Come l’istruzione e i materiali compositi hanno portato Fekadu in Formula 1

Da Hosaena a Imola: percorso di istruzione, famiglia e specializzazione nei materiali compositi che porta a una scuderia di Formula 1

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

Condividi

Partendo dalla memoria dei sentieri di Hosaena fino ai box della Motor Valley, la vicenda di Fekadu racconta il senso di trasformazione possibile quando la formazione viene affiancata da un ambiente affettivo solido.

Ricorda i nomi delle sue mucche, i percorsi verso il pascolo e i legami di famiglia, ma oggi percorre quotidianamente le strade asfaltate di Imola, dove il ritmo della giornata è scandito dal rombo dei motori. In questo passaggio tra due mondi contrapponibili si intrecciano elementi distintivi: il valore dell’accesso all’istruzione, la pazienza di chi costruisce un nido famigliare e la determinazione tecnica che porta a lavorare su monoposto di alto livello.

La sua esperienza mette in luce come un progetto personale possa nascere da decisioni familiari e da scelte educative mirate: l’inserimento scolastico in Italia non è stato improvvisato ma frutto di un piano di recupero e di fiducia nei suoi confronti. Dopo una laurea in ingegneria meccanica e un’esperienza professionale in Europa, continua a specializzarsi nei materiali compositi, affrontando lo studio di componenti leggeri che devono garantire performance e sicurezza.

Questo doppio background, umano e tecnico, è la chiave che lo ha portato vicino al mondo della Formula 1.

Dalle origini a una nuova famiglia

Il trasferimento in Italia ha coinciso con la costruzione di un ambiente protetto a Andria, dove la famiglia adottiva ha scelto la strada della gradualità: prima il tempo per creare un nido affettivo, poi l’inserimento scolastico. I genitori, con trasparenza e responsabilità, hanno evitato soluzioni semplicistiche e hanno preparato un programma di studio personalizzato che gli ha permesso di recuperare velocemente il percorso didattico.

Il legame con il fratello Eyob e gli amici dell’infanzia sono rimasti ancoraggi importanti, e una fotografia dell’adozione conserva il ricordo di un bambino che, oltre alla sofferenza, nutriva grandi sogni.

Formazione tecnica e specializzazione

La carriera accademica di Fekadu è stata costruita su tappe coerenti: una laurea in ingegneria meccanica a Bolzano, un’esperienza in una start up a Vienna e la scelta di approfondire i materiali compositi tramite un master specialistico.

Questi studi gli hanno fornito strumenti per analizzare il comportamento meccanico di resine e giunzioni usate per l’incollaggio dei pannelli in fibra di carbonio. Comprendere come piccole varianti nelle formulazioni o nelle tecniche di assemblaggio possano influire su peso, durata e affidabilità è fondamentale in un ambiente come la Motor Valley, dove ogni decisione tecnica è misurata in termini di performance.

Specializzazione sui materiali compositi

Con l’obiettivo di coniugare leggerezza e resistenza, il suo lavoro si concentra su parametri quali adesione, comportamento a fatica e compatibilità tra materiale e resina.

In questo contesto i compositi non sono solo un termine tecnico ma una vera e propria sfida progettuale: ottimizzare l’orientamento delle fibre, la scelta della resina e le procedure di giunzione implica metodologie sperimentali e un approccio multidisciplinare. L’attenzione ai dettagli è elevata, perché una scelta errata può compromettere sicurezza e risultato competitivo della monoposto.

Entrare nella Motor Valley e il ruolo in pista

Oggi le sue competenze lo avvicinano a una realtà di alta specializzazione: l’ingresso in una scuderia italiana, la Racing Bulls, lo vedrà impegnato nello studio delle resine impiegate per l’assemblaggio dei componenti in fibra di carbonio.

Il lavoro richiede rigore sperimentale, test ripetuti e un dialogo costante con progettisti e tecnici in officina. Qui l’attenzione alla metodologia e alla ripetibilità dei risultati è tanto importante quanto la capacità di tradurre analisi complesse in soluzioni pratiche e affidabili durante la stagione agonistica.

Responsabilità e ambizioni

Accanto all’aspetto tecnico, pesa la consapevolezza della responsabilità: ogni componente è parte di un sistema che deve garantire performance e sicurezza.

La sua formazione internazionale e la solidità del legame familiare rendono possibile affrontare questa pressione con equilibrio. Conserva la bandiera etiope in stanza e ascolta a volte la musica della sua terra, segni che lo aiutano a mantenere un orizzonte personale chiaro mentre lavora per contribuire a monoposto più leggere, efficienti e resistenti.

Radici che orientano il futuro

Nonostante il ritmo frenetico della Motor Valley, il suo sguardo rimane rivolto alla questione delle opportunità: non crede agli stereotipi che riducono le storie africane a immagini univoche, ma sostiene che la vera differenza stia nell’accesso alle risorse e al sostegno affettivo.

Il desiderio di «chiudere il cerchio» lo porta a pensare di adottare a sua volta, offrendo a un altro bambino la possibilità di crescere in una famiglia e di ricevere la stessa opportunità che ha cambiato la sua vita. È la tensione tra radici e orizzonte che definisce il suo progetto personale e professionale.