F1 2026: cambiamenti tecnici e misure sulla sicurezza spiegati dalla FIA

Dopo Suzuka la FIA annuncia aggiustamenti ai regolamenti 2026: novità tecniche, misure sulle partenze e reazioni dal paddock

Chiara Ferrari

Ha gestito strategie di sostenibilità per multinazionali con fatturati a nove zeri. Sa distinguere il greenwashing vero dalle aziende che ci provano davvero - perché ha visto entrambi dal di dentro. Oggi consulente indipendente, racconta la transizione ecologica senza ingenuità ambientaliste né cinismo industriale. I numeri contano più degli slogan.

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Il 22/04/2026 la Federazione Internazionale ha pubblicato un video in cui Nikolas Tombazis, responsabile dei regolamenti tecnici, illustra le modifiche decise a seguito delle prime gare della stagione.

L’obiettivo dichiarato è correggere gli aspetti più critici emersi con le monoposto della nuova era 50% elettrica: dal rendimento in qualifica alla gestione delle partenze, passando per i timori sulla safety sollevati dall’incidente di Oliver Bearman a Suzuka. In questa sintesi trovi una panoramica delle scelte annunciate, dei tempi di attuazione e delle principali preoccupazioni emerse nel paddock.

La FIA precisa che gli interventi non sono una rivoluzione netta ma un insieme di ottimizzazioni frutto dell’analisi dei dati raccolti nei primi tre Gran Premi.

Tombazis ha sottolineato come i costruttori, i fornitori di power unit e i piloti siano stati coinvolti nelle discussioni e abbiano espresso ampia condivisione sulle modifiche proposte. Le misure prenderanno forma già a partire dal GP di Miami, con test e fasi successive a Montreal, e saranno monitorate attentamente prima di eventuali ulteriori aggiustamenti.

Motivazioni e obiettivi dell’intervento

La spinta principale della modifica normativa è duplice: migliorare lo spettacolo e rispondere alle sfide introdotte dall’elettrificazione delle monoposto.

Secondo Tombazis, i nuovi paletti devono assicurare che i piloti possano spingere in qualifica e che si percepisca un maggior impegno dagli on-board, sia visivamente sia nel rumore dei motori. La FIA definisce questi cambiamenti come un processo di evoluzione, non di stravolgimento, con l’intento di mantenere la Formula 1 rilevante dal punto di vista tecnologico senza compromettere la sicurezza in pista.

Spettacolo in qualifica e coinvolgimento dei piloti

Un tema ricorrente è il ritorno di una qualifica più spettacolare: il piano prevede regolazioni che incentivino i piloti a spingere al massimo durante i giri lanciati. Tombazis ha spiegato che si va verso soluzioni che permettano di vedere più azione nelle riprese on-board e di sentire un maggiore impegno del power unit in condizioni critiche. I piloti sono stati consultati e, pur con qualche riserva iniziale, hanno partecipato attivamente al processo decisionale, rafforzando l’approccio collaborativo adottato dalla Federazione.

Misure pratiche e calendario di attuazione

Le modifiche operative saranno introdotte in fasi: prime prove e tarature a Miami, verifiche successive a Montreal e piena applicazione nei Gran Premi immediatamente seguenti. Tra le soluzioni previste c’è l’implementazione di una rete di sicurezza elettronica che può intervenire in caso di partenze anomale. Se un’auto dovesse manifestare una spiccata difficoltà nel fare partire il motore o nel recupero energia, il sistema elettrico agirà per prendere il controllo e garantire una partenza sicura, riducendo il rischio per le vetture che seguono.

Intervento sulle partenze

Il punto più sensibile riguarda le partenze, dove la combinazione tra componentistica meccanica ed elettronica può generare situazioni pericolose. La soluzione proposta prevede che, qualora il veicolo registri una anomalia di lancio oltre una soglia prefissata, il sistema elettrico si attivi automaticamente per gestire la fase iniziale e mantenere la sicurezza del gruppo. Tombazis ha ammesso che per completare l’implementazione potrebbero essere necessari due o tre GP, ma che le prove inizieranno subito per ridurre i tempi di intervento.

Critiche dal paddock e rischi ancora aperti

Non mancano però voci critiche: alcuni ex piloti e osservatori hanno sottolineato i pericoli legati al recupero di energia in punti a visibilità limitata. David Coulthard, ad esempio, ha evidenziato come differenze di velocità fino a 50-60 km/h tra vetture che ricaricano e vetture in percorrenza piena possano creare scenari estremamente rischiosi in curve come Eau Rouge. Tra le proposte emerse c’è l’idea di individuare zone della pista dove limitare o esentare il recupero per evitare decelerazioni improvvise e «sorprese» per chi segue.

Reazioni del pubblico e prossime mosse

I tifosi tradizionalisti hanno mostrato insofferenza verso alcuni aspetti del nuovo regolamento, mentre team e costruttori hanno generalmente espresso apprezzamento per la reattività della FIA. Tombazis ha ribadito che il lavoro non si chiude con questi interventi: la Federazione continuerà a monitorare i dati telemetrici, a confrontarsi con le squadre e a intervenire ulteriormente se necessario, con l’intento dichiarato di bilanciare innovazione tecnologica e tutela della sicurezza in pista.