Tesla ha avviato un pilot con una waitlist virtuale in cinque siti Usa; l'obiettivo è ridurre conflitti e migliorare l'ordine nelle stazioni di ricarica
La crescente domanda di ricarica rende talvolta necessario inventare soluzioni organizzative che vadano oltre l’aumento delle colonnine.
Per questo motivo Tesla ha lanciato un programma pilota di lista d’attesa virtuale sui suoi punti di ricarica Supercharger in alcune aree degli Stati Uniti, con l’intento di gestire in modo più ordinato le rare ma significative code che si possono formare.
La funzione, annunciata pubblicamente tramite l’account Tesla Charging su X l’11 maggio 2026, è pensata come un primo esperimento per raccogliere feedback dagli automobilisti e perfezionare il sistema prima di una potenziale diffusione più ampia.
Nei prossimi paragrafi spieghiamo dove è attiva, come opera tecnicamente e quali benefici pratici si aspettano gli utenti.
Le code ai Supercharger sono eventi poco frequenti, ma non impossibili: concentrazioni di veicoli, aumentato accesso di modelli non Tesla e flussi stagionali possono generare attese che creano confusione. La nuova funzione vuole risolvere il problema della sequenza di ricarica e prevenire situazioni di contesa tra guidatori trasferendo la gestione delle priorità dall’ordine fisico a un sistema digitale.
Tra i problemi più pratici c’erano i rischi di tagli di fila e, in casi estremi, alterchi tra utenti. Con una waitlist l’accesso alla stazione diventa trasparente: chi è registrato all’app ottiene una notifica del proprio posto in coda e una stima di attesa. Questo approccio punta non solo a riportare ordine, ma anche a migliorare l’esperienza d’uso riducendo l’ansia di chi arriva sul posto e non sa se dovrà attendere o meno.
Il test è operativo in cinque siti selezionati: Los Gatos, Mountain View, San Francisco, San Jose in California e il Supercharger del Bronx (East Gun Hill Road) a New York. Il meccanismo è semplice: quando il conducente imposta la stazione come destinazione sul navigatore, il veicolo può essere iscritto automaticamente alla lista d’attesa se la stazione segnala un tempo di attesa.
La gestione avviene principalmente tramite l’app Tesla: viene mostrata la posizione in coda, una stima del tempo di attesa e la possibilità di comunicare feedback direttamente agli sviluppatori. Tesla ha inoltre chiarito che anche i veicoli elettrici non appartenenti al marchio potranno utilizzare il sistema di waitlist attraverso l’app, ampliando così l’efficacia della soluzione anche per una rete più inclusiva.
Al termine della fase di raccolta dati e commenti la casa automobilistica valuterà gli esiti e deciderà se estendere la funzione ad altri Supercharger.
Non è stata comunicata una tempistica di rilascio globale: la priorità è ricevere input dagli utenti per ottimizzare l’algoritmo di gestione delle code e le modalità di notifica.
Se il test darà risultati positivi, la waitlist potrebbe diventare uno strumento standard per ridurre gli episodi di conflitto e rendere la ricarica più prevedibile. Nel frattempo, gli automobilisti invitati a partecipare sono incoraggiati a inviare osservazioni tramite l’app per contribuire a definire la versione definitiva del servizio.