Raul Fernandez trionfa nella sprint del Mugello grazie a una mossa strategica sulle gomme e a una guida aggressiva; Jorge Martin lo segue, Fabio Di Giannantonio completa il podio mentre Bezzecchi e Marquez raccolgono punti utili per il mondiale
La Sprint Race del Mugello ha offerto uno spettacolo intenso, dove strategia e decisioni in gara hanno fatto la differenza più della pura velocità.
Sulle colline toscane la lotta per la vittoria si è risolta su due fronti principali: l’avvio fulmineo e la scelta della mescola posteriore.
Al via lo scatto più brillante è stato quello di Marc Marquez, che dalle retrovie si è portato momentaneamente in testa. Il comando però è durato poco: Raul Fernandez, in sella all’Aprilia Trackhouse, ha sfruttato un momento di indecisione del rivale e ha affondato un sorpasso deciso, prendendo il comando della corsa.
Da quel punto in poi Fernandez ha imposto il ritmo, gestendo con lucidità il vantaggio sugli inseguitori e controllando gli attacchi del connazionale Jorge martin.
La partenza si è rivelata fondamentale perché ha determinato le posizioni iniziali in un tracciato dove sorpassare non è banale. Il rapido avvio di Marquez ha creato uno scenario di alta tensione nelle prime curve, ma la prontezza di Fernandez nel capitalizzare ogni occasione è stata determinante: il pilota ha saputo trasformare la velocità esplosiva in una leadership stabile, senza commettere errori sotto pressione.
Il vero fattore vincente è stata però la scelta delle mescole: sia Fernandez sia Martin sono stati gli unici in griglia a montare la gomma media al posteriore, abbinata a una scelta anteriore congrua. Questo azzardo ha pagato grazie alle alte temperature dell’asfalto del Mugello, che hanno messo in difficoltà chi aveva optato per la mescola morbida. La gestione termica degli pneumatici ha permesso ai due piloti Aprilia di mantenere ritmo costante e prestazioni elevate fino alla bandiera a scacchi.
L’esito dimostra come in una gara breve la combinazione tra aggressività in pista e un piano tecnico solido possa sovvertire previsioni basate solo sui tempi di qualifica. La scelta della gomma media ha offerto un margine di resistenza allo scivolamento e alla perdita di grip, tradotta in stabilità nelle fasi calde della corsa e in sorpassi difensivi efficaci.
Al termine la prima posizione è andata a Raul Fernandez, seguito da Jorge Martin che ha limitato i danni e guadagnato punti importanti per la classifica. Il terzo gradino del podio è stato conquistato da Fabio Di Giannantonio, autore di una rimonta che ha cancellato la delusione delle qualifiche. Marco Bezzecchi, partito dalla pole, ha concluso quarto dopo una partenza sottotono e numerose rimonta, mentre Marc Marquez ha portato la Ducati ufficiale al quinto posto nonostante i postumi fisici ancora evidenti.
La top-10 è stata completata da Fermin Aldeguer, Francesco Bagnaia in settima posizione, Ai Ogura e Pedro Acosta che hanno agguantato punti preziosi in chiave campionato. Diogo Moreira, partito forte, ha perso terreno nel corso della gara e ha chiuso più indietro rispetto all’inizio promettente.
Non sono mancati gli episodi negativi: Enea Bastianini e Franco Morbidelli sono stati vittima di due cadute separate che hanno costretto entrambi a ritirarsi dalla corsa breve, fortunatamente senza gravi conseguenze fisiche.
Joan Mir ha invece abbandonato per noie meccaniche, un ritiro che ha privato la Honda di una possibile rimonta.
Il risultato al Mugello mette in evidenza come la gestione delle gomme e la capacità di adattamento alle condizioni climatiche possano influenzare significativamente l’esito anche di gare brevi come la sprint. Aprilia esce rafforzata dalla doppietta, mentre Ducati e altri team dovranno valutare le contromosse tecniche in vista della gara principale.
Infine, la prova di Marquez è un segnale della sua competitività nonostante gli acciacchi, mentre i piloti italiani hanno mostrato performance miste: c’è chi si è riscattato, chi ha perso l’opportunità e chi dovrà recuperare fiducia. La sprint al Mugello ha dunque offerto conferme tattiche e spunti per le prossime sfide del campionato, ricordando che anche una gara breve può cambiare la traiettoria di una stagione.