Guida completa al GP di Spagna a Jerez: pista, risultati e curiosità

Analisi del circuito di Jerez, record, dati Brembo e la ricostruzione della sprint del 25 aprile 2026 che ha cambiato la classifica

Fabio Rinaldi

Giornalista motoristico, ex ingegnere di pista F3. Copre F1, MotoGP e mercato auto.

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Il circuito di Jerez, intitolato ad Angel Nieto dal 2018, è uno degli appuntamenti immancabili del calendario MotoGP.

Costruito nel 1986 e attivo come sede di Gran Premio dal 1987, il tracciato andaluso conserva una lunga tradizione di duelli serrati e decisioni al fotofinish, con nomi come Valentino Rossi tra i più vincenti.

Questo articolo offre una panoramica completa: dalla conformazione del circuito ai record cronometrici, dall’analisi delle frenate alle curiosità del weekend di gara, fino alla ricostruzione della Sprint a sorpresa del 25 aprile 2026. Troverai anche i riferimenti televisivi per seguire l’evento e i numeri tecnici più significativi forniti da Brembo.

Il circuito e la sua storia

Jerez de la Frontera ospita il Gran Premio di Spagna da decenni: dopo l’inaugurazione del 1987 il tracciato è stato consolidato nel calendario dal 1989 in poi. Tra le pagine memorabili figurano rimonte e scontri all’ultima curva che hanno segnato la storia del mondiale: dal duello tra Mick Doohan e Alex Crivillé agli scontri tra Sete Gibernau e Valentino Rossi. Nel 2026 Fabio Quartararo ha stabilito il record della pista con 1’35.610, tempo che ancora pone il riferimento da battere.

Nel 2026 la pista ha anche visto la prima vittoria in MotoGP di Àlex Márquez, importante per la sua carriera e per la squadra.

Alcune vittorie e tappe celebri

Il tracciato ha visto emergere campioni di varie epoche: Wayne Gardner, Martin Wimmer e Fausto Gresini dominarono le prime edizioni. Negli anni più recenti, il circuito ha accolto vittorie e pole position che sono entrate nella memoria collettiva degli appassionati.

È utile ricordare come Jerez, con i suoi curvoni e i punti di frenata ravvicinati, abbia spesso influito in modo decisivo sulle strategie di gara.

Caratteristiche tecniche della pista

La configurazione di Jerez è molto tecnica: il tracciato è lungo 4.423 metri, largo 11 metri e conta 13 curve, di cui 5 a sinistra e 8 a destra. Il rettilineo principale è piuttosto breve (607 metri), il che rende cruciale la preparazione delle staccate e la gestione delle traiettorie nelle prime curve, in particolare la curva 1 (Expo 92) e la curva 3, quest’ultima l’unica dove non si frena.

Sapere dove dosare l’acceleratore e la frenata può fare la differenza in sorpasso ed economia gomme.

Settori chiave e nomi delle curve

Numerose curve hanno dedicazioni storiche: la Sito Pons (curva 5), l’insieme Angel Nieto e Peluqui (9 e 10), le Crivillé e Ferrari (11 e 12) e la strettissima Jorge Lorenzo (13). Ogni passaggio richiede un mix tra precisione di traiettoria e gestione dell’assetto meccanico, elemento spesso decisivo nelle qualifiche e nelle gare sprint.

La frenata della curva 6: numeri e significato

La curva 6 è considerata la più impegnativa del tracciato e per questo merita un’analisi tecnica. Secondo i dati condivisi da Brembo, la velocità di ingresso arriva a 299 km/h; il pilota esercita sulla leva un carico di circa 5,9 kg con una pressione frenante di 12,7 Bar. La fase di decelerazione si sviluppa per 238 metri e richiede circa 5,4 secondi, portando la moto a una velocità finale intorno ai 68 km/h e toccando accelerazioni negative massime dell’ordine di 1,5 g.

Implicazioni per setup e guida

Questi numeri spiegano perché scelta di dischi, pastiglie e gestione termica siano cruciali per affrontare il settore: una frenata così impegnativa richiede un bilanciamento preciso tra potenza di arresto e sensibilità della leva, oltre a una valutazione attenta delle gomme per mantenere il grip negli ingressi più impegnativi.

Weekend di gara, risultati e la sprint del 25 aprile 2026

Il fine settimana è strutturato con la conferenza stampa giovedì 23 aprile alle 16; venerdì le pre-qualifiche alle 14:55; sabato la pole alle 10:50 e la Sprint alle 15; domenica la gara lunga alle 14, preceduta da Moto3 alle 11 e Moto2 alle 12:15.

Tutte le sessioni sono state trasmesse in diretta su Sky Sport e in streaming su NOW. La Sprint del 25 aprile 2026 è stata particolarmente movimentata: un forte acquazzone a cinque giri dal termine ha costretto i piloti a scegliere tra restare con le gomme slick o rientrare per la moto da bagnato.

Ricostruzione del finale bagnato

La pioggia ha cambiato le carte: Alex Márquez era in testa quando è finito nella ghiaia, costringendo al ritiro; Marc Marquez, dopo una caduta, è rientrato abilmente ai box passando sull’erba per montare la moto da pioggia e ha poi rimontato fino al successo nella Sprint.

Pecco Bagnaia e Franco Morbidelli hanno seguito la strategia dei cambi anticipati salendo sul podio. La direzione gara ha valutato regolare l’operato di Marc, nonostante qualche discussione tra i team.

Impatto sulla classifica e riflessioni

Il risultato ha avuto ripercussioni immediate sulla classifica di giornata e ha sottolineato l’importanza del tempismo nelle scelte di gara: un flag-to-flag gestito con rapidità può trasformare una caduta in una vittoria, come dimostrato dall’esito sorprendente della Sprint.