Lamborghini Revuelto Mansory per la Dubai Police: estetica estrema e 1.001 CV

Mansory ha reinterpretato la Revuelto della Dubai Police con ampie superfici in carbonio forgiato, appendici aggressive e dettagli visivi che privilegiano l'effetto scenico pur mantenendo il V12 ibrido da 1.001 CV

Chiara Ferrari

Ha gestito strategie di sostenibilità per multinazionali con fatturati a nove zeri. Sa distinguere il greenwashing vero dalle aziende che ci provano davvero - perché ha visto entrambi dal di dentro. Oggi consulente indipendente, racconta la transizione ecologica senza ingenuità ambientaliste né cinismo industriale. I numeri contano più degli slogan.

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Mansory, atelier tedesco di personalizzazioni, ha trasformato una Lamborghini Revuelto destinata alla polizia di Dubai.

L’intervento non ha alterato la componentistica meccanica del modello di Sant’Agata, ma ha rinnovato radicalmente la presenza visiva. La carrozzeria presenta ampie superfici in carbonio forgiato, mentre i dettagli retroilluminati e le appendici aerodinamiche accentuano l’impatto scenico. Il progetto combina funzionalità istituzionale e valore espositivo, bilanciando esigenze operative e ritorno mediatico. Il veicolo rimane idoneo al pattugliamento, pur essendo concepito anche come vetrina tecnologica.

Il veicolo rimane idoneo al pattugliamento, pur essendo concepito anche come vetrina tecnologica.

Mantiene il complesso propulsivo che ne caratterizza la base: un V12 6,5 litri associato a tre motori elettrici, per una potenza complessiva dichiarata di 1.001 CV. Questa architettura ibrida consente prestazioni da primato, con lo 0-100 km/h attestato intorno ai 2,5 secondi, e garantisce rapidità d’intervento nelle operazioni dinamiche. Allo stesso tempo il progetto risponde all’esigenza estetica delle forze locali, che utilizzano veicoli simili anche per esposizioni pubbliche ed eventi turistici.

Dal punto di vista ESG, l’adozione di propulsori elettrici riduce le emissioni in certe fasi d’uso, ma rimane centrale la gestione dello scope 1-2-3 per valutarne l’impatto complessivo.

Interventi estetici e materiali

Dopo aver richiamato la rilevanza dello scope 1-2-3 per la valutazione ambientale, il progetto estetico privilegia materiali che coniugano peso ridotto e impatto visivo. Mansory ha impiegato il forged carbon, un composito caratterizzato da una texture marmorea e da un aspetto esclusivo, per cofano, parafanghi e vari inserti.

Il cofano è stato riprogettato con inserti in carbonio e dotato di un logo retroilluminato per migliorare la visibilità notturna. Le appendici aerodinamiche sono sagomate per accentuare i volumi e conferire un profilo più aggressivo. Le scelte cromatiche rispettano la livrea istituzionale bianco-verde; la finitura lucida del carbonio esalta le superfici e ne aumenta l’effetto fotografico.

Dettagli che fanno la differenza

La finitura lucida del carbonio esalta le superfici e ne aumenta l’effetto fotografico.

Tra gli elementi più visibili figurano i cerchi completamente neri e le pinze freno rosse, una combinazione studiata per massimizzare il contrasto e attirare l’attenzione in movimento. Le appendici non sono solo ornamentali: le appendici aerodinamiche contribuiscono a governare i flussi d’aria attorno alla carrozzeria. Nel complesso il progetto privilegia l’impatto visivo senza rinunciare a funzioni aerodinamiche misurate, coerenti con l’approccio di design illustrato nei paragrafi precedenti.

La meccanica: potenza e pragmatismo

La componente meccanica unisce la tradizione prestazionale del marchio a soluzioni funzionali per l’impiego operativo. Il progetto sfrutta un propulsore ibrido per coniugare erogazione immediata e gestione elettronica della potenza.

L’architettura prevede l’integrazione tra motore termico, unità elettriche e sistemi di controllo per modulare coppia e trazione in tempo reale. Dal punto di vista ESG, la sostenibilità è un business case: la presenza dell’elettrico favorisce una gestione più efficiente dei consumi durante le fasi non prestazionali.

Le soluzioni elettroniche garantiscono inoltre stabilità e ripetibilità delle prestazioni in condizioni operative impegnative.

Uso operativo o vetrina di immagine

In seguito alle soluzioni elettroniche che garantiscono stabilità e ripetibilità delle prestazioni, la presenza di una hypercar con lampeggianti solleva interrogativi sull’impiego concreto del mezzo.

Da un lato le prestazioni la rendono idonea a interventi di rilievo; dall’altro, limitazioni pratiche come il bagagliaio ridotto e la manutenzione intensiva ne condizionano l’utilizzo quotidiano.

È plausibile che la vettura svolga principalmente un ruolo promozionale: impieghi tipici includono la partecipazione a eventi pubblici, parate istituzionali e attività rivolte ai turisti per aumentare la visibilità della polizia locale.

Dal punto di vista operativo, restano prioritari i mezzi progettati per efficienza, capacità di carico e costi di gestione inferiori; la hypercar rappresenta invece un capitale simbolico e di immagine.

Perché questa scelta a Dubai

Dopo i veicoli progettati per efficienza e gestione operativa, la hypercar assume una funzione diversa nella strategia locale.

La scelta risponde all’obiettivo di coniugare prestazioni e immagine pubblica, trasformando il mezzo in un oggetto di branding territoriale. La personalizzazione non si limita a interventi estetici: diventa elemento comunicativo capace di attirare attenzione internazionale e sottolineare la capacità di spesa e innovazione della città. Dal punto di vista comunicativo, la vettura funge da capitale simbolico, un asset che valorizza eventi, apparizioni istituzionali e iniziative promozionali. In prospettiva, la presenza di modelli così visibili contribuisce a rafforzare la narrativa urbana sulla modernità e sul ruolo di hub tecnologico ed economico.

Impatto urbano e simbolico

La presenza in strada di una Mansory Revuelto bianca e verde contribuisce a consolidare la narrativa di Dubai come hub tecnologico ed economico. Veicoli altamente visibili rafforzano l’immagine di modernità e attraggono attenzione mediatica, oltre a svolgere funzioni istituzionali.

Dal punto di vista comunicativo, la trasformazione di una hypercar in vettura di rappresentanza dimostra come il design ad alte prestazioni possa essere adattato a finalità pubbliche.

Le scelte estetiche e materiali mantengono l’identità tecnica dell’auto, pur servendo un ruolo simbolico nelle vie urbane.

Per Chiara Ferrari, la sostenibilità è un business case che va integrato anche nelle iniziative di immagine. Dal punto di vista ESG, le amministrazioni e le aziende locali possono trarre vantaggio da progetti che coniughino visibilità e responsabilità ambientale.

Le aziende leader hanno capito che la spettacolarità può accompagnarsi a strategie pratiche: ad esempio programmi di compensazione delle emissioni o soluzioni di mobilità condivisa per eventi.

Tali misure riducono l’impatto ambientale senza compromettere l’effetto comunicativo desiderato.

Il fenomeno rimane in evoluzione: si attendono ulteriori impieghi istituzionali di vetture ad alte prestazioni e possibili integrazioni di pratiche sostenibili nelle flotte espositive. L’adozione di queste soluzioni determinerà sviluppi concreti nel modo in cui le città utilizzano l’automotive come strumento di immagine.