Antonelli firma la quarta vittoria e allunga in vetta al mondiale

Antonelli centra il quarto successo stagionale a Montréal: strategie diverse, una VSC decisiva e il ritiro di Russell hanno riscritto la classifica

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

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Il Gran Premio del Canada sul circuito Gilles Villeneuve di Montréal, corso il 24 maggio 2026, ha consegnato un pomeriggio memorabile al giovane Andrea Kimi Antonelli.

Partita su asfalto inizialmente bagnato con temperature basse per gli standard della pista, la corsa ha subito mostrato come la gestione delle gomme e le condizioni variabili potessero determinare l’esito finale. Il diciannovenne della Mercedes ha sfruttato ogni opportunità, imponendosi davanti a Lewis Hamilton e Max Verstappen, e consolidando così una leadership di campionato che ora sembra più salda.

La gara è stata un esercizio di tattica e nervi oltre che di velocità.

La scelta iniziale delle mescole ha diviso lo schieramento: alcuni hanno tentato l’azzardo con le Intermedie, altri hanno preferito la soft rossa, mentre poche vetture sono scattate con la media. Con l’asfalto che si è asciugato rapidamente, la maggior parte dei team ha rientrato ai box già nei primi tre giri per montare pneumatici da asciutto, e la corsa si è poi decisa su una strategia a una sosta favorita dal sopraggiungere di una Virtual Safety Car al giro 31.

Strategie, pneumatici e il ruolo della Virtual Safety Car

La scelta delle gomme è stata il filo conduttore dell’intero weekend: la Pirelli aveva fornito le mescole più morbide della gamma, con le C5 come opzione iniziale per molti protagonisti. La tattica che ha pagato è stata quella di chi è riuscito a rimanere competitivo con la C5 e poi passare alla C4 al momento opportuno. L’intervento della Virtual Safety Car al giro 31 per la rimozione di detriti è stato determinante: i primi quattro, partiti con la C5, hanno sfruttato quel periodo per fermarsi senza perdere posizioni, trasformando la sosta in un vantaggio netto rispetto a chi aveva tentato strategie diverse.

Le scelte che hanno influenzato la classifica

Tra le scelte più coraggiose quella della coppia McLaren (Audi e Cadillac) che ha tentato l’iniziale con le Intermedie ma poi è stata costretta a un ulteriore pit stop quando la pista si è asciugata, vanificando il vantaggio iniziale. Alpine, invece, ha optato per una partenza su media e poi ha montato le hard, portando Colapinto e Gasly in posizioni solide a centro classifica.

Il bilancio tattico della gara conferma come una corretta lettura della pista e l’adattabilità delle strategie siano spesso più efficaci della pura velocità di punta.

Gare in pista, sorpassi e ritiri chiave

La partita tra le due Mercedes è stata inizialmente il tema principale: George Russell, autore della pole e della Sprint, ha tenuto il comando per gran parte della prima parte di gara, mentre Antonelli lo inseguiva con costanza fino a trovare il varco giusto.

Al giro 30, quando era ancora leader, Russell ha dovuto ritirarsi per un problema tecnico, consegnando la testa della corsa ad Antonelli. Questo episodio ha avuto un impatto enorme sull’esito finale e sulla classifica piloti, ma la gara ha offerto anche duelli vivaci tra Hamilton e Verstappen e manovre spettacolari di Leclerc.

Momenti decisivi e piloti fuori gara

Oltre al ritiro di Russell, la corsa ha registrato altre defezioni significative: Lando Norris e Fernando Alonso non hanno portato a termine la gara, così come Alexander Albon e Sergio Pérez.

Arvin Lindblad non è partito. Sul fronte delle battaglie, il sorpasso più clamoroso si è visto al giro 62 quando Lewis Hamilton ha infilato Verstappen alla prima curva, conquistando il secondo posto e resistendo fino alla bandiera a scacchi. Leclerc ha chiuso quarto, a distanza di sicurezza dal podio.

Conseguenze sul mondiale e voci dal paddock

Il successo ha proiettato Antonelli a quota 131 punti in classifica, con un margine di 43 lunghezze su Russell (ora secondo a 88), mentre Leclerc e Hamilton seguono nella top 5.

In termini di costruttori la Mercedes consolida la leadership con 219 punti, seguita dalla Ferrari a 147 e dalla McLaren a 106. Le riflessioni nel paddock hanno sottolineato come il vivaio italiano e lo sviluppo dei giovani talenti stiano portando risultati concreti: il presidente dell’ACI, Geronimo La Russa, ha espresso grande orgoglio per il trionfo di un pilota formato anche attraverso il programma federale.

Il Gran Premio del Canada ha ribadito che in Formula 1 la capacità di leggere la gara, adattarsi e sfruttare le opportunità può fare la differenza tanto quanto la prestazione pura.

Con il prossimo appuntamento programmato a Monaco tra due settimane, la stagione entra in una fase calda in cui ogni punto e ogni scelta strategica avranno un peso sempre maggiore nella corsa al titolo.