Montecarlo ePrix: De Vries trionfa, Rowland risponde e Norris scopre la Formula E

Montecarlo si conferma palcoscenico di strategie e colpi di scena, con De Vries vincitore, Rowland autore di una rimonta e Norris incuriosito dalla serie elettrica

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

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Il fine settimana di Montecarlo ha offerto un doppio spettacolo sulle strade del Principato, mettendo in luce la natura spesso imprevedibile della Formula E.

Tra le curve famose come Sainte Devote, Mirabeau e il Tunnel, i piloti hanno dovuto bilanciare aggressività e gestione dell’energia su un tracciato cittadino dove il sorpasso è una risorsa rara. In questo contesto tecnico sono emersi risultati inaspettati e decisioni strategiche decisive: dalla finestra del PitBoost alle scelte sull’Attack Mode, ogni mossa ha avuto un peso determinante sulla classifica finale.

Il fascino e le difficoltà del circuito

Montecarlo rimane un banco di prova dove la minima sbavatura viene pagata a caro prezzo e la precisione diventa una abilità fondamentale.

Le barriere sono vicine e la traiettoria impone margini ridotti, così che le qualifiche spesso definiscono gran parte della gara. La presenza di elementi come il PitBoost introduce variabili strategiche che obbligano i team a pianificare l’uso dell’energia e le attivazioni dell’Attack Mode per ottenere vantaggi temporanei. Questa combinazione di elementi tecnici e urbani crea gare tese, dove la gestione della batteria e il timing delle soste possono ribaltare i pronostici.

Gara 1: De Vries e la prima gioia per Mahindra

La prima manche del weekend ha consegnato a Nyck De Vries la vittoria che mancava alla Mahindra dal 2026, frutto di un out-lap rapido e di una rientrata in pista estremamente efficace. La corsa è stata segnata da incidenti e penalità: un contatto precoce tra Jake Dennis e Nick Cassidy ha creato il primo caos, mentre più avanti una collisione interna al team Porsche ha compromesso la prova di Pascal Wehrlein.

La strategia di pit e l’uso dell’Attack Mode sono stati determinanti nel definire la top-10, con De Vries capace di sfruttare al meglio i giri immediatamente dopo la sosta.

Qualifiche e i momenti che hanno fatto la differenza

In qualifica Dan Ticktum ha messo la sua Cupra in pole, davanti a De Vries e a Günther, mostrando come il limite sia sottile fra il successo e l’errore sulle vie monegasche.

Durante la gara, Ticktum ha perso posizioni a causa delle scelte strategiche e, successivamente, una penalità lo ha fatto scivolare fuori dal podio; ne ha beneficiato Josep Maria Martí, promosso terzo. Le fasi di rientro in pit e l’attivazione anticipata dell’Attack Mode da parte di alcuni protagonisti hanno creato una finestra per sorpassi e controsorpassi che ha tenuto alta la tensione fino all’ultima curva.

Gara 2: Rowland sfrutta energia e strategia

La seconda gara ha visto Oliver Rowland tornare alla vittoria grazie a una gestione dell’energia molto attenta e all’utilizzo intelligente dell’Attack Mode. Partito dall’ottava posizione, il campione in carica ha risparmiato carica nella prima parte, approfittando degli scontri davanti a lui per salire in classifica senza consumare troppo. Negli ultimi giri, con una maggiore riserva di energia, Rowland ha accelerato la sua rimonta e, dopo la ripartenza successiva a una Full Course Yellow, è riuscito a prendere il comando e mantenere la leadership fino alla bandiera a scacchi.

Penalità, rimonte e impatto sulla classifica

La manche conclusiva è stata condizionata anche dalle sanzioni: Edoardo Mortara è scivolato nella classifica per una penalità di dieci secondi inflitta dopo un contatto con Antonio Félix Da Costa, mentre il portoghese ha messo insieme una rimonta spettacolare fino al podio. Grazie ai risultati combinati, Mitch Evans ha consolidato la leadership nel campionato con 128 punti, seguito da Rowland a 109, mentre il gruppo dietro resta cortissimo e pronto a sfruttare ogni errore dei rivali.

La visita di Norris e le prospettive future

Tra le curiosità del paddock si è distinta la presenza di Lando Norris, arrivato dal vicino Principato per assistere alle gare e osservare da vicino bolidi e piloti della serie elettrica. Il giovane campione di F1 ha espresso interesse per la disciplina e non ha escluso l’idea di provare una monoposto di Formula E: uno spunto che testimonia come la categoria stia attirando l’attenzione anche dei protagonisti del massimo campionato.

La sua visita ha contribuito a mettere in luce il crescente dialogo tra le due realtà motoristiche e il valore di confronto tra differenti filosofie di guida.

In conclusione, il doppio appuntamento di Montecarlo ha offerto una sintesi perfetta di ciò che rende la Formula E affascinante: gare dove la strategia, la gestione dell’energia e l’abilità di adattarsi a eventi imprevisti valgono tanto quanto la velocità pura. Con De Vries e Rowland autori di successi diversi e volti noti come Norris a osservare, il campionato continua a crescere in competitività e visibilità, lasciando la stagione aperta a nuovi colpi di scena.