Caro bitume e energia: l’allarme della SITEB per la manutenzione stradale

L'associazione SITEB segnala un aumento dei costi del bitume e dell'energia fino all'80%, mettendo a rischio i cantieri stradali italiani. Scopri di più.

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.

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L’Italia sta affrontando una crisi senza precedenti nel settore delle infrastrutture stradali.

L’associazione SITEB – Strade Italiane e Bitumiche rappresenta l’intera filiera delle infrastrutture stradali e dei sistemi impermeabilizzanti, ha lanciato un allarme preoccupante riguardo al caro bitume e al caro energiacon rincari che hanno raggiunto picchi dell’80%.

Questa situazione critica sta mettendo a dura prova le imprese e i comuni, con ripercussioni dirette sulla manutenzione delle strade e sulla sicurezza della circolazione, soprattutto in vista della stagione estiva, quando il traffico aumenta significativamente.

Rincari record nei primi quattro mesi del 2026

Nei primi quattro mesi del 2026, il costo del bitume è schizzato in alto, registrando aumenti superiori al 60%. Il prezzo medio è passato da 420 euro a tonnellata a oltre 680 euro a tonnellata. Parallelamente, i costi dell’energia e del gas metano, essenziali per la produzione del conglomerato bituminoso, sono aumentati, portando a un incremento complessivo dei costi che sfiora l’80%.

Questa impennata è ancora più preoccupante se confrontata con la situazione del 2026, quando il settore aveva già subito un forte impatto a causa della guerra in Ucraina. Le tensioni internazionali legate alla crisi energetica e al conflitto in Iran stanno generando forti ripercussioni lungo tutta la filiera produttiva.

L’emergenza estiva e l’accelerazione dei lavori PNRR

L’emergenza arriva in un momento cruciale per il settore, con l’avvicinarsi dell’estate, periodo tradizionalmente cruciale per asfaltature e manutenzioni.

Molte imprese si trovano a dover eseguire appalti assegnati mesi fa con costi completamente diversi rispetto a quelli attuali.

A complicare ulteriormente il quadro contribuisce l’accelerazione dei lavori finanziati dal PNRR. Numerosi interventi, rallentati nei mesi scorsi dai ritardi degli enti locali, si stanno concentrando tutti nello stesso periodo, facendo crescere improvvisamente la domanda di asfalto e materiali. Il rischio concreto è che molti comuni non riescano a sostenere economicamente gli interventi programmati, con possibili conseguenze sulla manutenzione delle strade e sulla sicurezza della circolazione.

L’inadeguatezza del sistema TOL e le iniziative delle amministrazioni

In questo contesto, la SITEB evidenzia come il meccanismo di revisione prezzi in base alle reali variazioni di costo di materiali, manodopera ed energia tramite gli indici di costo per Tipologie Omogenee di Lavorazioni (TOL) per il bitume risulti oggi totalmente inadeguato. Questi criteri registrano scostamenti minimi, ben sotto il 10%, a fronte di aumenti che in realtà sono superiori di ben 3-4 volte.

L’inadeguatezza del sistema TOL sta inducendo alcune amministrazioni a iniziative che, dietro l’apparente volontà di fronteggiare l’emergenza, rischiano di tradursi in un mero contenimento della spesa a scapito delle imprese. Un approccio che rischia di creare un pericoloso precedente, scaricando interamente sul tessuto imprenditoriale il peso di un’emergenza che richiederebbe invece misure realmente commisurate all’entità degli aumenti.

Il riutilizzo del fresato d’asfalto: una soluzione parziale

La SITEB sottolinea che neanche la recente disposizione introdotta nel Dl Infrastrutture sul riutilizzo del fresato d’asfalto come sottoprodotto può rappresentare una soluzione efficace al caro prezzi. Il recupero del fresato è già previsto dalla normativa CAM vigente ed è una pratica consolidata nel settore nell’ambito dell’economia circolare.

Tuttavia, dal punto di vista tecnico, il materiale recuperato non può sostituire integralmente le nuove materie prime necessarie alla produzione del conglomerato bituminoso.

Mediamente, il fresato incide per circa il 30% delle miscele utilizzate, contribuendo quindi solo in parte al fabbisogno complessivo di bitume.

Per tutti questi motivi, la SITEB rinnova l’appello al Governo e alle stazioni appaltanti affinché vengano introdotte misure efficaci di compensazione dei rincari, indispensabili per garantire la tenuta delle imprese e la continuità degli investimenti infrastrutturali strategici per il Paese.