Reddick vince a COTA e completa un tris senza precedenti nella NASCAR Cup Series

Tyler Reddick centra un risultato storico a COTA: la Toyota #45 vince al Texas e diventa il primo pilota a imporsi nella Daytona 500 e nelle due gare successive della regular season

Viral Vicky

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Al Circuit of The Americas, teatro abituale per Formula 1 e MotoGP, si è svolta la terza prova della NASCAR Cup Series 2026.

Tyler Reddick ha vinto la gara con la Toyota #45 del team 23XI Racing. La vittoria consolida un avvio di stagione efficace e al tempo stesso inedito per il pilota. Reddick ha resistito alle pressioni degli avversari e alle scelte tattiche che hanno caratterizzato la corsa su questo impegnativo road course.

La dinamica della gara e le scelte strategiche

Dopo la resistenza di Tyler Reddick, la gara è entrata in una fase di gestione tattica centrata sui pit stop e sui restart.

Senza interruzioni prolungate nei primi giri, molti team hanno anticipato i rifornimenti per cercare guadagni di posizione al restart. In questa fase Ryan Blaney (Ford #12, Team Penske) ha interpretato al meglio la seconda parte della prima stage, salendo in testa con un sorpasso deciso ai danni della Toyota #45 e della #19 di Chase Briscoe. L’assenza di bandiere gialle ha indotto i protagonisti a correre rischi calcolati nei pit stop, mentre alcune squadre hanno puntato sull’estensione degli stint per conservare la posizione in pista.

Tra queste, le Chevrolet di Trackhouse Racing, con Ross Chastain e Shane van Gisbergen, hanno cercato di sfruttare la permanenza prolungata in pista per entrare nella fase finale con pneumatici più freschi o con vantaggi di tracciato. Le scelte sui tempi di rifornimento e sul degrado degli pneumatici hanno influito in modo decisivo sui posizionamenti nella parte centrale della corsa, determinando le opportunità per il finale.

Il ruolo delle caution e l’ultimo stint

La svolta cruciale è arrivata a venti giri dal termine, quando una breve caution per un problema meccanico che ha lasciato Ross Chastain privo di una ruota ha rimesso tutto in discussione. La neutralizzazione ha indotto numerosi team a effettuare un pit stop per montare gomme fresche, mentre i leader hanno scelto di rimanere in pista per mantenere la posizione.

Al restart, con 17 giri da percorrere, la lotta per la vittoria è ripresa serrata.

La Toyota #45 ha difeso la prima posizione nonostante le pressioni di Blaney e l’avanzata del neoarrivato in pista SVG, passato in seconda posizione. Nei giri finali la gestione degli pneumatici e la tempistica dei sorpassi sono rimaste i fattori determinanti per i posizionamenti.

SVG e gli inseguitori: prestazioni e rimpianti

Shane van Gisbergen ha confermato la sua efficacia sui tracciati misti risalendo dalla seconda parte del gruppo fino alla ripartenza.

Pur evidenziando difficoltà nel terzo settore in alcuni passaggi, il pilota di Trackhouse ha saputo mettere pressione al leader senza tuttavia riuscire a finalizzare l’attacco. Il risultato è stato il secondo posto, che ha interrotto la possibilità di una sesta vittoria consecutiva sui road course.

La strategia sul pit stop ha determinato gli esiti degli ultimi giri. Christopher Bell, che ha optato per il cambio gomme durante la caution, ha beneficiato di pneumatici più freschi e ha completato il podio.

Nei giri finali la gestione degli pneumatici e la tempistica dei sorpassi sono rimaste i fattori determinanti per i posizionamenti.

Ricadute su chi ha scelto strategie diverse

Nei giri finali la gestione degli pneumatici e la tempistica dei sorpassi sono rimaste i fattori determinanti per i posizionamenti. Chi ha optato per la sosta durante la neutralizzazione, come Ty Gibbs e Michael McDowell, ha guadagnato terreno. Entrambi sono risaliti dalle posizioni di metà classifica fino alla top ten, beneficiando di pneumatici con maggiore grip nei tratti conclusivi.

Al contrario, la scelta di non rientrare per sostituire i pneumatici ha favorito gli inseguitori immediati, tra cui Reddick e Blaney, che hanno ripreso la guida della corsa. Tuttavia la durata degli pneumatici usurati ha reso più difficile la difesa nelle fasi finali contro vetture con gomme più performanti. La differenza strategica potrebbe influenzare la classifica finale e orientare le scelte dei team nelle gare successive.

Conseguenze e ordine d’arrivo

La differenza strategica registrata nei giri finali ha determinato il risultato e influenzerà le scelte dei team nelle gare successive. La vittoria di Tyler Reddick assume valore storico: si tratta dell’undicesimo successo in carriera per il pilota californiano. Reddick ha inoltre completato un tris mai registrato nella serie, imponendosi nella Daytona 500 e nelle due gare successive della regular season.

Al secondo posto si è classificato Shane van Gisbergen, seguito da Christopher Bell, la cui Toyota #20 ha beneficiato della scelta strategica relativa agli pneumatici.

In quarta posizione ha chiuso Ty Gibbs (54), poi Michael McDowell (71) e Kyle Larson (5). A seguire Ryan Blaney (12), Chase Elliott (9), AJ Allmendinger (16) e Denny Hamlin (11) hanno completato la top ten.

Il risultato rafforza l’importanza della gestione gomme e della tempistica nei pit stop, variabili che continueranno a determinare l’andamento della regular season e le mosse dei team nelle prossime gare.

Il risultato interrompe la striscia di successi sui circuiti misti attribuita a van Gisbergen e consegna a Reddick un primato particolare nel panorama NASCAR.

La prestazione riflette scelte strategiche decisive nella fase finale e conferma l’importanza della gestione della gara.

La serie si sposterà la prossima settimana su un ovale a Phoenix, in concomitanza con un round della NTT IndyCar Series. Il diverso tipo di tracciato e la contemporaneità degli eventi potrebbero ridefinire gli equilibri tra team e piloti, influenzando la tempistica dei pit stop e le scelte di assetto per le gare successive.