La Gen4 porta in pista più potenza, trazione integrale permanente e un approccio alla sostenibilità progettato per rendere la Formula E più credibile anche per i costruttori.
La Gen4 di Formula E si presenta come un progetto che vuole spostare l’asse del campionato: non solo performance pure, ma una piattaforma tecnica pensata per parlare anche all’industria automobilistica.
Presentata al circuito di Paul Ricard, la vettura segna l’avvio del nuovo ciclo regolamentare destinato al periodo 2026-2030 e sarà in pista dalla stagione 2026/27, con l’obiettivo di consolidare l’attrattiva verso i costruttori e il pubblico.
Le cifre che accompagnano la Gen4 sono impressionanti e servono a chiarire l’intento del progetto: velocità di punta superiore a 335 km/h, accelerazioni fulminanti e una potenza di picco che arriva fino a 600 kW in configurazione da qualifica o Attack Mode.
Ma il passo avanti non è solo numerico: la vettura introduce soluzioni tecniche e materiali pensati per migliorare trazione, recupero energetico e riciclabilità.
Dal punto di vista meccanico la Gen4 inaugura una trazione integrale attiva permanente, una scelta che differenzia nettamente questa generazione dalle precedenti: al posto di un uso limitato a fasi particolari, il sistema è operativo in ogni istante della gara per modulare la coppia tra asse anteriore e posteriore.
Questa architettura aiuta la vettura a essere più incisiva in uscita di curva e a sfruttare meglio la potenza, aumentando la facilità di guida e le opportunità di sorpasso.
Le prestazioni sono chiare: 0-100 km/h in circa 1,8 secondi, 0-200 km/h in 4,4 secondi e oltre 335 km/h di velocità massima. In configurazione gara la potenza stabilita è di 450 kW, mentre in Attack Mode o in assetto da qualifica si raggiungono i 600 kW, pari a circa 815 CV.
Rispetto alla generazione precedente, la Gen4 dichiara un aumento significativo della potenza di picco, con valori che ridisegnano il comportamento dinamico delle monoposto.
Al centro della nuova vettura c’è una batteria da 55 kWh, con una capacità energetica incrementata rispetto alla generazione precedente. Il sistema di frenata rigenerativa arriva fino a 700 kW e, secondo i dati ufficiali diffusi, può recuperare fino a quasi il 50% dell’energia impiegata durante una gara: un risultato che conferma l’attenzione alla gestione dell’energia come elemento distintivo della serie.
La batteria lavora in sinergia con il controllo della trazione e con scelte aerodinamiche studiate per essere adattabili: la Gen4 prevede infatti due assetti aerodinamici, uno ad alto carico per le qualifiche e uno a basso drag per la corsa, così da bilanciare aderenza e efficienza. Questo approccio mostra come la vettura sia concepita anche come banco di prova per soluzioni che potrebbero migrare sulle auto di serie.
Un cambiamento visibile riguarda le gomme: Formula E abbandona il concetto della singola copertura per tutte le condizioni e introduce due specifiche distinte, una per l’asciutto ad alte prestazioni e una denominata Monsoon per piogge intense. Le misure sono più generose rispetto al passato, con sezioni di 295 mm all’anteriore e 330 mm al posteriore, pensate per gestire coppia e carichi maggiori.
Dal punto di vista dell’abitacolo la Gen4 offre maggiore spazio e una posizione di guida più modulare, elementi che migliorano sia la sicurezza sia l’adattabilità ai diversi piloti.
Queste modifiche non solo aumentano la protezione in caso d’impatto, ma rendono anche la vettura meno vincolata da compromessi ergonomici accumulati nelle generazioni precedenti.
La sostenibilità è parte integrante del progetto: la Gen4 è stata sviluppata per essere interamente riciclabile, con almeno il 20% di materiali riciclati nei componenti chiave e l’uso di fibra di carbonio riciclata e materiali bio-based. Anche gli pneumatici presentano una composizione orientata alla natura e al riciclo, con il 65% di materiali naturali e riciclati, inclusi il 30% di gomma naturale certificata.
Un elemento significativo è l’assenza di terre rare nella batteria, scelta che rafforza il messaggio di una tecnologia elettrica industrialmente sostenibile. Tutto ciò rende la Gen4 non solo una monoposto più potente, ma anche un veicolo che ambisce a essere un laboratorio credibile per tecnologie utili alla mobilità elettrica di serie.
La nuova regolamentazione 2026-2030 e la Gen4 attirano partecipazioni ufficiali importanti: Jaguar, Porsche, Nissan, Mahindra, Lola Yamaha e il gruppo Stellantis, che correrà con Citroën e Opel.
La presenza di questi marchi è un segnale tangibile delle ambizioni della serie: trasformare la Formula E in un contesto dove sviluppo tecnico, racconto industriale e spettacolo si alimentano a vicenda.
La vera sfida per il campionato sarà ora tradurre queste innovazioni in gare più comprensibili, spettacolari e tecnicamente credibili. Se la Gen3 Evo ha già dato una base solida, la Gen4 è la vettura chiamata a dimostrare sul campo che la Formula E può essere al tempo stesso laboratorio d’innovazione e serie sportiva avvincente.