Nicolò Bulega guida la griglia della Race of Champions al World Ducati Week

Nicolò Bulega firma la pole della Lenovo Race of Champions a Misano con il tempo di 1'34"386; il weekend della World Ducati Week ha registrato oltre 118mila presenze e ha messo in mostra prototipi, leggende e le Panigale V4 Tricolore

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

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Il World Ducati Week a Misano ha offerto un mix di spettacolo, celebrazione e competizione.

Sul tracciato la Lenovo Race of Champions ha visto emergere Nicolò Bulega, autore della pole position con il crono di 1’34″386. L’evento, organizzato in occasione del centenario di Ducati, ha unito momenti espositivi, raduni di tifosi e sessioni in pista con moto preparate per l’occasione.

Oltre alla lotta sul giro secco, il weekend è stato contraddistinto da un format che privilegia il coinvolgimento del pubblico: le Panigale V4 Tricolore in pista presentavano carene racing personalizzate e setup studiati appositamente per le esibizioni.

Alle spalle delle performance agonistiche, il paddock è diventato teatro di incontri tra appassionati, Academy e leggende del motociclismo.

La qualifica: tempi, distacchi e composizione della griglia

La sessione di qualifica si è chiusa con Bulega davanti a tutti in 1’34″386, seguito a soli 68 millesimi da Lorenzo Baldassarri e a 228 millesimi da Francesco Bagnaia. Il lungo del confronto è stato evidente nei singoli settori: Bagnaia aveva accumulato vantaggi consistenti nei primi due settori, ma nel terzo settore Bulega ha fatto la differenza, ribaltando le gerarchie sul crono complessivo.

La prima fila è

Posizioni e piloti da tenere d’occhio

La seconda fila vedrà Yari Montella in avvio, affiancato da Alberto Surra e Franco Morbidelli. Tra le prime sei posizioni ci sono quattro piloti provenienti dal Mondiale Superbike e due da MotoGP a sottolineare la vicinanza prestazionale tra le categorie su queste Panigale speciali. La terza fila è aperta da Fabio Di Giannantonio, con Thomas Bridewell e Michele Pirro a completare il gruppo.

Marc Márquez ha ottenuto il dodicesimo tempo e partirà dietro Hafizh Syahrin e Álvaro Bautista; vista la natura dell’evento, i piloti hanno privilegiato il divertimento e la gestione del rischio, soprattutto in considerazione degli impegni agonistici delle settimane successive.

Prove libere e contesto tecnico dell’evento

Prima delle qualifiche si sono svolti 25 minuti di prove libere in cui ancora una volta Bulega è risultato il più rapido con 1’34″945.

Lorenzo Baldassarri ha chiuso al secondo posto a 0,767 secondi, mentre Bagnaia è stato il primo della pattuglia MotoGP in quinta posizione a 1,3 secondi dal riferimento. Marc Márquez ha preferito un approccio più conservativo, siglando l’undicesimo miglior tempo nelle libere e confermando la scelta di non spingere oltre il necessario in un contesto espositivo.

Le moto impegnate in pista erano le Panigale V4 Tricolore allestite con componenti racing e carene dedicate: modelli pensati per coniugare l’estetica celebrativa del centenario con soluzioni tecniche che consentissero prestazioni vicine a quelle delle derivate di serie.

Per il pubblico è stato interessante notare come la base stradale consentisse comunque interpretazioni molto vicine alla Superbike.

La cornice del WDW: numeri, prototipi e volti storici

Il World Ducati Week 2026 ha registrato numeri imponenti con 118.036 presenze nel corso dei tre giorni, provenienti da 94 Paesi diversi. Il paddock si è trasformato in una città temporanea dove l’esposizione tecnica si è intrecciata con il racconto umano degli appassionati: Ducati Club internazionali, Academy giovanili e numerosi visitatori hanno animato gli spazi, generando un vero e proprio fiume colorato in Riviera.

Tra le aree più visitate c’erano gli spazi espositivi con collaborazioni tecniche importanti. Audi Sport, ad esempio, ha portato un prototipo di propulsore che integra elementi tradizionali Ducati, come la distribuzione desmodromica in un dialogo tecnico che ha suscitato curiosità. Nella zona Superleggera è stata esposta una moto completamente smontata per mostrare i dettagli nascosti sotto le sovrastrutture, sottolineando il ponte tra produzione e pista che ha caratterizzato l’intero weekend.

Le leggende e il valore celebrativo

Oltre alle corse, il WDW ha ospitato volti storici del motociclismo che hanno partecipato alle celebrazioni con naturalezza e passione. Presenze come Carl Fogarty e Troy Bayliss hanno contribuito a dare spessore storico all’evento: per molti appassionati è stata l’occasione per rivedere campioni che hanno segnato epoche diverse e per ricordare tappe importanti nella storia delle corse su due ruote.