Vent’anni della RedBull Rookies Cup: come la serie austriaca ha formato i protagonisti del motociclismo

Dalla prima edizione a Johann Zarco fino ai vincitori più recenti: la RedBull Rookies Cup compie 20 anni di successi nella formazione dei piloti

Fabio Rinaldi

Giornalista motoristico, ex ingegnere di pista F3. Copre F1, MotoGP e mercato auto.

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Con il ritorno del Motomondiale nel continente europeo e l’appuntamento classico a Jerez, la scena mette sotto i riflettori anche la RedBull Rookies Cup, la serie tutta Made in Austria sponsorizzata da RedBull e supportata da KTM.

Quest’anno la manifestazione festeggia i suoi 20 anni, un traguardo che consente di guardare con più chiarezza al ruolo che questa vetrina ha avuto nella formazione di giovani promesse del mondo delle due ruote. La Rookies Cup non è solo una gara: è un laboratorio dove i piloti imparano a comporre il proprio percorso professionale.

La formula è rimasta fedele a un principio semplice ma efficace: un contesto tecnico uniforme e una piattaforma internazionale per confrontarsi.

In pratica si tratta di una serie monomarca che, grazie alla parità di mezzi, mette in rilievo il talento e la capacità di adattamento dei singoli. Questo meccanismo ha prodotto nel tempo decine di profili che poi hanno trovato spazio nel Motomondiale, nella Superbike e in altri campionati internazionali, confermando il valore del progetto come fucina di giovani campioni.

Un polo di talenti per il Motomondiale

La forza della RedBull Rookies Cup risiede nella capacità di fungere da passaggio obbligato per molti giovani con ambizioni internazionali.

Per aspiranti piloti la partecipazione significa entrare in un circuito di visibilità elevata, dove osservatori e team seguono con attenzione ogni stagione. Il confronto diretto su piste storiche, la pressione delle gare in calendario con il Motomondiale e la copertura mediatica fanno della Rookies Cup una palestra formativa dove emergono doti tecniche e psicologiche: la gestione delle gare, il lavoro con i meccanici e la costruzione di una carriera. Tutti elementi che hanno trasformato la serie in un benchmark per scouting e sviluppo.

I campioni e che fine hanno fatto

Dal 2007 la lista dei vincitori racconta una storia di crescita e di percorsi molto diversi tra loro. Il primo campione fu Johann Zarco (2007), che in seguito ha conquistato due titoli in Moto2 e ottenuto vittorie anche in MotoGP, oltre a successi in gare di endurance. Nel 2008 vinse JD Beach, oggi protagonista del MotoAmerica, mentre il 2009 ha visto trionfare il ceco Jakub Kornfeil, poi impegnato tra 125 e Moto3.

Il 2010 è il titolo di Jake Gagne, che ha successivamente corso in Superbike e ha avuto un ruolo di spicco come pilota di riferimento negli Stati Uniti.

Esempi di traiettorie professionali

La stagione 2011 ha laureato l’unico italiano campione finora, Lorenzo Baldassarri, oggi impegnato in SBK dopo esperienze tra Moto3, Moto2 e MotoE. Nel 2012 vinse Florian Alt, protagonista dell’IDM e con esperienze nell’endurance; il 2013 premia Karel Hanika, con un percorso che lo ha portato anche in EWC.

Il 2014 fu dominato da Jorge Martin, una edizione che includeva talenti come Fabio Di Giannantonio, Toprak Razgatlioglu e Joan Mir. Tra i vincitori successivi si ricordano Bo Bendsneyder (2015), Ayumu Sasaki (2016) e Kazuki Masaki (2017), con carriere che si sono sviluppate tra Moto3, Moto2 e altre categorie.

Percorsi recenti e casi emblematici

Negli anni più recenti la Rookies Cup ha continuato a produrre nomi di spicco: Can Öncü ha vinto prima di lasciare spazio a colleghi come Carlos Tatay, il cui percorso è stato segnato da un grave incidente a Portimão nel 2026 durante il CEV; Tatay è oggi sulla sedia a rotelle ma resta parte della comunità sportiva.

Il 2026 ha segnato la comparsa meteoritica di Pedro Acosta, vincitore della Rookies Cup e poi campione Moto3 da rookie nel 2026 e campione Moto2 nel 2026. Il colombiano David Alonso, campione Rookies nel 2026, ha poi conquistato il titolo mondiale Moto3 nel 2026 ed è ora impegnato in Moto2 con il team Aspar. Infine, il più recente campione è Brian Uriarte, che si è laureato nel 2026, a conferma della continuità del modello formativo della serie.

Impatto sul panorama sportivo

Guardando all’insieme, la Rookies Cup ha dimostrato di poter essere un acceleratore di carriera: alcuni vincitori hanno raggiunto la MotoGP, altri si sono affermati in Superbike o nell’endurance, e non mancano esempi di chi ha trovato una solida professionalità in campionati nazionali. L’importanza del format risiede nella combinazione tra competizione leale e visibilità internazionale: un mix che continua ad attirare talenti e a offrire opportunità concrete per passare dal circuito giovanile alle categorie maggiori.