La cerimonia inaugurale dei Mondiali 2026 a Città del Messico ha mescolato musica tradizionale e star globali come Shakira e Andrea Bocelli; la diretta Rai è stata interrotta poco prima della conclusione dell'esibizione, con una spiegazione e scuse formali dall'emittente
La prima cerimonia d’apertura dei Mondiali 2026 si è svolta nello storico Estadio Azteca di Città del Messico, offrendo uno spettacolo che ha combinato riferimenti alle tradizioni locali, grandi ospiti internazionali e momenti istituzionali.
La manifestazione — prevista come la prima delle tre aperture che si terranno nei paesi ospitanti — ha avuto una scaletta intensa: spettacoli musicali, la parata delle bandiere delle 48 nazionali partecipanti e l’esibizione di artisti chiamati a interpretare gli inni ufficiali del torneo.
Tra i momenti più attesi c’è stata l’esibizione di Shakira insieme a Burna Boycon l’inedito inno “Dai Dai” che ha scatenato l’entusiasmo del pubblico.
Nella stessa serata si sono alternati sul palco nomi come J BalvinTylaManáAlejandro FernándezLila DownsBelindaDanny Ocean e i Los Ángeles Azulescreando un percorso musicale che andava dalle radici messicane a influenze pop e afrobeats.
Durante l’esibizione di Shakira la trasmissione italiana ha subito un’interruzione per consentire il passaggio di linea verso il telegiornale. La televisione pubblica ha poi diffuso una nota in cui attribuisce l’episodio a “un errore nella gestione del timing finale” e ha espresso rammarico verso il pubblico per l’accaduto.
Nella dichiarazione si è ribadito che la copertura della cerimonia era soggetta a vincoli editoriali e tecnici concordati con l’organizzazione dell’evento, e che la programmazione prevedeva passaggi obbligati tra i vari momenti della diretta.
L’interruzione ha suscitato proteste e commenti sui social, con spettatori che hanno criticato la scelta di mandare in onda il telegiornale proprio mentre era in corso la performance. L’emittente ha motivato la decisione come una valutazione operativa necessaria per rispettare la scaletta complessiva dell’evento; tuttavia, ha riconosciuto l’errore nel calcolo del tempo, scusandosi pubblicamente per il disagio arrecato.
Prima del calcio d’inizio la cerimonia ha dato spazio agli aspetti più solenni: la sfilata delle bandiere delle 48 squadre partecipanti e la nuova ritualità introdotta per l’esecuzione degli inni nazionali. Tutti i giocatori di Messico e Sudafrica sono entrati in campo per ascoltare gli inni schierati a centrocampo, un formato che la stessa dirigenza della manifestazione ha definito frutto di una nuova impostazione cerimoniale.
Un altro momento significativo è stato l’intervento di Andrea Bocelli insieme alla cantante Ejaeche hanno eseguito “Dna“, secondo inno ufficiale della manifestazione, supportati da una base elettronica curata da David Guetta. L’accostamento tra tradizione vocale e arrangiamento elettronico ha voluto sottolineare un ponte tra radici culturali e modernità musicale.
Lo stadio si è acceso anche grazie a scenografie come una grande sfera dorata al centro del campo, che si è trasformata nel trofeo simbolico, e a coreografie ispirate alle danze azteche.
Sul piano pratico, prima del fischio d’inizio il presidente della FIFA ha collocato la Coppa del Mondo nella tribuna d’onore mentre elicotteri con le bandiere del Messico hanno sorvolato l’impianto, creando un’immagine di grande impatto visivo.
All’esterno dell’Azteca, invece, la serata è stata segnata da tensioni in varie zone di Città del Messico: manifestazioni del sindacato degli insegnanti e cortei delle associazioni delle madri dei desaparecidos hanno provocato scontri e interventi delle forze dell’ordine in prossimità di alcune fan zone.
Inoltre, prima della partita un tifoso tedesco ha avuto un arresto cardiaco e è stato trasferito in ospedale dove è stato dichiarato in condizioni stabili dopo le cure ricevute.
La sequenza delle cerimonie inaugurali prosegue nelle giornate successive: a Toronto è previsto uno spettacolo che reinterpreta il trofeo come un mosaico e offre un viaggio simbolico che attraversa il paese, mentre a Los Angeles la serata conclusiva presenterà un cast di star internazionali sotto la direzione artistica curata dallo stesso team creativo coinvolto nelle prime due aperture.
Questi appuntamenti completano la formula a tre nazioni che caratterizza l’edizione 2026 e che mira a celebrare la dimensione transnazionale del torneo.