UFI fornisce sistemi di filtrazione a tutti gli 11 team di Formula 1 nella stagione 2026, un esempio di trasferimento tecnologico tra automotive e motorsport
L’evento stampa organizzato a Milano sotto il titolo Unlimited Future Innovation ha messo in luce il legame sempre più stretto tra industria automobilistica e competizioni.
Il presidente Giorgio Girondi ha ricordato che UFI è presente in Formula 1 fornendo sistemi di filtrazione avanzati a tutti gli 11 team impegnati nella stagione 2026, tecnologie progettate e prodotte nello stabilimento di Marcaria nel Mantovano. Questo posizionamento evidenzia il ruolo dell’azienda non solo come fornitore, ma come partner tecnologico capace di operare su requisiti estremi e standard di eccellenza.
Nata nel 1971 a Nogarole Rocca e acquisita dal gruppo guidato da Girondi nel 1984, la società è cresciuta fino a contare circa 4.300 professionisti distribuiti in 21 Paesi con 22 siti produttivi e 57 uffici commerciali.
Il suo raggio d’azione spazia dalla mobilità al motorsport, dall’aerospazio al navale, fino ai settori industriale ed energetico, consolidando una presenza internazionale che supporta sia la produzione di serie sia le applicazioni più esigenti della competizione.
All’interno delle monoposto la fornitura si articola in due famiglie principali: i filtri dedicati all’unità motrice e quelli destinati al telaio, ossia ai circuiti di raffreddamento e ai sistemi idraulici.
Su ogni griglia di partenza sono presenti almeno 110 filtri UFI, per un numero complessivo che supera le 6.000 unità durante una stagione. I componenti per il motore proteggono l’ICE da residui metallici e contaminanti chimici, mentre quelli per il telaio intervengono nei circuiti di raffreddamento del propulsore e delle batterie, oltre che nei sistemi frenanti e idraulici dove la sicurezza e l’affidabilità sono vitali.
Per i supporti strutturali vengono impiegati materiali di pregio come alluminio Ergal, acciaio inox e titanio, scelti per il rapporto tra leggerezza e resistenza. I media filtranti, ovvero il cuore funzionale dei filtri, appartengono a tre famiglie: fibra di vetro, fibre polimeriche e acciaio sinterizzato. Anche gli incollaggi adottano soluzioni tecniche avanzate, con adesivi nati in ambito aeronautico per garantire durabilità e tenuta in condizioni estreme. Questa combinazione di materiali e processi consente performance elevate con un impatto minimo in termini di peso e ingombro a bordo vettura.
La relazione tra pista e produzione di serie non è unidirezionale: UFI sviluppa metodologie che migliorano processi e assemblaggi nelle linee automotive, ma riceve anche stimoli dai progetti di serie che si rivelano utili in gara. Un esempio concreto riguarda le fibre sintetiche oggi impiegate nei filtri olio e benzina delle monoposto: originariamente concepite per applicazioni di serie, sono state adattate e ottimizzate per le esigenze delle competizioni.
Questo scambio continuo dimostra come il motorsport sia un banco di prova rapido per soluzioni che poi possono scalare verso produzioni più ampie.
Oltre alla massima serie, le soluzioni di filtrazione sono adattate a differenti livelli del motorsport: Formula 2, Formula 3, IndyCar Series, WEC, IMSA, DTM e numerosi Challenge. I filtri sono presenti anche su mezzi impegnati nella Dakar e sulle moto dei campionati MotoGP, Moto2 e Moto3.
L’approccio di UFI prevede supporto tecnico continuativo, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, inclusi i test post-gara, perché la reattività e la passione per la prestazione sono parte integrante della sua proposta commerciale e tecnologica.