Graduation ceremony a Roma: formati 25 manager sportivi pronti all’impatto dell’America’s Cup

La XII edizione del Corso di Alta Specializzazione in Management dello Sport si è chiusa con una cerimonia al Foro Italico: presenti ministero, Coni e i vertici di Sport e Salute, sei project work sull’impatto dell’America’s Cup e un bilancio formativo che conferma l’efficacia del percorso

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

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La Graduation Ceremony della Scuola dello Sport ha segnato il termine del percorso per i 25 corsisti della XII edizione del Corso di Alta Specializzazione in Management dello Sport.

L’evento, svoltosi al Foro Italico a Roma, ha messo in luce il dialogo tra formazione, istituzioni e progetti con ricadute territoriali e internazionali, con particolare attenzione all’impatto dell’America’s Cup in Italia.

Alla cerimonia hanno partecipato le principali autorità del mondo sportivo e istituzionale italiano, sottolineando come la costruzione di capitale umano qualificato sia ritenuta centrale per affrontare sfide organizzative e di immagine legate a grandi eventi sportivi.

Presenze istituzionali e messaggi chiave sul capitale umano

Tra gli intervenuti c’erano il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi il presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma l’amministratore delegato Diego Nepi Molineris il presidente del CONI Luciano Buonfiglio e in collegamento Max Sirena, team director e skipper di Luna Rossa. I discorsi hanno ribadito la necessità di unire competenze tecniche e reputazione professionale per supportare eventi di grande impatto: dal punto di vista del Ministero, il focus è sul mettere a disposizione della nazione manager capaci di governare progetti complessi come l’America’s Cup.

Dichiarazioni e toni della cerimonia

Il presidente del CONI ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni e soggetti sportivi, osservando che il modello organizzativo italiano sta migliorando in termini di sinergie. Il presidente di Sport e Salute ha definito la Scuola come un “centro di eccellenza” per la formazione, mentre l’amministratore delegato ha evidenziato l’importanza del lavoro di squadra, citando la volontà di lasciare un’eredità duratura dall’evento dell’America’s Cup che si svolgerà a Napoli.

Project work sull’America’s Cup e risultati formativi concreti

Un momento saliente della cerimonia è stata la presentazione di sei project work realizzati dai corsisti, che hanno analizzato l’impatto possibile dell’America’s Cup sul sistema sportivo italiano e sulle aree territoriali coinvolte, con riferimenti espliciti a progetti di riqualificazione come quello di Bagnoli. Questi lavori hanno evidenziato un approccio integrato: promozione turistica, rigenerazione urbana, sviluppo di competenze locali e potenziale di attrattività internazionale.

Il corso, avviato nel 2014, conta dodici edizioni e ha formato 273 professionisti fino a oggi. Il percorso prevede un piano didattico strutturato su 360 ore di lezione12 moduli e oltre 100 docenti, oltre a 300 ore di stage retribuito svolte presso Sport e Salute e altre realtà del mondo sportivo. Questo modello di alternanza tra teoria e pratica è stato presentato come elemento chiave per l’occupabilità: dalle edizioni precedenti emerge che circa il 27% dei partecipanti ha già trovato impiego stabile nel settore sportivo.

Ruolo di Luna Rossa e valore simbolico dell’evento

Max Sirena, intervenuto in videocollegamento, ha richiamato l’attenzione sul significato simbolico di vincere sul proprio territorio e sull’importanza dell’evento per la città di Napoli, citando la capacità della manifestazione di generare opportunità di rigenerazione urbana e visibilità internazionale. L’intervento ha suscitato applausi e ha rinforzato il collegamento pratico tra formazione manageriale e grandi appuntamenti sportivi.

Impatto a lungo termine e ruolo della Scuola nello sviluppo del settore

Durante la cerimonia è emerso il quadro di una strategia condivisa: investire in capitale umano per sostenere una crescita organizzata dello sport italiano, non solo in termini di risultati agonistici ma anche come fattore di sviluppo economico e sociale. La Scuola è stata descritta come un punto di riferimento per la formazione, la ricerca e la cultura sportiva, impegnata a mettere a disposizione del sistema professionisti che sappiano lavorare in contesti multidisciplinari.

La consegna dei diplomi non è stata concepita come un traguardo finale, ma come l’avvio di un percorso professionale che vedrà i neo-diplomati coinvolti in progetti territoriali, realtà federali e iniziative legate a eventi internazionali. In questo senso, l’esperienza dei project work e lo stage retribuito rappresentano strumenti concreti per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro specializzato nel management sportivo.

Per i partecipanti la cerimonia ha rappresentato sia un riconoscimento formale sia una piattaforma di networking con istituzioni e operatori chiave del settore, aprendo prospettive operative legate all’organizzazione di eventi, alla promozione territoriale e alla governance dello sport.