Un’analisi dei costi dell’Rc Auto, delle iniziative di Antitrust e Ivass, dei dati su veicoli non assicurati e delle proposte politiche che puntano a ridurre le tariffe attraverso controlli e tecnologia
Il peso delle polizze Rc Auto sull’economia familiare italiana resta significativo: il premio medio annuo per assicurare un’autovettura è indicato in 438 euro nel 2026, cifra che cresce proporzionalmente se in famiglia sono presenti più mezzi.
Questo costo è il risultato di fattori molteplici: dall’inflazione alle differenze territoriali fino all’impatto delle frodi e dell’evasione.
Di fronte a questi numeri, le autorità di vigilanza hanno avviato passi concreti: Antitrust e Ivass hanno lanciato un’indagine congiunta per verificare funzionamento e criticità del mercato assicurativo, mentre l’esecutivo ha proposto tavoli di confronto con le imprese per contrastare l’evasione e abbassare i premi per chi rispetta le regole.
L’analisi statistica evidenzia un divario persistente tra l’Italia e alcuni grandi Paesi europei. In una rilevazione che prende in considerazione anche moto e ciclomotori, il premio medio nel 2026 è stato rilevato a 261 euro in Italia contro una media di 185 euro calcolata aggregando Francia, Spagna e Germania. Queste differenze sono attribuite, tra l’altro, ai maggiori costi per i risarcimenti personali previsti dalla normativa nazionale e a un tasso di frodi più elevato.
Accanto a questi elementi strutturali, incidono le classi di merito e il bonus malus: il sistema di attribuzione del rischio determina sconti o rincari importanti per i singoli assicurati. Le autorità intendono esaminare a fondo questi meccanismi per capire se possano essere ottimizzati e resi più trasparenti, migliorando così il funzionamento degli strumenti di comparazione dei prezzi come quelli gestiti dall’Istituto di vigilanza.
Negli ultimi anni una parte degli assicurati ha scelto di installare la scatola nera per monitorare lo stile di guida: oltre il 17% dei clienti l’ha adottata, sfruttando gli sconti collegati alla telemetria. Le autorità valuteranno se l’uso di questi dispositivi crea vantaggi concreti per la riduzione dei premi e se esistono ostacoli alla libertà di scelta dei consumatori nell’adottarli.
Un altro elemento che grava sui costi è la presenza di veicoli circolanti privi di copertura obbligatoria.
Il censimento della motorizzazione indica circa 47 milioni di veicoli registrati con una stima di circa 9 milioni senza polizza attiva. Questa situazione produce una distorsione che spinge al rialzo i premi per chi si assicura regolarmente.
Le rilevazioni territoriali mostrano forti differenze: in alcune province il tasso di veicoli sprovvisti di assicurazione supera il 40%, mentre in altre realtà è decisamente più contenuto. Per contrastare questa anomalia, il ministro delle Infrastrutture ha proposto di convocare le compagnie per ridurre i veicoli in circolazione non assicurati e per elaborare misure che favoriscano la regolarizzazione.
Chi circola senza polizza è soggetto a sanzioni amministrative e al sequestro del veicolo: le multe possono variare in modo significativo e alla restituzione del mezzo sono collegati il pagamento di spese di custodia e la necessità di attivare una nuova copertura. Nei casi di recidiva la situazione si aggrava in termini di sanzioni e limitazioni.
Antitrust e Ivass intendono analizzare nello specifico il funzionamento del sistema di risarcimento diretto, il cosiddetto Card che nel 2026 è stato applicato in circa l’82% dei sinistri e ha rappresentato il 48% degli importi liquidati.
L’obiettivo è verificare se la procedura favorisca efficienza e concorrenza o se presenti elementi di frizione per il consumatore.
Contemporaneamente è partita una consultazione pubblica per acquisire contributi da operatori e stakeholder: i soggetti interessati possono inviare osservazioni entro il termine previsto del 31 luglio. Alle istituzioni interessa raccogliere proposte concrete per rimodellare il mercato senza compromettere la tutela dei danneggiati.
Il confronto tra autorità di vigilanza, governo e imprese assicurative mette in luce due direttrici parallele: da un lato l’azione regolatoria e le verifiche sul funzionamento dei meccanismi tariffari; dall’altro l’impulso all’uso di strumenti telematici per premiare comportamenti di guida virtuosi e per migliorare la capacità di controllo dell’evasione.
Il bilancio finale sarà determinato dalla capacità delle parti di convergere su misure tecniche e operative che rendano il mercato più equo e sostenibile.