Traghetti elettrici in Italia: dati, rotte convertibili e ostacoli alla transizione

Un convegno promosso da Transport & Environment e Cittadini per l’Aria ha messo a confronto studi e dati su quante rotte e quali navi in Italia possono diventare elettriche o ibride, con numeri concreti su flotta, emissioni e risparmi economici.

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.

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Il dibattito sull’elettrificazione dei traghetti in Italia è tornato al centro dell’attenzione durante un convegno promosso da Transport & Environment (T&E) e Cittadini per l’Aria.

I relatori hanno confrontato dati di flotta, emissioni e scenari di conversione per evidenziare dove l’adozione di soluzioni full-electric o ibride è già praticabile e dove, invece, esistono limiti tecnici che rendono necessarie alternative.

Tra le proposte emerse è stata rilanciata l’idea di elettrificare la rotta Piombino–Elbaindicata come una delle tratte più trafficate e, secondo gli studi presentati, anche tra le più facilmente convertibili a zero emissioni. Nel corso dell’incontro sono stati inoltre messi in relazione i casi nordici con la realtà italiana per trarre insegnamenti applicabili al Mediterraneo.

Confronto numerico tra Norvegia e Italia e implicazioni per le rotte

Lo studio presentato da Carlo Tritto (coautore con Leo Tricaud) ha portato in luce alcune differenze significative tra paesi europei: la Norvegia dispone della flotta più numerosa con 222 traghetti e oltre 1,17 milioni di viaggi totali, mentre l’Italia conta una flotta simile ma con 210 unità e circa 231.695 viaggi. Tuttavia, le emissioni registrano uno scostamento marcato: l’Italia produce circa 2.372.319 tonnellate di CO2 contro le 656.784 tonnellate della Norvegia nello stesso ambito di confronto.

Perché i numeri contano per la salute pubblica

La flotta italiana ha un’età media di circa 33 anniindicata nello studio come un fattore che contribuisce a emissioni annue pari a circa 2,4 Mt di CO2, ovvero il 40% delle emissioni dei traghetti nel Mar Mediterraneo. Queste navi passano complessivamente oltre 800.000 ore all’anno in prossimità dei porti, generando ossidi di zolfo (SOx), ossidi di azoto (NOx) e particolato (PM2.5) che impattano sulla qualità dell’aria urbana.

I relatori hanno evidenziato come, in alcune città, le emissioni dei traghetti superino molte volte quelle degli autoveicoli locali, con casi estremi riportati per Napoli, Portoferraio, Piombino e Livorno.

Scenari di conversione al 2030 e al 2035 e i vincoli tecnici

Lo studio di Tritto analizza la fattibilità economica e tecnica della sostituzione dei traghetti termici: entro il 2030 sarebbe possibile convertire l’80% delle unità a versioni elettriche o ibrideanche se per il 22% dei casi questa scelta sarebbe più onerosa per gli armatori.

Guardando al 2035la conversione elettrica risulterebbe economicamente preferibile nel 76% dei casi, mentre circa il 20% della flotta rimarrebbe tecnicamente non elettrificabile per via delle grandi stazze e delle rotte a lunga percorrenza come Civitavecchia–Barcellona o Ancona–Patrasso.

Per queste grandi navi gli esperti hanno ricordato che «l’opzione dell’elettrificazione diretta risulterebbe impraticabile», rendendo necessari approcci diversi come l’uso di carburanti alternativi o il cold ironing nei porti per azzerare le emissioni a terra durante le soste.

Impatto economico e confronto con i biocarburanti

Secondo l’analisi presentata, la maggiore efficienza energetica della navigazione elettrica comporterebbe un vantaggio economico per gli armatori: il risparmio stimato è di circa 1,7 miliardi in 30 anni. Al contrario, l’adozione dei biocarburanti appare più costosa e più emissiva nello studio, con un aumento dei costi e delle emissioni quantificato in circa 8,7 Mt di CO2 aggiuntive rispetto all’elettrificazione o all’ibridizzazione.

Iniziative, dati locali e proposte operative

Nel convegno è stata rilanciata l’idea concreta di elettrificare rotte specifiche come Piombino–Elbamentre sono stati citati esempi nordici e test di tecnologie già operative in laghi e tratte brevi. È stato anche annunciato l’avvio della Monaco Energy Boat Challenge che si svolgerà dall’8 al 11 luglio 2026evento utile alla sperimentazione di soluzioni navali a bassa emissione. Gli interventi del panel hanno ribadito che «Questa transizione sarebbe una vittoria per tutti», collegando benefici per la qualità dell’aria urbana, gli obiettivi di decarbonizzazione dello Stato e i risparmi attesi per gli armatori.

Infine, è stata menzionata la ricerca di Gardasolar sulla second life delle batterie e altri studi che sottolineano come la conversione tecnologica debba essere accompagnata da adeguati controlli e da investimenti infrastrutturali nei porti per massimizzare i benefici ambientali e sanitari.