Di Giannantonio e il futuro incerto: Ducati, KTM o HRC?

Fabio Di Giannantonio è al centro delle trattative: preferisce rimanere in VR46 solo con il trattamento factory, ma esplora anche offerte da KTM, Trackhouse e HRC

Dr.ssa Anna Vitale

Dietista abilitata e giornalista. Alimentazione basata su evidenze scientifiche.

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Negli ultimi Gran Premi Fabio Di Giannantonio è salito alla ribalta come uno dei nomi più caldi del mercato MotoGP: con due pole in tre gare e il ruolo di primo tra i piloti Ducati a livello mondiale — persino davanti a Marc Márquez — il suo valore è cresciuto rapidamente.

Questa situazione gli dà la leva per decidere con calma il prossimo passo della carriera, ma la scelta non dipende solo da lui: contano i sedili liberi, le ambizioni dei team e, soprattutto, la condizione che pone come imprescindibile.

La condizione richiesta da Di Giannantonio è semplice e netta: continuare a ricevere il trattamento factory. È una richiesta che riguarda il tipo di supporto tecnico, risorse e priorità in pista. È importante ricordare che dal punto di vista regolamentare il panorama cambierà quando il nuovo regolamento renderà le moto omologate uguali per tutti, ma fino ad allora chi ottiene lo status factory conserva un vantaggio operativo non indifferente.

Al momento questo trattamento è assicurato ai piloti ufficiali come Márquez, Acosta e a Aldeguer.

Le alternative concrete

Di fronte alla richiesta di mantenere lo status factory, Di Giannantonio sta esplorando più piste. Sul tavolo ci sono proposte e ipotesi che vanno dalla conferma in VR46 fino a soluzioni completamente diverse come KTM o team emergenti come Trackhouse. Ogni opzione porta con sé vantaggi e incognite: alcune garantiscono un programma tecnico definito, altre offrono visibilità o cambi di progetto ambiziosi ma meno certezze immediate.

In questa fase il pilota e il suo entourage stanno pesando rischio e opportunità con attenzione.

KTM e l’incertezza Tech3

La pista più chiacchierata è probabilmente KTM, che deve ancora decidere il numero esatto di moto da schierare nel prossimo ciclo. La possibile (ma non certa) migrazione di Tech3 a Honda complica i piani e apre spazi che KTM potrebbe voler occupare. Con una scelta ormai fatta su Álex Márquez e dubbi sulla permanenza di Viñales a causa di un avvio di stagione non brillante, i vertici austriaci potrebbero spingere per assicurarsi Di Giannantonio, considerandolo una carta importante per rafforzare il progetto.

Trackhouse, Yamaha chiusa e le mosse americane

Un’altra candidatura interessante arriva da Trackhouse, il team statunitense che valuta la propria line up dopo la partenza di Ogura verso Yamaha. Con la concreta possibilità di perdere l’opzione su Bastianini, che sta valutando alternative come Gresini, Trackhouse sta sondando piloti di alto profilo e Di Giannantonio figura tra i preferiti. La porta di Yamaha per ora è chiusa, ma l’interesse americano resta significativo per un pilota in rampa di lancio.

Ipotesi Honda, Pramac e scenari finali

Se HRC confermasse l’ipotesi delle sei moto, la casa giapponese dovrebbe ricercare almeno due piloti per completare la line up. Tra le possibilità ci sono conferme tra gli attuali ufficiali come Marini o Mir, ma non è escluso che uno dei posti venga offerto a Di Giannantonio. Anche la permanenza di Tech3 in KTM non esclude questo scenario, soprattutto se si decidesse di non proseguire con Zarco nonostante il contratto valido.

Infine non vanno scartate ipotesi più italiane: Pramac in passato ha seguito Di Giannantonio da vicino e potrebbe riemergere come alternativa se il salto in MotoGP di Guevara non si concretizzasse.

L’enigma VR46 e l’appuntamento di Jerez

Il team VR46 vive una fase delicata: dopo una stagione 2026 in ombra, la squadra di Tavullia cerca una risposta sul campo. La conferma di Di Giannantonio sarebbe la soluzione più logica, ma solo a patto di garantirgli il trattamento factory.

Parallelamente il team sta lavorando su giovani come Aldeguer, mentre la situazione di Franco Morbidelli resta incerta e potrebbe avviarsi verso un addio se i risultati non migliorano. Il team ha l’urgenza di tornare a vincere: l’ultimo successo in gara domenicale risale al GP d’India 2026.

Perché Jerez può cambiare tutto

Il gran premio di Jerez sarà probabilmente un punto di svolta: è un circuito tecnico che può evidenziare punti di forza e debolezze dei diversi progetti.

Le scelte prese dopo quella tappa potrebbero definire chi resterà in Ducati, chi salperà verso KTM o HRC, e chi verrà ingaggiato da team come Trackhouse o Pramac. Per Di Giannantonio, il weekend andaluso rappresenta dunque non solo una gara ma una prova per il proprio futuro contrattuale.

Conclusione

In sintesi, il destino di Fabio Di Giannantonio dipende da un mix di performance sportive, garanzie tecniche e opportunità di mercato.

Tra VR46, KTM, Trackhouse e possibili aperture di HRC, il fattore decisivo resta la disponibilità di un trattamento factory fino all’entrata in vigore del nuovo regolamento che uniformerà le moto. Nei prossimi appuntamenti, e in particolare a Jerez, verrà chiarito molto dello scenario che ora è ancora aperto e ricco di incognite.