Colpo di scena al Nürburgring: Verstappen protagonista, ma la vittoria va alla Mercedes gemella

Max Verstappen ha guidato con autorità sull'Inferno Verde, ma un problema meccanico a tre ore dalla fine ha consegnato il successo alla Mercedes #80

Ilaria Galli

Ilaria Galli ha firmato il desk che ha svelato un caso amministrativo triestino dopo accessi agli atti al Municipio, sostenendo la linea editoriale di rigore documentale. Editor di redazione, ha un tratto unico: colleziona verbali storici del Porto Vecchio.

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La 54ª edizione della 24 Ore del Nürburgring si è trasformata in una pagina intensa di motorsport: davanti a una folla imponente di 352.000 spettatori, il quattro volte campione di Formula 1 Max Verstappen ha affrontato per la prima volta il Nordschleife in una corsa di durata mostrando un ritmo travolgente sia alla luce del giorno sia nelle ore notturne.

La storia della gara ha avuto tuttavia un finale amaro: quando sembrava ormai indirizzata verso un trionfo della Mercedes gestita da Verstappen.com Racing/Winward Racing, un problema tecnico ha cambiato le carte sul tavolo a poche ore dalla bandiera a scacchi, consegnando il successo alla vettura gemella. Questo racconto ricostruisce i passaggi decisivi della maratona tedesca mantenendo i fatti saldi.

La notte: Verstappen prende il comando e impone il ritmo

Al via la Mercedes-AMG GT3 #3 ha saputo sfruttare ogni occasione: con Dani Juncadella che ha approfittato delle difficoltà iniziali della Lamborghini #84, il team ha posizionato l’equipaggio in condizione di attacco. Entrato per il suo primo stint ufficiale sul Nordschleife, Max Verstappen ha messo in mostra una guida aggressiva e precisa, superando numerose vetture più lente con sorpassi netti e costruendo un vantaggio che, nel corso della notte, è diventato significativo.

Duello a due e momenti clou

Gran parte della nottata è stata un confronto diretto tra la #3 e la #80: le due Mercedes di Winward Racing hanno viaggiato praticamente appaiate, costringendosi a battaglie ravvicinate sul lungo rettilineo del Döttinger Höhe. In uno di questi passaggi la difesa millimetrica di Verstappen a oltre 270 km/h ha costretto la vettura gemella a sporcare la traiettoria; poco dopo, un contatto leggero vicino a Tiergarten ha sottolineato quanto fosse sottile il margine tra audacia e rischio in quel frangente.

Il cedimento meccanico che ha cambiato la gara

Nelle prime ore del pomeriggio, con la #3 ancora saldamente al comando e un vantaggio di circa 33 secondi, dal cruscotto è comparsa la prima avvisaglia: una spia dell’ABS seguita da vibrazioni al retrotreno. Daniel Juncadella ha riportato l’auto ai box dove la diagnosi meccanica è stata chiara e inappellabile: rottura del semiasse posteriore destro. Quel guasto ha richiesto interventi lunghi, vanificando la corsa alla vittoria per l’equipaggio composto da Verstappen, Juncadella, Lucas Auer e Jules Gounon.

Scelte del team e rientro per onore

Di fronte all’entità della riparazione, il team ha optato per ricostruire la vettura con l’obiettivo di rimetterla in pista nel finale per rispetto della competizione e per permettere ai piloti di completare la prova. Nonostante il rientro per alcuni giri conclusivi, il tempo perso ha condannato ogni speranza di contendere la vittoria, dimostrando quanto nel GT3 l’affidabilità possa essere determinante quanto la velocità pura.

Verdetti, rimonta e bilancio dell’edizione

Con la #3 out, la Mercedes-AMG GT3 #80 guidata da Maro Engel, Luca Stolz, Fabian Schiller e Maxime Martin ha raccolto il successo assoluto senza incertezze nel finale, dopo una gara condotta con costanza e precisione. La Lamborghini Huracán GT3 EVO2 #84 del team Red Bull ABT ha firmato una rimonta sensazionale: partita con una foratura al primo giro, l’equipaggio formato da Luca Engstler, Mirko Bortolotti e Patric Niederhauser ha scalato posizioni fino al secondo posto, sottolineando come strategia e gestione degli pneumatici siano stati elementi chiave.

Numeri e riflessi

L’edizione 54ª si è dimostrata estremamente selettiva: su 41 vetture iscritte nella classe regina SP9 solo 18 hanno tagliato il traguardo, vittima di guasti, incidenti e penalità. Al terzo posto è salita l’Aston Martin Vantage AMR GT3 #34 con Christian Krognes, Mattia Drudi, Nicki Thiim e Felipe Fernandez Laser, a testimonianza che oltre alla velocità la capacità di evitare errori conta moltissimo in una 24 Ore.

In chiusura, la prova di Max Verstappen sul Nordschleife rimane un capitolo di grande valore: nonostante l’esito finale, la sua performance ha dimostrato adattabilità, controllo nel traffico e padronanza in condizioni variabili.

La 24 Ore del Nürburgring conferma così la sua natura di prova in cui la sopravvivenza meccanica e mentale è tanto importante quanto il ritmo sul giro.