Un lettore, Piero Simonini, chiede se le auto a benzina e diesel restano più convenienti dell’elettrico. Mettiamo a confronto i dati di omologazione, i costi di ricarica domestica e pubblica e le stime di percorrenza per capire quando conviene una vettura elettrica.
Un lettore, Piero Simonini ha sollevato una domanda pratica che riguarda molti automobilisti: le auto a benzina e diesel sono ancora più convenienti delle elettriche? La questione è stata rilanciata durante un’assemblea dell’Unem (ex Unione Petrolifera), dove sono stati utilizzati dati di omologazione riferiti ad aprile 2026 per confrontare le percorrenze ottenibili con 100 euro di spesa tra vetture elettriche e con motore termico.
Il confronto presentato dall’assemblea indica che, con 100 euro, un’elettrica percorrerebbe circa 610 km mentre una vettura a benzina arriverebbe a 951 km e un diesel a 1000 km. Trattandosi di dati forniti da operatori del settore petrolifero, è importante leggere i numeri a fronte delle assunzioni sui prezzi dell’energia e dei consumi reali.
Per valutare correttamente la convenienza è essenziale partire dai valori di consumo tipici: per le auto elettriche si considera spesso che con un kWh si percorrono tra 6 e 7 km.
Da qui nascono due scenari molto diversi a seconda del prezzo della ricarica: se si ricarica a casa a 0,25 euro per kWh con 100 euro si acquistano 400 kWh, equivalenti a circa 2.400 km (6 km/kWh) — un risultato che capovolge il confronto a favore dell’elettrico. Al contrario, se si ricarica su colonnine pubbliche veloci a 0,70 euro per kWh con 100 euro si ottengono circa 142 kWh e quindi intorno a 850 km di autonomia, un dato più sfavorevole ma comunque non lontano dalle percorrenze dei termici nell’ipotesi più pessimistica.
La variazione tra 610 km e 2.400 km con la stessa cifra di 100 euro dipende esclusivamente dal prezzo per kWh considerato nel calcolo e dall’efficienza reale del veicolo. Le stime di omologazione spesso non riflettono le condizioni di guida quotidiane (clima, velocità, carico, traffico), mentre il prezzo della ricarica pubblica può essere significativamente più alto di quello domestico. Questo crea uno scarto sensibile nei confronti economici tra elettrico e termico.
Nel dibattito pubblico sono emerse valutazioni contrastanti: alcune analisi sottolineano che, alle tariffe attuali dei carburanti, l’elettrico può risultare conveniente sul lungo periodo. Ad esempio, calcoli che ammortizzano il costo per kWh domestico mostrano percorrenze molto superiori ai numeri citati dai petrolieri. Un paragone utile è proprio la simulazione con ricarica domestica a 0,25 euro/kWh che porta ai citati 2.400 km con 100 euro, un risultato che rende l’elettrico competitivo rispetto a benzina e diesel.
Allo stesso tempo, esistono scenari di ricarica rapida pubblica più costosi: nel caso di 0,70 euro per kWh il risultato scende a circa 850 km per 100 euro, che mantiene il confronto più equilibrato con i termici. È quindi cruciale distinguere tra prezzo della ricarica domestica e prezzo della ricarica pubblica veloce quando si valutano convenienza e autonomia effettiva.
I dati utilizzati nell’assemblea dell’Unem si riferiscono alle omologazioni di aprile 2026 e servono come parametro di partenza per il confronto.
Tuttavia, i valori di omologazione sono solo un riferimento: nella pratica quotidiana l’efficienza può variare e il prezzo dell’energia incide in modo determinante sul costo per chilometro. Per questo motivo, organismi indipendenti hanno sottolineato che, con le tariffe energetiche attuali e l’ipotesi di ricarica domestica, l’elettrico può risultare più economico sul costo operativo, nonostante un prezzo d’acquisto mediamente superiore.
400 km con 100 euro), mentre con ricarica rapida a 0,70 euro/kWh la percorrenza scende a circa 850 km, avvicinandosi alle percorrenze stimate per benzina e diesel (951 km e 1000 km con 100 euro secondo l’assemblea).