Acquistare un'auto usata può trasformarsi in un incubo se il contachilometri è stato manipolato. Scopri come riconoscere le frodi e proteggerti.
Acquistare un’auto usata è spesso un’impresa rischiosa, soprattutto quando si tratta di verificare l’autenticità del chilometraggio.
Un fenomeno sempre più diffuso, che sta mettendo in allarme gli esperti del settore, è la manipolazione del contachilometri. Questa pratica illecita permette ai venditori disonesti di aumentare artificialmente il valore del veicolo, truffando gli acquirenti ignari.
Secondo uno studio condotto da carVertical in Italia il 2,7% delle auto controllate presenta anomalie nel chilometraggio, con una riduzione media di circa 41.500 chilometri. Questo significa che un’auto che dovrebbe valere 15.500 euro può essere venduta a 20.000 euro con un aumento del prezzo del 29,3% rispetto al suo valore reale.
Non tutte le auto usate sono ugualmente a rischio. I venditori disonesti tendono a concentrarsi su veicoli recenti e di fascia alta, dove il margine di guadagno è maggiore. La logica è semplice: più alto è il valore iniziale dell’auto, maggiore è il profitto che si ottiene alterando il chilometraggio.
In Belgio e Germania principali esportatori di auto usate in Europa il problema è particolarmente sentito.
La mancanza di una cooperazione internazionale efficace nella condivisione dei dati dei veicoli crea zone d’ombra che i truffatori sfruttano a loro vantaggio.
Acquistare un’auto con chilometraggio alterato non comporta solo un danno economico immediato. Come spiega Matas Buzelis di carVertical, “acquistare un’auto il cui chilometraggio reale è significativamente superiore a quello dichiarato può rendere più difficile programmare correttamente la manutenzione, aumentare il rischio di guasti e, nei casi peggiori, portare alla guida di un veicolo non sicuro.”
Un’auto con molti più chilometri di quelli dichiarati potrebbe avere componenti critiche, come la cinghia di distribuzione o i sistemi frenanti vicini al limite del ciclo di vita senza che il nuovo proprietario ne sia consapevole.
Questo può comportare riparazioni impreviste e costose, oltre a mettere a rischio la sicurezza stradale.
La persistenza di questa frode è dovuta a diverse lacune strutturali del sistema. In primo luogo, non tutti i registri del chilometraggio sono digitalizzati, il che rende difficile individuare le alterazioni. Inoltre, la mancanza di cooperazione internazionale nella condivisione dei dati dei veicoli crea ostacoli significativi.
La Germania insieme a Italia e Belgio è uno dei principali esportatori di auto usate in Europa. Tuttavia, la mancanza di trasparenza nelle informazioni storiche sui veicoli che varcano i confini nazionali lascia gli acquirenti privi delle informazioni necessarie per una scelta consapevole.
Per difendersi, l’unico strumento efficace rimane la verifica preventiva della storia del veicolo tramite servizi specializzati. Questi servizi permettono di accertare l’autenticità dei chilometri percorsi prima di procedere all’acquisto, offrendo una maggiore tranquillità agli acquirenti.