Ferrari Luce è la prima Rossa a batteria: progetto interno, design firmato LoveFrom e soluzioni tecniche volte a coniugare prestazioni e comfort
La Ferrari Luce segna una svolta netta nella storia di Maranello: non è soltanto la prima vettura a batteria del Cavallino, ma un progetto che riorganizza architettura, estetica e modalità d’uso.
Dietro la sigla Luce ci sono scelte tecniche radicali, un impegno produttivo interno e collaborazioni creative pensate per ridefinire il concetto di «Rossa» nell’era elettrica. Questo articolo scompone gli elementi chiave che rendono la Luce interessante sia per gli appassionati sia per chi guarda alle auto elettriche con scetticismo.
Prima di addentrarci nei numeri e nelle soluzioni, vale la pena ricordare che la Luce è stata sviluppata con un elevato grado di integrazione verticale: motori, batterie e componenti principali sono concepiti a Maranello.
Il risultato è un mix di performance dichiarate, funzioni tecnologiche e un approccio alla sostenibilità che non si limita alle zero emissioni a valle, ma investe la filiera produttiva.
Nel cuore del progetto troviamo la decisione di non dipendere da fornitori esterni per i componenti critici: la batteria da 122 kWh, i gruppi elettrici e molte elettroniche sono sviluppati internamente, con oltre 60 brevetti specifici legati a questa vettura.
La produzione avverrà a Maranello, nello spazio progettato per accogliere questa nuova generazione di vetture. Per contrastare l’obsolescenza la batteria è modulare e sostituibile: i 15 moduli previsti possono essere aggiornati nel tempo, un approccio che rende la macchina più simile a un dispositivo evolvibile rispetto a una classica auto finita alla consegna.
Il linguaggio estetico di Luce nasce da una collaborazione con LoveFrom, lo studio di Jony Ive e Marc Newson, che ha impostato la direzione creativa insieme al Centro Stile guidato da Flavio Manzoni.
L’obiettivo è stato creare un volume nuovo: la glass house avvolgente domina le superfici, nascondendo elementi come i fari a luci spente e suggerendo un layout interno minimalista. All’interno il concetto è quello di un’interfaccia pulita con display orientabili, pulsanti meccanici ridotti e materiali curati come alluminio riciclato, pelle e vetro Corning Fusion5.
La Luce adotta un’architettura a 800 Volt con ricariche ultrarapide fino a 350 kW, il che tradotto significa tempi di ricarica molto contenuti.
La potenza complessiva supera i 1.050 CV, lo 0-100 km/h è dichiarato in 2,5 secondi e la velocità massima supera i 310 km/h, nonostante una massa di circa 2.260 kg. L’assetto elettronico è gestito da una Vehicle Control Unit che coordina motori, freni e sospensioni in tempo reale, consentendo anche il debutto di funzioni come il Side Slip Control X per modulare la dinamica su strada.
La soluzione motore prevede quattro unità sincrone, una per ogni ruota, con regimi distinti: gli anteriori raggiungono fino a 30.000 giri/minuto mentre i posteriori toccano i 25.500 giri/minuto. Ogni ruota è poi governata da attuatori dedicati che modulano coppia, sterzo e movimento verticale, ottenendo una gestione della trazione estremamente sofisticata. Anche il feedback per il guidatore è studiato: palette che modulano coppia e recupero e un approccio al suono che amplifica vibrazioni reali tramite sensori, evitando artifici sonori digitali.
La Luce non sacrifica il comfort: un sottotelaio elasticizzato inedito su una Ferrari e sospensioni attive riducono rumori e vibrazioni (NVH), rendendo la vettura adatta ai viaggi lunghi. L’audio di bordo è studiato nei dettagli con un impianto da 3.000 W e 21 altoparlanti che ottimizzano la resa per ogni passeggero. Sul fronte aerodinamico sono adottate soluzioni come griglie attive e abbassamento dell’assetto in velocità per contenere il coefficiente di resistenza, mentre il baricentro basso della batteria migliora la maneggevolezza.
La batteria non è semplicemente appoggiata ma integrata nella struttura, contribuendo in modo significativo alla rigidità del telaio: i dati indicano incrementi rilevanti sia in flessione sia in torsione rispetto ai progetti precedenti. Inoltre l’uso massiccio di alluminio riciclato ha permesso di ridurre le emissioni di CO2 legate alla produzione fino al 70% nelle fasi indicate, un segnale che la transizione elettrica è accompagnata da misure di sostenibilità operative e non solo simboliche.
In sintesi, la Ferrari Luce è pensata per un pubblico che pretende prestazioni ma non vuole rinunciare a comfort, tecnologia e una visione sostenibile. Con consegne previste a fine 2026, rappresenta il tentativo più concreto finora di trasferire il dna Ferrari in una piattaforma completamente elettrica, conservandone l’anima pur rinnovandone i linguaggi tecnici e stilistici.