Scopri come la Gen4 promette prestazioni da vertice, trazione integrale permanente e una costruzione al 100% riciclabile per segnare una nuova fase della Formula E
La Formula E ha alzato il sipario sulla nuova Gen4, una monoposto che vuole ridisegnare i confini del motorsport elettrico e portare le prestazioni a livelli finora impensati per una categoria dedicata alle auto a batteria.
Presentata in pista in occasione delle prove pubbliche al Paul Ricard, la vettura si propone come sintesi tra potenza, tecnica e attenzione all’ambiente, e rappresenta il cuore del nuovo ciclo regolamentare che condurrà i costruttori verso la stagione 2026/27.
Dal punto di vista pratico la Gen4 non è solo un esercizio di marketing: i numeri rivendicati dagli organizzatori parlano chiaro e mettono in fila dati che spiegano l’ambizione dietro al progetto, dall’accelerazione alle soluzioni tecniche che la rendono unica nel panorama delle monoposto contemporanee.
La nuova monoposto dichiara una velocità massima di oltre 335 km/h e uno scatto 0-100 km/h in circa 1,8 secondi, mentre lo 0-200 km/h è annunciato in 4,4 secondi. In configurazione di gara la potenza raggiunge i 450 kW (circa 611 cv), salendo fino a 600 kW (circa 816 cv) in Attack Mode o in assetto da qualifica. Questi valori si traducono, secondo gli sviluppatori, in un miglioramento dei tempi sul giro compreso tra i 5 e i 10 secondi rispetto alle Gen3 Evo, un balzo generazionale che vuole avvicinare le prestazioni della categoria a quelle dei campionati storici.
Sotto la carrozzeria la Gen4 monta una batteria da 55 kWh, con una capacità superiore rispetto alla generazione precedente, e un sistema di rigenerazione in frenata che arriva fino a 700 kW, capace di recuperare una quota significativa dell’energia impiegata in gara. Questo approccio mette al centro l’efficienza energetica come elemento competitivo, non più solo come vincolo progettuale, e apre scenari dove la strategia di gestione della carica sarà parte integrante del successo in gara.
Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione della trazione integrale permanente, soluzione che modifica profondamente il comportamento dinamico e la possibilità di sfruttare coppia motrice in uscita di curva. L’aerodinamica è stata riprogettata con un carico quasi raddoppiato e la silhouette della vettura riflette questa esigenza, compresa la presenza di un alettone posteriore che accentua la deportanza. Per scaricare a terra questi valori la serie ha rivisto anche il pacchetto pneumatici: spazio a due specifiche distinte, misure maggiorate e sezioni più generose, per garantire aderenza e resistenza alle sollecitazioni elevate.
L’abitacolo è stato ripensato per offrire maggiore libertà di movimento e una posizione di guida più regolabile, migliorando sia la sicurezza che il comfort dei piloti. Componenti come sospensioni, elettronica e architettura batteria sono stati adattati per sostenere i nuovi carichi e la maggior potenza, trasformando la Gen4 in un laboratorio avanzato per soluzioni trasferibili alla mobilità stradale.
La sostenibilità resta un asse portante del progetto.
La Gen4 è presentata come la prima monoposto da corsa con costruzione completamente riciclabile, e i materiali principali includono almeno il 20% di componenti riciclati. La carrozzeria utilizza fibre di carbonio riciclate e materiali bio-based, mentre gli pneumatici sono sviluppati con una composizione che prevede fino al 65% di materiali naturali e riciclati, incluso un 30% di gomma naturale certificata. La batteria è progettata senza l’impiego di terre rare, a favore di una filiera più sostenibile.
La Gen4 segna anche una risposta alle ambizioni dei costruttori: marchi come Porsche, Jaguar, Nissan, Mahindra, Lola e gruppi del calibro di Stellantis (con i suoi marchi) hanno già aderito al nuovo ciclo regolamentare, facendo della categoria un terreno d’investimento serio. La presentazione pubblica, alla quale hanno partecipato team e rappresentanti tecnici, è stata accompagnata da giudizi positivi anche da piloti e dirigenti, che ne hanno sottolineato il livello tecnologico e la sensazione prestazionale.
Il supporto della Federazione è stato esplicito: la Gen4 viene vista come un punto di riferimento per performance, innovazione e trasferibilità tecnologica verso la strada. Ora la sfida è trasformare le promesse in spettacolo sul tracciato e in sviluppo concreto per l’industria automobilistica. Con il debutto in pista che aprirà il ciclo 2026/27, la Formula E punta a consolidare il suo ruolo come laboratorio su quattro ruote per l’elettrico ad alte prestazioni.