenza di bolle d’aria e conseguente “allungamento” del pedale del freno che va a fondo corsa prima di essere efficace. Per tornare alle nostre pastiglie, c’è da dire che alla fornitura originale, comunque sempre consigliata, si affianca la possibilità di montare quelle cosiddette “di concorrenza”, commercializzate da produzioni generiche, che spesso debbono essere adattate alla forma della pinza e generalmente durano di meno. Ma non sempre, dato che con l’arrivo sul mercato delle carissime superfici d’attrito realizzate con materiali compositi e carboceramiche sono a disposizione prodotti che una volta trovavano posto solo su vetture da competizione. L’usura delle pastiglie e dei freni auto varia a seconda del tipo di guida e dal tipo di strada viene fatta con più frequenza. Insomma “come freni e quanto freni”. Chi viaggia per lo più in città consuma i freni più velocemente di chi gira su strade extraurbane ed in autostrada. Quando le pastiglie dei freni si consumano, presentano una superficie di contatto con il disco diminuita o irregolare e quindi l’efficienza della frenata è ridotta. Questo si verifica in particolar modo se anche il disco è consumato, presenta solchi ed il supporto in metallo del pastiglie tocca il bordo del disco. Le pastiglie dei freni servono per serrare il disco freno, per creare un attrito che rallenta la rotazione del disco freno che è fissato alla ruota dell’auto. Ad ogni fermata l’attrito provoca una abrasione di materiale sia delle pastiglie che del disco. Ecco perché la vita di un corpo frenante dipende dal numero e dall’intensità delle pinzate. Le pastiglie freno solitamente hanno un costo piuttosto contenuto, parliamo di alcune decine di euro, ma a volte, per vetture sportive o molto pesanti, si rasenta una cifra di un centinaio o poco più per due coppie. Le operazioni richieste per la loro sostituzione sono piuttosto semplici e veloci, di conseguenza l’incidenza della manodopera sul costo complessivo della sostituzione è piuttosto modesto.
Ci sono diversi modi per capire quando è ora di cambiare le pastiglie dei freni:

La maggior parte dei veicoli sono ora equipaggiati con un segnale di usura. Una spia luminosa si accende sul cruscotto quando le pastiglie sono da sostituire.

Il livello del liquido dei freni può dare informazioni sull’usura delle pastiglie freno. Quando le pastiglie si consumano, il pistoncino della pinza del freno si muove per compensare la perdita di materiale della pastiglia. Ogni volta che si preme il pedale del freno, la pompa freni aspira il liquido dalla vaschetta liquido dei freni e spinge i pistoncini della pinza verso il disco. Non appena il livello minimo è raggiunto, un sensore di livello accende un’altra spia sul cruscotto. Se il livello è basso, le pastiglie sono probabilmente usurate.

Il modo più sicuro per controllare le pastiglie dei freni è quello di misurare lo spessore. Nella maggior parte dei casi, un controllo visivo può essere fatto senza togliere la ruota, ma a volte è necessario rimuovere tutto. Alcune pastiglie dei freni sono dotati di un indicatore spessore minimo per valutare l’usura, una bandina di colore che compare quando la superficie è consunta, oppure un inserto metallico che si evidenzia manifestando la necessità di sostituzione, che poi è lo stesso che attiva la spia sul cruscotto.

Ricapitolando, siamo in necessità di sostituzione quando:

La Frenata diventa troppo lunga e i pistoncini impiegano più tempo per portare le pastiglie a contatto col disco

C’è una eccessiva lunghezza della corsa del pedale del freno, infatti premendo con forza il piede, la leva affonda quasi fino a fondo corsa.

