La Ferrari ha vissuto un weekend negativo in Austria al Red Bull Ring, chiudendo come quarta forza; Frederic Vasseur ha puntato il dito sulle scelte strategiche, mentre Lewis Hamilton guarda a Silverstone con ironia sul meteo
La presenza della Ferrari al Red Bull Ring si è conclusa con un risultato ben lontano dalle aspettative: la squadra è emersa come quarta forza nella classifica finale del Gran Premio in Austria.
Le prestazioni del weekend hanno riacceso il dibattito interno sul bilanciamento dell’auto, sulle scelte di gara e su quanto influiscano le componenti di potenza e gestione energetica.
Il team principal Frederic Vasseur non ha nascosto il proprio disappunto: secondo la sua analisi, la squadra ha guardato troppo avanti e ha pagato caro il rischio strategico, lasciando spazio alla McLaren nel confronto diretto. I riscontri emersi nelle sessioni di prove e in gara hanno mostrato una Ferrari meno efficace del previsto su un tracciato che premia la spinta pura.
Frederic Vasseur ha messo in luce un elemento chiave del fine settimana: la gestione dei long run del venerdì. “Venerdì non abbiamo fatto dei long…” è stato il rilievo che ha sintetizzato come la mancanza di dati abbia influito sulle scelte successive, rendendo più complicata la lettura delle condizioni di gara e la definizione dell’assetto ottimale. Questa carenza preventiva si è tradotta in risposte meno efficaci alle evoluzioni della corsa.
Il risultato è stato un positivo ma amaro promemoria: anche piste con profili dominati dalla potenza richiedono un equilibrio fra setup aerodinamico, gestione delle componenti ibride e strategia di stint. La scelta di nascondere alcune caratteristiche dell’assetto, nella speranza di ridurre il gap sul giro secco, può aver peggiorato la situazione in gara, incrementando il distacco competitivo dalle vetture più veloci.
Nel confronto diretto la McLaren è riuscita a sfruttare meglio il weekend, relegando la Ferrari in posizione di rincorsa. Pur senza entrare nei dettagli tecnici non verificati, il fatto che la Rossa abbia chiuso alle spalle di avversari diretti indica che non è bastato fare affidamento solo su componenti singole. Come ricordato da osservatori del paddock, non dipende sempre “solo dal motore (che e’ una P.U.)”: la gestione complessiva del pacchetto vettura conta altrettanto.
Al termine dell’appuntamento in Austria la gerarchia dei top team ha mostrato segnali chiari: la Ferrari non è riuscita a confermare i risultati sperati e i piazzamenti finali sono stati inferiori a quanto ottenuto in passato. Nella prova specifica, Lewis Hamilton ha concluso in quinta posizione, mentre Charles leclerc è retrocesso dalla seconda alla ottava risultando l’ultimo tra i piloti dei quattro top team nel passo gara della domenica.
Questi esiti fanno emergere due punti principali per la Ferrari la prima è che il deficit di potenza percepito al Red Bull Ring potrebbe essere anche il frutto di un assetto volutamente sbilanciato per cercare di mascherare il gap; la seconda è che senza elementi di prova consistenti dai long run diventa più difficile correggere in tempo reale le strategie di gara.
L’appuntamento successivo sul calendario è Silverstone pista notoriamente impegnativa per vetture che soffrono in velocità di punta.
Il sette volte campione Lewis Hamilton ha commentato con una battuta ironica l’approccio alla prossima tappa: “Magari piove… O nevica!“. Il richiamo al meteo non è solo folklore: condizioni variabili possono alterare in modo significativo l’ago della bilancia competitiva, offrendo opportunità a chi saprà adattare meglio assetto e strategia.
Per la Ferrari la finestra temporale per intervenire sul progetto è fissata dal calendario tecnico: il prossimo aggiornamento sostanziale della vettura, indicato come ADUO, è atteso verso la gara di Monza all’inizio di settembre.
Fino ad allora, ogni weekend sarà cruciale per limitare i danni e raccogliere dati utili a correggere rotta.
Il quadro emerso dal Red Bull Ring è