Stellantis punta al 31% di autoconsumo on-site e supera 500 MW di fotovoltaico

Stellantis sta trasformando la gestione energetica dei suoi stabilimenti europei: il 68% dei consumi è già coperto da energia decarbonizzata, il fotovoltaico supera i 500 MW su 27 siti e l’obiettivo è arrivare al 31% di autoconsumo on‑site entro la fine del 2026, con punte fino all’80% in impianti come Saragozza.

Ilaria Mauri

Ilaria Mauri, bolognese, decise di seguire il giornalismo sportivo dopo una notte al Dall'Ara durante una partita decisiva: oggi coordina le pagine di competizioni e commenti. In redazione predilige reportage sul campo e conserva il biglietto di quella partita come prova della svolta.

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Stellantis ha rilanciato la strategia energetica dei propri stabilimenti in Europa puntando su autoproduzionediversificazione delle fonti e sistemi di accumulo.

Oggi il gruppo dichiara che il 68% dei consumi elettrici dei siti europei è già coperto da energia decarbonizzata e che la capacità fotovoltaica installata supera i 500 MW distribuiti su 27 siti. L’obiettivo operativo è portare l’autoconsumo on-site al 31% del fabbisogno energetico entro la fine del 2026con alcuni impianti che puntano a traguardi molto più alti.

Espansione del fotovoltaico e modello di partnership

Il nucleo del piano è l’installazione massiccia di impianti solari direttamente sulle aree produttive: tetti, pensiline dei parcheggi e superfici a terra sono impiegati per ospitare pannelli che alimentano i processi industriali.

La capacità superiore a 500 MW è distribuita su 27 stabilimenti in Europa e viene sviluppata prevalentemente con accordi di tipo Power Purchase Agreement on-sitein cui operatori energetici gestiscono progettazione, costruzione e manutenzione degli impianti per tutto il loro ciclo di vita.

Questo approccio permette a Stellantis di scalare gli interventi senza interrompere le attività produttive e prevede, al termine dei contratti, il possibile trasferimento di proprietà degli impianti al gruppo.

L’espansione del solare è pensata per massimizzare l’uso dell’energia prodotta localmente e contribuire a evitare emissioni dirette di CO₂, rafforzando al contempo l’autonomia degli stabilimenti rispetto al mercato elettrico esterno.

Sistemi di accumulo: 20 siti e 200 MWh per stabilizzare la produzione

Per affrontare la variabilità delle fonti rinnovabili, Stellantis sta implementando un programma di Battery Energy Storage Systems (BESS) che coinvolgerà 20 stabilimenti europei con una capacità complessiva prevista di circa 200 MWhsuddivisa in due fasi.

La prima fase prevede sette siti operativi entro la fine del 2026mentre la completa estensione ai restanti stabilimenti è pianificata nell’arco dei successivi 3 anni.

I sistemi di accumulo sono coordinati da avanzati Energy Management Systems (EMS) che ottimizzano in tempo reale la carica e la scarica delle batterie in funzione della produzione rinnovabile e della curva di domanda dello stabilimento. Il risultato atteso è un aumento dell’autoconsumominori prelievi dalla rete nei picchi di prezzo e la possibilità di offrire servizi di stabilizzazione alla rete locale quando necessario.

Esempi operativi: Tychy e Saragozza

Alcuni stabilimenti testimoniano concretamente i risultati del piano. A Tychy in Polonia si stima di raggiungere circa il 60% di autoconsumo entro il 2026grazie a espansioni fotovoltaiche mirate. A Saragozza in Spagna è già attivo un sistema ibrido che combina fotovoltaico ed eolico on-site, dove l’autoconsumo potrebbe toccare punte fino all’80%posizionando l’impianto tra i più avanzati del settore automobilistico europeo.

Integrazione di geotermia e certificazione della gestione energetica

Oltre a solare ed eolico, il gruppo sta ampliando l’uso di altre soluzioni a basse emissioni. Nel sito di Caen in Francia è operativo un impianto geotermico che fornisce calore rinnovabile agli edifici e raffrescamento ai processi industriali, coprendo circa il 30% del fabbisogno energetico del sito. L’adozione di geotermia e biomasse integra il mix energetico e riduce dipendenze specifiche.

Sul fronte della governance, l’89% dei siti produttivi europei del gruppo è certificato secondo lo standard ISO 50001 per la gestione dell’energia, segnale della diffusione di sistemi strutturati di monitoraggio, controllo e miglioramento continuo dei consumi.

Le priorità strategiche che guidano queste iniziative sono tre: ridurre i consumi complessivi, incrementare la quota e la diversificazione delle fonti a basse emissioni e garantire la disponibilità energetica per la continuità produttiva. Il programma si sviluppa attraverso partnership con operatori energetici primari e mix tecnologico che include fotovoltaicoeolicogeotermiabiomasse e BESScon l’obiettivo dichiarato di rafforzare l’autonomia industriale e la competitività del gruppo nel medio termine.