Nuovo telaio integrato in alluminio di Byd per il mercato cinese

Byd e Hangte hanno realizzato un telaio integrato in alluminio per il Suv Yangwang U8L, sfruttando una fusione a bassa pressione di derivazione aerospaziale che riduce il peso di 56 kg, taglia il numero di componenti da 251 a 119 e supera una prova di sollevamento da 12 tonnellate.

Andrea Conforti

Andrea Conforti, 46enne torinese dal look casual e naturale, è un analista tattico che trasforma dati e clip in racconti social. Ricorda quando annotò la rimonta al box stampa dello Stadio Olimpico Grande Torino: da quell'appunto nacque la sua linea editoriale, che propugna spiegazioni visive per il tifoso critico. Dettaglio unico: una stagione allenatore under15 al Chieri e ciclista urbano.

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Byd ha introdotto una soluzione strutturale pensata per i veicoli elettrici: un telaio integrato realizzato in leghe di alluminio delle serie 6000 e 7000materiali tipicamente impiegati in ambito aerospaziale per il loro elevato rapporto tra forza e peso.

Il progetto è stato sviluppato con il fornitore aerospaziale Hangte e viene montato sul Suv premium Yangwang U8Ldestinato al mercato cinese. L’obiettivo dichiarato è mantenere robustezza e resistenza alla corrosione paragonabili all’acciaio, riducendo però la massa complessiva della struttura.

Tecnologia di fusione e differenze con il Giga Casting di Tesla

Il fulcro dell’innovazione non è solo il materiale, ma il processo: si tratta di una fusione integrata a bassa pressione adottata da Byd insieme a Hangte, una procedura che spinge il metallo fuso lentamente verso l’alto all’interno dello stampo.

Questo approccio, mutuato dall’industria aerospaziale, mira a ridurre turbolenze e vuoti interni, ottenendo componenti più omogenei e con migliori proprietà meccaniche rispetto a getti più rapidi. Pur nominando il processo noto nel settore, Byd mette in evidenza la differenza rispetto al procedimento denominato Giga Castingadottato dalle megapresse di Tesla, sottolineando che qui la dinamica di colata è distinta e orientata alla qualità strutturale.

Vantaggi produttivi e riduzione delle saldature

La nuova tecnica ha permesso una semplificazione significativa della catena costruttiva: il numero di elementi del telaio è passato da 251 a 119con la parte posteriore che vede la sostituzione di 67 componenti con un’unica fusione integrata.

Questo si traduce in una drastica riduzione della lunghezza complessiva delle saldature, scesa dagli attuali circa 100 metri a soli 9 metri. Secondo Byd, meno componenti e meno cordoni di saldatura implicano non solo risparmi in termini di costi e tempi, ma anche una diminuzione dei possibili punti soggetti a fatica meccanica e deformazioni nel tempo.

Prestazioni meccaniche e test di resistenza

Byd evidenzia risultati concreti ottenuti in fase di collaudo: il telaio in alluminio pesa circa 56 kg in meno rispetto a una struttura equivalente in acciaio, pur sostenendo prove di resistenza particolarmente impegnative.

L’azienda dichiara che la nuova architettura integrata è stata sottoposta con successo a una prova di sollevamento da 12 tonnellateun test che, se confermato, segna un traguardo per componenti di questa scala realizzati con questa tecnica di fusione.

Rigidità torsionale e proprietà strutturali

Un altro dato comunicato è l’incremento della rigidità torsionale oltre il 50% rispetto a strutture equivalenti montate su Suv di dimensioni analoghe. L’uso delle leghe di alluminio delle serie 6000 e 7000 ha permesso, secondo Byd, di coniugare leggerezza e comportamento strutturale elevato; resta però la necessità di verifiche indipendenti e applicazioni reali su campo per confermare la portata di questi numeri.

Implicazioni per la produzione e diffusione

Al momento il nuovo telaio integrato debutta sul Yangwang U8Lcon commercializzazione orientata principalmente al mercato cinese. La riduzione massiccia dei componenti e la diversa catena dei processi produttivi potrebbero aprire la strada a economie di scala, ma rimane da capire se questa tecnologia verrà estesa ad altri marchi del gruppo o a modelli destinati ai mercati internazionali. L’adozione su larga scala dipenderà anche dalla replicabilità del processo di fusione a bassa pressione in impianti di maggiore volume e dall’analisi dei costi rispetto alle soluzioni esistenti.

In sintesi, Byd e Hangte propongono una reinterpretazione del telaio automobilistico tradizionale, portando in primo piano il ruolo dell’alluminio e un processo produttivo ereditato dall’aerospazio per cercare di ottenere componenti più leggeri e omogenei. I numeri comunicati — 56 kg di risparmio, la riduzione da 251 a 119 pezzi, 67 componenti fusi in un unico elemento, la riduzione delle saldature da 100 a 9 metri e la prova di sollevamento da 12 tonnellate — delineano un quadro ambizioso che dovrà essere valutato nel tempo tramite test indipendenti e applicazioni operative.