Thierry Neuville guida la prova croata dopo una giornata segnata da forature, ritiri e successi parziali: ecco come si sono ridisegnate le classifiche e chi può ancora rientrare in gioco
La seconda giornata del Rally Croazia ha confermato il carattere spietato della gara, trasformata in una sorta di selezione naturale per le Rally1.
Dopo sedici prove cronometrate il belga Thierry Neuville è saldamente al comando con il tempo complessivo di 2:20:20.82, seguito da Takamoto Katsuta a +1:14.53 e da Sami Pajari a +1:46.44. La giornata è stata contrassegnata da cambi di passo improvvisi e da incidenti meccanici che hanno influito pesantemente sulle posizioni, rendendo l’ultimo giorno una vera opportunità per chi vorrà tentare il recupero.
Tra i protagonisti del sabato sono emersi nomi noti e alcune sorprese: i successi parziali nelle due speciali finali sono andati a Oliver Solberg ed Elfyn Evans, ma la classifica generale ha beneficiato soprattutto della regolarità di Neuville.
Le forature sulla lunga Generalski Stol-Zdihovo (22,48 km) hanno cambiato i rapporti di forza, mentre la categoria WRC2 è stata animata dalla performance delle Lancia Ypsilon, con Yohan Rossel leader di classe e primo tra le Rally2 nella graduatoria assoluta.
Il sabato si è aperto con due successi mattutini di Oliver Solberg e con una lotta serrata tra i pretendenti al podio: Sami Pajari ha conservato inizialmente la leadership, ma la prova più lunga del giorno ha fatto selezione.
Nella prima parte della giornata Pajari si era presentato saldo, con un vantaggio ridotto su Neuville e Katsuta, ma dopo la SS14 la situazione è cambiata a causa di problemi di pneumatici e piccoli danni alle vetture. Da segnalare anche il ritiro di Adrien Fourmaux, fermatosi nella SS12 dopo un impatto che ha compromesso la sua gara; questo ha aperto spazi in classifica per altri equipaggi e ha rimodellato il confronto per le posizioni alte.
La doppia percorrenza della Generalski Stol-Zdihovo è stata il banco di prova decisivo: parecchi equipaggi hanno pagato dazio alla lunga speciale di 22,48 km, con la foratura di Sami Pajari nella SS14 che lo ha costretto a una sosta per cambiare ruota e ha spalancato la porta a Neuville. Il belga è riuscito a evitare gli inconvenienti più seri e, insieme ai rientranti come Solberg ed Evans, ha chiuso la prova senza perdite significative, conquistando così il comando.
Anche Takamoto Katsuta ha perso tempo per un problema all’anteriore sinistra, cosa che ha amplificato il divario in classifica.
Dopo la SS16 la top ten è piuttosto definita: al vertice Neuville, poi Katsuta e Pajari, seguiti da Hayden Paddon e dalla Lancia Ypsilon di Yohan Rossel, autore di una prestazione solida che lo mantiene al comando della classe WRC2. Dietro a Yohan c’è il fratello Leo Rossel su Citroën, mentre Nikolay Gryazin ha perso terreno a causa di un problema tecnico ma ha mostrato buon ritmo nel pomeriggio.
Tra gli altri, Roberto Daprà è entrato in top ten approfittando dello stop di Arthur Pelamourgues: risultati che testimoniano quanto la gara sia stata incerta e condizionata anche dai rischi meccanici.
La classifica dopo la SS16 recita: Thierry Neuville in testa con 2:20:20.82, Takamoto Katsuta a +1:14.53 e Sami Pajari a +1:46.44; seguono Hayden Paddon e Yohan Rossel. Nel WRC2 la Lancia Ypsilon comanda con oltre un minuto di vantaggio sul secondo, mentre la rincorsa di Gryazin evidenzia come problemi tecnici possano essere ancora decisivi prima della conclusione.
Restano da disputare quattro speciali: gli ultimi tratti cronometrati rappresenteranno l’ultima chiamata per modificare la classifica.
L’ultima giornata offre opportunità e insidie: con quattro speciali da correre i distacchi non sono inespugnabili, ma recuperare più di un minuto su avversari concreti richiederà ritmo perfetto e un pizzico di buona sorte. Le Rally1 uscite di scena nelle prime due giornate potrebbero tentare il rientro tecnico, mentre i leader dovranno gestire gomme, setting e concentrazione fino al traguardo.
In chiave campionato, ricordiamo che prima di questo appuntamento Elfyn Evans guidava la graduatoria mondiale con 66 punti, seguito da Oliver Solberg con 58 e Takamoto Katsuta con 55: risultati in Croazia potranno avere ripercussioni importanti sulla corsa al titolo.
In sintesi, il Rally Croazia ha dimostrato ancora una volta come il mix tra velocità, scelta degli pneumatici e affidabilità tecnica determini il destino della gara. L’ultimo atto si preannuncia combattuto: i protagonisti dovranno bilanciare spinta e prudenza per arrivare fino in fondo, mentre i tifosi possono aspettarsi un finale ricco di tensione e opportunità per ribaltare la situazione.