Alex Lowes ha firmato il miglior tempo a Portimão durante il primo giorno di test; la pioggia ha inciso sulla sessione e il paddock si prepara al Gran Premio d'Italia al Mugello
Il primo giorno di prove a Portimão ha messo in evidenza la necessità di sfruttare ogni minuto utile: la pioggia del pomeriggio ha infatti ridotto drasticamente lo spazio per i test, lasciando nelle mani dei piloti e dei team i crono segnati in mattinata.
In questo contesto il più veloce è stato Alex Lowes su Bimota KB 998 Rimini, che ha fermato il cronometro sul 1:40.622, un riferimento importante per chi cerca conferme dopo i test pre-campionato. La giornata ha mostrato anche come il lavoro dei collaudatori e dei piloti titolari sia fondamentale per riprendere i km persi durante la preparazione.
La classifica mattutina, condizionata dall’interruzione meteorologica del pomeriggio, vede Alex Lowes al primo posto seguito da Nicolò Bulega, il quale ha chiuso al secondo posto nonostante una caduta alla curva quattordici che non ha provocato conseguenze fisiche ma ha richiesto l’intervento dei meccanici per ricomporre la Panigale #11.
Al terzo posto si è piazzato Sam Lowes su Ducati, mentre la quarta e la quinta posizione sono andate rispettivamente a Miguel Oliveira su BMW e a Iker Lecuona su un’altra Ducati ufficiale. Questi piazzamenti delineano subito un confronto serrato tra marche e interpreti in vista delle prove successive.
Oltre ai protagonisti di vertice, la lista dei tempi comprende una serie di nomi rilevanti: il tester BMW Michael Van Der Mark ha ottenuto il sesto miglior crono, davanti a Danilo Petrucci.
Più indietro ma sempre competitivi si sono messi in mostra Axel Bassani (ottavo) e Jonathan Rea, impegnato come collaudatore per Honda. La prima Yamaha in graduatoria è quella di Remy Gardner, accompagnato da Andrea Locatelli e Xavi Vierge, che hanno completato la top ten. In questa cornice si inseriscono anche Somkiat Chantra, alla prima uscita internazionale dopo il recupero dall’infortunio, e piloti come Tommy Bridewell e Stefano Manzi, che arricchiscono il quadro della giornata.
La pioggia del pomeriggio ha imposto una gestione attenta delle risorse: molti team hanno concentrato le prove sul mattino per mettere a punto assetti e elettronica, mentre le attività del pomeriggio sono state parzialmente annullate. L’intervento sul box Aruba.it Racing dopo la bandiera rossa scattata per la caduta di Bulega ha evidenziato la rapidità di reazione dei meccanici e la necessità di procedure rapide in condizioni di pressione temporale.
Il ruolo dei collaudatori, come quello svolto da Van Der Mark e da Rea, è risultato cruciale per recuperare dati utili anche in sessioni ridotte.
Con pochi giri a disposizione, le squadre si sono concentrate su elementi chiave: messa a punto delle sospensioni, mappature motore e gestione degli pneumatici. Il lavoro ha avuto come obiettivo immediato quello di replicare sensazioni e riferimenti utili per il primo round stabile del calendario, ma anche di testare soluzioni alternative in vista di piste con caratteristiche diverse.
L’esperienza maturata a Portimão servirà quindi come banco di prova per tarare la strategia nei prossimi impegni.
Il paddock non perde tempo e guarda già alle prossime tappe: tra gli appuntamenti più attesi c’è il Gran Premio d’Italia al Mugello, in programma dal 29.05.2026 al 31.05.2026. Il circuito toscano, apprezzato per il suo tracciato tecnico e dal sapore old school, è considerato un banco di prova per piloti e moto, oltre che una festa per i tifosi.
L’organizzazione prevede aree di intrattenimento, accessi e servizi che rendono il fine settimana un’esperienza completa, contribuendo a creare il tipico clima di festa che accompagna la MotoGP e gli eventi correlati.
Il passaggio da sessioni di test come quelle di Portimão a gare su circuiti come il Mugello impone aggiustamenti nel setup e nella strategia: la lunghezza dei rettilinei, le variazioni di altimetria e l’afflusso di pubblico richiedono un approccio che bilanci prestazione e affidabilità.
Le informazioni raccolte durante i test saranno quindi fondamentali per mettere a punto le soluzioni più efficaci, mentre i piloti cercheranno continuità per trasformare i riscontri cronometrici in vantaggi reali in gara.