Un Rumore metallico forte proveniente dalle ruote anteriori dato che i pattini del freno, non avendo più materiale d’attrito, poggiano la loro base direttamente sul disco

In queste occasioni è obbligo sostituire le pastiglie dei freni, pena il danneggiamento e la rigatura o peggio la deformazione dei dischi dei freni, anche in maniera irreparabile. Anche il disco deve essere sostituito in caso di danneggiamento. Se in passato si optava per la rettifica del disco segnato, oggigiorno il pezzo in se stesso è costruito in modo tale che non è più consigliabile.
La mancata sostituzione comporta:
la deformazione permanente dei dischi, rendendoli inutilizzabili e la cristallizzazione del materiale frenante, che da luogo al fatto che pur mantenendo il piede sul freno, l’auto non si arresta.

La sostituzione delle pastiglie freno accomuna, una volta tanto, anche i motociclisti, in quanto anche le due ruote sono dotate di freni a disco, talvolta molto sofisticati. Anche qui è difficile dire quando vanno cambiate le pastiglie dei freni perché dipende tutto dall’utilizzo della moto e dal modello. E c’è una differenza fondamentale tra quelle della ruota anteriore e quelle del posteriore. Davanti oggi ci sono 2 dischi e solitamente a 4 pompanti, ma in moto particolarmente performanti il sistema può essere molto più complicato. Al posteriore invece, meno utilizzato, generalmente c’è un disco “pieno” ed una pinza a caliper semplice. Solitamente sul libretto di uso e manutenzione della moto è indicato un chilometraggio ipotetico, ma il consiglio è di verificare, in quanto dipende appunto moltissimo da come si usa la moto. Ad ogni modo, mentre si guida, viene subito evidente se le pastiglie sono usurate o meno, se lo spazio di frenata è più lungo del solito o se comunque meno efficace, oppure il classico fischiare. In questi casi è molto probabile che le pastiglie freno siano da sostituire.
A completare l’informazione ecco un breve cenno al liquido dei freni. Comunemente chiamato olio dai meccanici, fatto che riconduce alle origini dell’olio per freni a base vegetale. Su alcune vetture stradali e/o da competizione, infatti, intorno agli anni ’50-’60 veniva utilizzato olio di ricino con antiossidanti, alcol metilico o etilico. Nel tempo anche la formulazione del liquido freni è cambiata, ma senza mai perdere le sue caratteristiche specifiche: l’incomprimibilità e l’igroscopicità. Più è igroscopico il liquido freni e più corti sono gli intervalli di sostituzione. Normalmente le Case auto stabiliscono che il liquido freni DOT 4 va cambiato ogni 2 anni o 50 mila km, mentre per liquidi DOT 5.1-6.1, più assetati di acqua, è consigliabile la sostituzione ogni 6 mesi. Tuttavia, ad ogni tagliando del motore andrebbe eseguito un controllo di eventuali perdite e del punto di ebollizione. Abbiamo visto che il calore, sempre difficile da dissipare, e l’acqua sono i principali responsabili delle avarie dei gruppi frenanti.
Il punto dell’impianto frenante più vulnerabile e sollecitato è sicuramente nei pressi della pinza freno, dove le tubazioni flessibili collegano i pistoncini al ripartitore di frenata che ripartisce appunto il 70-80% di forza ai freni anteriori ed il resto a quelli posteriori. I tubi flessibili sono sicuramente robusti, poiché costruiti con diversi strati di gomma vulcanizzata e trecce in fibra sintetica di rinforzo. Ma l’invecchiamento e l’effetto degli agenti ambientali e chimici è inarrestabile, e quando iniziano a gonfiarsi si percepisce una perdita di sensibilità del pedale che diviene spugnoso e richiede più forza ed è il segnale evidente che i tubi flessibili hanno acquisito una certa permeabilità, dando passaggio all’umidità e acqua che vanno a miscelarsi con il liquido freni. In occasione di ogni intervento in officina sarebbe d’obbligo verificare l’assenza di perdite di liquido freni dai flessibili. Per sicurezza, considerato il loro costo irrisorio, le Case costruttrici consigliano di sostituire i tubi flessibili almeno ogni 5 anni o 50 mila km poiché potrebbero avere delle microlesioni non visibili ad occhio nudo.

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