Formula E presenta Gen4, 21 appuntamenti e l’obiettivo di tornare in Italia

Alberto Longo racconta la transizione verso le nuove monoposto Gen4, il calendario ampliato a 21 gare, le innovazioni sportive e le trattative in corso per ricondurre il campionato in Italia, tra circuiti cittadini e permanenti.

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.

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La Formula E si prepara a inaugurare una fase di trasformazione netta: la serie iridata elettrica ha mostrato la nuova monoposto Gen4 ridefinito il formato dei fine settimana e ampliato il calendario fino a un totale significativo di tappe.

Dietro queste scelte c’è l’intento di combinare spettacolo, trasferimenti tecnologici verso le auto di serie e sostenibilità nelle logiche di trasferimento tra le gare.

Al centro della presentazione ci sono elementi concreti: la potenza e la versatilità della nuova vettura, il debutto in gare internazionali iconiche e la volontà di tornare a correre in Italia, con interlocuzioni attive su più città del Paese. In questo articolo sintetizziamo le dichiarazioni e i piani delineati dal management della serie, spiegando le implicazioni sportive e industriali.

Caratteristiche tecniche e impatto sportivo della Gen4

La Gen4 rappresenta un salto prestazionale rispetto alle generazioni precedenti: progettata con criteri di efficienza termica e gestione della batteria avanzata, la vettura nasce per offrire un pacchetto tecnico che consenta di sperimentare nuovi format di gara. I costruttori stanno lavorando per ottimizzare ulteriormente la piattaforma fornita dalla Federazione, con l’aspettativa che l’evoluzione industriale renda le auto ancora più performanti in pista.

Dal punto di vista agonistico, la maggiore potenza e reattività della Gen4 aprono la strada a inserti di spettacolo come le gare sprint e altre varianti del format. Già introdotte in passato soluzioni come il Pit Boost l’Attack Mode e il nuovo sistema di qualifica: tutti strumenti che verranno ricalibrati per sfruttare al meglio la nuova vettura e aumentare l’intrattenimento senza compromettere l’integrità sportiva.

Test e prime uscite pubbliche

La Gen4 ha effettuato sessioni di prova su circuiti noti, dove i piloti hanno potuto valutare comportamento dinamico e limiti di performance. Queste uscite sono servite anche a misurare l’impatto della tecnologia sulla sicurezza e sulle esigenze logistiche, fondamentali per determinare dove e come organizzare gli eventi, sia in centro città sia su tracciati permanenti.

Il calendario ampliato, le nuove sedi e la filosofia degli eventi

Il calendario proposto estende la stagione includendo 21 appuntamenti in più città, con l’obiettivo di combinare location cittadine iconiche e circuiti permanenti di richiamo internazionale.

La strategia di raggruppare le gare in blocchi continentali è motivata da un criterio di sostenibilità volto a ridurre gli spostamenti a vuoto e l’impatto logistico dell’intera serie.

Tra le scelte organizzative figura il trasferimento di alcuni round in tracciati storici e più veloci, accanto al mantenimento di corse urbane che rimangono parte integrante del DNA della Formula E. Questa dicotomia nasce dalla necessità di adattarsi alla progressiva crescita di velocità delle monoposto: dove un tempo le vetture cittadine erano l’unico modo per garantire spettacolo, oggi la tecnologia consente di utilizzare anche piste permanenti senza perdere l’appeal mediatico.

Scelte sul territorio e sostenibilità

Raggruppare le gare per aree geografiche riduce le emissioni legate ai trasporti e semplifica la logistica per team e fornitori. Questo approccio riflette la volontà della serie di interpretare la performance sportiva insieme a criteri ambientali e operativi, rendendo il calendario non solo più ampio ma anche più efficiente.

Il ritorno in Italia e le trattative per le città

La Formula E ha confermato l’interesse a tornare in Italia, ma ha sottolineato che la scelta della location richiede tempi e condizioni precise.

L’esperienza recente con un tracciato permanente non ha garantito la stabilità desiderata, perciò la priorità è oggi trovare soluzioni urbane che offrano impatto mediatico e supporto istituzionale adeguato.

I colloqui sono in corso con amministrazioni locali in diverse aree del Paese: una città del nord, una del centro e una del sud sono al centro delle conversazioni. Il criterio principale non è solo la fama della location, ma la capacità dell’ente locale di fornire supporto, infrastrutture e un progetto sostenibile per ospitare un evento che richiede coordinamento tra pubblico e privato.

Dal punto di vista industriale, la presenza della Formula E in Italia interessa fortemente i costruttori: il campionato è percepito come una piattaforma utile per trasferire conoscenze su efficienzagestione termica e software per le batterie dall’ambito racing a quello delle auto di serie.