Rally Portogallo 2026, Ogier torna davanti: lotta serrata con Neuville, Pajari e Solberg

Il Rally Portogallo 2026 vive una terza giornata incerta: Ogier riprende la prima posizione mentre la pioggia e una gomma fuori cerchio sconvolgono le posizioni

Massimiliano Cardinale

Massimiliano Cardinale di Catania iniziò condividendo una ricetta di famiglia durante una sagra di paese, attirando una comunità di follower: quel gesto lo spinse in redazione con tono informale. Propone contenuti social e porta appunti con nomi di produttori locali e mosse di cucina.

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Il Rally Portogallo 2026 ha offerto una giornata ricca di variazioni e tensione, con condizioni meteo che hanno inciso sull’esito delle prove.

Dopo un mattino molto combattuto, il pomeriggio è stato segnato dal ritorno della pioggia che ha complicato il lavoro dei piloti e modificato gli equilibri in classifica. In questo contesto la gestione delle gomme e della vettura è diventata cruciale, e ogni errore ha pagato caro.

La lotta per la vittoria rimane estremamente compressa: il confronto tra Sebastien Ogier, Thierry Neuville, Sami Pajari e Oliver Solberg continua a essere punto a punto, con distacchi di pochi secondi che rendono la corsa imprevedibile.

Tra episodi tecnici e scelte tattiche, la classifica è stata più volte rimescolata nei passaggi sulle speciali più impegnative.

Classifica e dinamiche della terza giornata

Al termine della SS16 la vetta è tornata a Sebastien Ogier, che ha recuperato terreno vincendo la SS15. Dietro di lui resiste Thierry Neuville a meno di quattro secondi, mentre Sami Pajari si conferma tra i più costanti a soli 1,5 secondi dal belga. La classifica dopo la sedicesima speciale recita Ogier al comando, Neuville a +3.9, Pajari a +5.5, seguito da Elfyn Evans a +19.2 e Oliver Solberg a +19.8.

Più distanziato appare Adrien Fourmaux a +30.2, con Takamoto Katsuta, Dani Sordo, Joshua McErlean e Martins Sesks che completano la top 10.

Momenti che hanno cambiato la gara

La pioggia caduta nella SS14 ha creato uno spartiacque della giornata: condizioni scivolose e tratti insidiosi hanno permesso a Oliver Solberg di sorprendere il gruppo e balzare in testa, ma nel giro pomeridiano il problema più rilevante per Solberg è stato una ruota anteriore fuori dal cerchio che gli ha fatto perdere circa 18 secondi, facendogli scivolare fino alla quinta posizione.

Nel frattempo la gestione delle pressioni e il montaggio delle gomme si sono rivelati fattori decisivi nelle scelte dei team.

Performance dei protagonisti e risultati parziali

Sebastien Ogier ha mostrato una grande capacità di reazione dopo le difficoltà del mattino, mentre Thierry Neuville continua a mantenere un ritmo costante, pronto a sfruttare qualsiasi incertezza degli avversari. Sami Pajari si conferma un nome da tenere d’occhio grazie alla regolarità nelle prove, e Elfyn Evans ha saputo trarre vantaggio dalla posizione di partenza più favorevole per limitare il distacco.

Le differenze in pochi secondi mantengono alta la tensione e la strategia diventa fondamentale per il proseguo della gara.

Incidenti e ritiri

Tra gli episodi significativi va citato il ribaltamento di Jon Armstrong a inizio SS15: fortunatamente nessuna conseguenza fisica per l’equipaggio, ma il ritiro che ha tolto un volto dalla lotta. Altri inconvenienti meccanici e forature sparse hanno influenzato l’ordine di arrivo, dimostrando come il fondo sterrato portoghese possa punire anche i più abili quando le condizioni peggiorano.

La battaglia nel WRC2 e le prospettive

Nel WRC2 la lotta è altrettanto serrata: Teemu Suninen si è imposto con prestazioni importanti che gli hanno consentito di difendere la leadership, mentre Jan Solans è rientrato sotto pressione portandosi a ridosso a circa 13 secondi. Le Lancia di Yohan Rossel e Nikolay Gryazin alternano prestazioni interessanti, con Gryazin però dichiarato trasparente per la classifica di categoria in questo round, un elemento che condiziona la lettura dei tempi.

Il programma restante e le incognite finali

La giornata prevede ancora alcune prove decisive, con un totale di nove speciali e quasi 146 chilometri cronometrati che metteranno alla prova resistenza e capacità di lettura del percorso. Sarà cruciale per i leader conservare la vettura e scegliere le gomme giuste al momento giusto, mentre inseguitori come Pajari e Solberg cercheranno opportunità nei tratti più insidiosi. La variabilità delle condizioni atmosferiche e la gestione delle gomme rimangono le carte principali per ribaltare la situazione fino all’ultimo chilometro.

In sintesi, il Rally Portogallo 2026 continua ad essere una sfida aperta: pochi secondi separano i protagonisti e ogni speciale può ribaltare le gerarchie. Nei prossimi passaggi si deciderà chi avrà la lucidità di amministrare la gara e chi invece rischierà tutto per guadagnare posizioni.