Polestar cambia strategia: più pulsanti e meno touchscreen negli interni

Polestar risponde ai clienti con nuovi pulsanti su Polestar 3, aggiornamenti OTA e una gamma rinnovata per il model year 2026

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

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Negli ultimi anni molte case automobilistiche hanno perseguito un minimalismo degli interni spinto, spostando quasi tutte le funzioni su grandi schermi touch.

Anche Polestar aveva adottato questa filosofia, puntando a un abitacolo pulito e privo di distrazioni visive. Tuttavia il dialogo con la clientela e le nuove imposizioni regolamentari hanno indotto il marchio svedese a ridiscutere quell’impostazione e a ripristinare alcuni elementi tradizionali come le manopole e i pulsanti.

Il cambiamento non è solo estetico: si tratta di recuperare ergonomia e sicurezza d’uso mentre si guida. Le decisioni annunciate da Polestar coinvolgono sia l’hardware — con comandi fisici più chiari sul volante e in plancia — sia il software, attraverso aggiornamenti over-the-air per correggere anomalie segnalate dagli utenti.

Questo approccio composito punta a ridurre il tempo di interazione con il display centrale e a rendere le funzioni essenziali più immediatamente raggiungibili.

Perché tornare ai pulsanti

Il motivo principale citato dall’azienda è il riscontro diretto dei clienti: molti hanno manifestato la preferenza per controlli più tangibili e facili da usare senza togliere lo sguardo dalla strada. Secondo la dirigenza, il consenso è stato netto e ripetuto: gli utenti vogliono più pulsanti per funzioni chiave come il cruise control, i comandi del clima e le impostazioni dei display.

Questa scelta risponde inoltre a una frustrazione comune: i menu digitali, spesso profondi e non sempre intuitivi, aumentano il carico cognitivo durante la guida.

Il ruolo del design e delle sensazioni tattili

Il capo del design di Polestar aveva già anticipato un’inversione di rotta, parlando della necessità di reintrodurre manopole e tasti per migliorare l’esperienza d’uso. Il ritorno al contatto fisico significa valorizzare il feedback tattile, che aiuta il guidatore a identificare comandi senza cercare visivamente il controllo sullo schermo.

In pratica, il nuovo allestimento cerca un equilibrio tra estetica minimalista e praticità quotidiana.

Normative e sicurezza: un fattore determinante

Accanto alle richieste dei clienti, la mossa di Polestar è influenzata da standard di sicurezza più severi imposti dai principali mercati. L’European NCAP e il MIIT in Cina hanno aggiornato i criteri di valutazione richiedendo la presenza di comandi fisici per alcune funzioni essenziali. Tra queste figurano gli indicatori di direzione, i tergicristalli, le luci di emergenza, il clacson e la chiamata d’emergenza: avere controlli fisici per queste funzioni può incidere sulla valutazione complessiva di sicurezza.

Cosa significa per i mercati globali

Dal momento che Polestar opera sia in Europa sia in Cina, adeguare gli interni alle nuove regole è una necessità pratica oltre che strategica. La compatibilità con i requisiti di sicurezza consente al marchio di garantire valutazioni elevate e di evitare compromessi tra design e conformità normativa, facilitando l’omologazione e la percezione di affidabilità da parte dei clienti.

Modelli coinvolti e aggiornamenti software

Il primo modello ad adottare i nuovi comandi sarà la Polestar 3, che riceverà un restyling con pulsanti più pronunciati sul volante e in altre aree di controllo.

L’azienda indica il model year 2026 come fase cruciale per integrare le modifiche già sviluppate, e prevede di estendere l’approccio agli altri modelli della gamma. Parallelamente si lavorerà su correzioni software segnalate dagli utenti, come problemi alla chiave digitale, distribuite tramite OTA per minimizzare le visite in officina.

Inoltre, la roadmap commerciale include l’arrivo di quattro nuovi modelli nei prossimi due anni: la Polestar 5 GT, la versione station della Polestar 4, il crossover Polestar 7 e la nuova generazione della Polestar 2.

Queste vetture dovrebbero mostrare un interior design più bilanciato, con un minimalismo raffinato ma meno dipendente dai soli display touch.

L’approccio ai sistemi di assistenza alla guida resta pragmatico: invece di inseguire obiettivi immediati di guida autonoma avanzata, Polestar sembra puntare a ADAS più affidabili e utili nel quotidiano, privilegiando la consistenza operativa piuttosto che funzioni promettenti ma immature. Questo mix di comandi fisici, aggiornamenti software e scelta prudente sugli ADAS disegna la strategia con cui il marchio intende migliorare l’esperienza d’uso senza rinunciare alla sicurezza.