Anteprima GP delle Americhe al COTA: tracciato, numeri e protagonisti

Panoramica sul COTA di Austin: storia, tratti tecnici, record e la classifica piloti dopo il GP del Brasile

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

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La MotoGP arriva ad Austin in un clima di grande attesa dopo il GP del Brasile, con Marco Bezzecchi in cima alla classifica e le Aprilia in evidenza.

Il Circuit of The Americas non è solo la pista preferita di Marc Márquez, ma rappresenta anche un banco di prova molto completo per moto e piloti: salita, sequenze di curve medio-veloci e un rettilineo lungo 1.200 metri mettono in crisi setup e strategie di frenata. In questa anteprima analizziamo la storia, i punti tecnici e i numeri che possono influenzare il prossimo Gran Premio delle Americhe.

Dal punto di vista sportivo la situazione di classifica è precisa: Bezzecchi guida il campionato con 56 punti, seguito dal compagno di squadra Jorge Martín a 11 lunghezze di distanza; terzo è Pedro Acosta con 42 punti. Tra le Ducati spiccano le prestazioni di Fabio Di Giannantonio (37 punti) e del veterano Marc Márquez (34 punti). Questi numeri spiegano perché il COTA potrà essere teatro di nuovi duelli e possibili ribaltamenti, considerando le caratteristiche tecniche del tracciato.

Storia e nascita del COTA

Il circuito è stato pensato soprattutto per la Formula 1 ma aperto anche al Motomondiale: progettazione a cura dello studio HKS con la supervisione di Hermann Tilke. La costruzione ha attraversato momenti complessi, con i lavori fermatisi a novembre 2011 per controversie contrattuali, prima dell’inaugurazione ufficiale del tracciato il 25 settembre 2012. Inserito nel calendario del Motomondiale a partire dal 2013, il COTA ha poi trovato la sua collocazione temporale: inizialmente seconda gara stagionale fino al 2015, è poi slittato al terzo posto dal 2016 in seguito all’ingresso dell’Argentina nel calendario.

Il ruolo nel calendario e la sua evoluzione

Il tracciato ha svolto una funzione importante nel panorama americano, affiancando circuiti come Laguna Seca e Indianapolis in anni in cui c’erano difficoltà organizzative altrove. La presenza stabile del COTA ha permesso alla MotoGP di mantenere un legame forte con il pubblico nordamericano e di offrire una pista con un layout tra i più completi del mondiale, capace di mettere in luce sia la potenza pura che la manovrabilità delle moto moderne.

Caratteristiche del tracciato e punti critici

Il COTA misura 5,513 km, conta 20 curve (11 a sinistra e 9 a destra) e una larghezza della sede stradale di 15 metri. La prima parte è segnata dalla salita di 41 metri verso la curva 1, un tornante che rappresenta uno dei punti più difficili per la frenata e la scelta della traiettoria. Seguono una lunga sequenza di curve (3-9) che richiedono ritmo e armonia nel passaggio: affrontarle male compromette la velocità di uscita e la successiva porzione di pista.

Punti di frenata e sorpasso

I punti dove si può guadagnare o perdere molto tempo sono essenzialmente tre: la staccata in cima alla collina alla curva 1, il tornante di curva 11 e la staccata di curva 12 al termine del lungo rettilineo, dove si arriva oltre i 300 km/h. Altri momenti utili per i sorpassi sono la curva 15 con doppio punto di corda e il complesso finale composto dalle curve 19-20.

Conoscere e sfruttare questi riferimenti è fondamentale per impostare la gara e le strategie di consumo gomme e carburante.

Incidenti, record e orari Tv

Tra gli incidenti significativi il caso più noto è la caduta multipla nella gara di Moto3 del 2026 causata da Deniz Oncu, episodio che provocò un ban di due gare. Sul fronte dei record, in MotoGP la pole del 2026 è firmata da Marc Márquez in 2’01″088 mentre il giro record in gara del 2026 è di 2’02″221; resta l’all time lap record del 2026 di Maverick Vinales in 2’00″864.

In Moto2 la pole 2026 è di Jake Dixon in 2’07″432 e l’all time lap è di Manu Gonzalez in 2’07″355; per la Moto3 pole 2026 di David Muñoz in 2’14″422 e all time lap di Matteo Bertelle in 2’13″939.

Per seguire il weekend del GP delle Americhe: le sessioni saranno visibili in diretta su Sky Sport MotoGP e in streaming su SkyGo e NowTv; TV8 trasmetterà qualifiche e Sprint in diretta il sabato e proporrà le gare della domenica in differita.

Il programma tecnico riporta le giornate del weekend con Prove libere, Qualifiche, Sprint e gare principali: venerdì 27 marzo, sabato 28 marzo e domenica 29 marzo sono le date indicate per le sessioni in calendario. Conoscere orari e dirette è cruciale per non perdere i passaggi chiave del weekend.