Mobilità in crisi: perché gli italiani non comprano più auto nuove

L'auto è ancora fondamentale per gli italiani, ma i prezzi in continua crescita stanno rendendo l'acquisto sempre più difficile. Scopri i dettagli della situazione attuale

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

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L’auto rimane un pilastro della mobilità quotidiana per gli italiani, ma l’aumento dei prezzi sta trasformando l’acquisto di una vettura nuova in un’impresa sempre più ardua.

Secondo l’edizione 2026 del sondaggio sulla mobilità degli italiani, realizzato da Bain & Company in collaborazione con ANIASA, il costo medio di un’auto nuova richiede oggi ben 11 mensilità di stipendio, contro le 5 necessarie nel 2000.

L’auto resta indispensabile, ma gli acquisti si fermano

Nonostante la difficoltà economica, l’auto continua a essere il principale mezzo di trasporto per il 76% degli italiani, superando di gran lunga il trasporto pubblico (52%) e lo scooter (50%). Le soluzioni di sharing e la mobilità leggera mantengono un ruolo marginale, utilizzato prevalentemente in occasioni speciali.

La centralità dell’auto è dovuta alla sua versatilità: lavoro, gestione familiare, commissioni quotidiane e tempo libero sono solo alcune delle esigenze che soddisfa. Tuttavia, il mercato dell’auto sta registrando un rallentamento significativo. Il 59% degli italiani dichiara di non aver preso in considerazione l’acquisto di una nuova vettura o di averlo rinviato, mentre uno su dieci ha deciso di rinunciare del tutto all’acquisto.

Incertezza economica e prezzi elevati frenano la domanda

Il principale ostacolo all’acquisto di un’auto nuova non è una minore esigenza di mobilità, ma il contesto economico. Il 36% degli intervistati indica l’incertezza sulle prospettive di reddito come principale motivo del rinvio dell’acquisto, mentre il 25% preferisce attendere condizioni di mercato più favorevoli, come prezzi più bassi o formule di accesso più convenienti.

Per tornare a valutare l’acquisto di un’auto, gli italiani indicano tre leve principali: incentivi pubblici (30%), sconti sui prezzi di listino (26%) e maggiore flessibilità finanziaria (12%).

L’aumento dei prezzi delle auto: un fenomeno preoccupante

L’indagine evidenzia come il problema dell’accessibilità economica sia destinato a diventare uno dei temi centrali del settore. Con la complicità di numerosi fattori, tra cui la carenza dei chip e la forte inflazione legate al Covid-19, i prezzi delle auto non sono affatto diminuiti negli anni, anzi. Dal 2013 a oggi, il prezzo medio delle automobili è aumentato del 52%, mentre il reddito familiare è cresciuto soltanto del 29%.

Tra i fattori che hanno contribuito all’aumento dei prezzi ci sono gli effetti della crisi delle catene di approvvigionamento successive alla pandemia, l’inflazione, l’aumento dei listini e delle dotazioni di sicurezza, l’elettrificazione delle gamme e il progressivo spostamento della domanda verso segmenti più elevati, con una presenza crescente dei SUV e il ridimensionamento delle vetture più compatte.

L’elettrico avanza, ma a velocità diverse

Anche sul fronte delle motorizzazioni alternative emerge un approccio prudente.

Il principale ostacolo all’acquisto di un’auto elettrificata resta il costo percepito, indicato dal 51% degli intervistati, seguito dalla disponibilità delle infrastrutture di ricarica (28%). Un ulteriore 7% dichiara di preferire le motorizzazioni tradizionali per passione o abitudine.

Lo studio evidenzia inoltre una forte correlazione tra diffusione delle vetture ricaricabili e reddito disponibile: le regioni con il PIL pro capite più elevato, in particolare nel Centro-Nord e soprattutto Lombardia e Veneto, sono anche quelle che registrano la maggiore penetrazione di veicoli elettrificati.

“L’indagine conferma un dato sempre più evidente: gli italiani continuano ad avere bisogno dell’auto, ma sempre più spesso faticano a sostenerne i costi di acquisto e gestione. In un contesto caratterizzato da prezzi in forte crescita e da una diffusa incertezza economica, il noleggio rappresenta una soluzione concreta che consente ai cittadini di mantenere la propria mobilità con costi certi e programmabili nel tempo, potendo disporre dell’auto più adatta alle proprie esigenze in modo semplice, flessibile e trasparente”, ha evidenziato Italo Folonari, Presidente ANIASA.

“I dati confermano come il gap tra valore percepito e capacità d’acquisto si stia allargando e si rifletta nel comportamento concreto dei consumatori. Il rinvio dell’acquisto non è un segnale di disinteresse, ma la risposta razionale a un contesto di incertezza economica e a un’offerta che fatica a intercettare i segmenti di domanda più sensibili al prezzo. Questo cambiamento richiede risposte strutturali: nuovi modelli di accesso, maggiore flessibilità finanziaria, e un ripensamento della gamma verso segmenti più accessibili.

Per i player del settore, la sfida non è più solo tecnologica: è quella di riportare l’auto alla portata di una platea più ampia di famiglie italiane”, ha sottolineato Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive.