A110 elettrica con piattaforma Renault 5 Turbo 3E: Alpine punta a sfidare Porsche

Alpine sfrutta la stessa piattaforma della Renault 5 Turbo 3E per lanciare l'A110 elettrica: promette leggerezza, guida centrata sul pilota e ambizioni dirette contro Porsche

Sofia Rossi

Otto anni in laboratorio tra provette e microscopi in centri di ricerca farmaceutica d'eccellenza. Poi ha capito che la vera sfida era un'altra: far arrivare la scienza a chi ne ha bisogno. Durante la pandemia ha tradotto paper scientifici in articoli che tua nonna poteva capire - senza perdere un grammo di accuratezza. Quando leggi un suo pezzo sulla salute, sai che dietro c'è chi ha davvero indossato il camice.

Condividi

Alpine punta sull’elettrico con piattaforma condivisa

Alpine ha scelto una strada netta per la transizione verso l’elettrico. La futura A110 elettrica poggerà su una piattaforma condivisa con la radicale Renault 5 Turbo 3E, ha confermato il CEO Philippe Krief.

La convergenza tecnica risponde a esigenze industriali e strategiche. Non si tratta solo di ottimizzazione dei costi, ma di preservare il carattere sportivo del marchio.

Secondo l’azienda, la strategia punta a contendere quote di mercato a rivali storici come Porsche, mantenendo al centro prestazione e dinamica di guida.

La piattaforma e il pacchetto tecnico

A conferma della strategia, la vettura poggia sulla Alpine Performance Platform (APP), una scocca in alluminio progettata per vetture elettriche leggere e reattive. Il pacco batterie è dichiarato intorno a 70 kWh e trova collocazione dietro l’abitacolo per concentrare le masse e abbassare il baricentro. La posizione di guida sarà particolarmente orientata alle prestazioni, con sedili inclinati e una postura vicina a quella delle monoposto.

Al lancio la configurazione prevede due motori posteriori, scelta che privilegia l’agilità; la modularità della piattaforma, tuttavia, consente sviluppi futuri come motori integrati nelle ruote o architetture a trazione integrale.

Prestazioni a confronto

Dalla modularità della piattaforma deriva la possibilità di ottenere prestazioni elevate senza rinunciare all’agilità.

La sorella tecnica Renault 5 Turbo 3E dichiara fino a 540 CV. Copre lo 0-100 in meno di 3,5 secondi e raggiunge i 270 km/h.

Alpine mira a superare i 345 CV dell’attuale A110 R Ultime, mantenendo un peso vicino ai 1.500 kg. Si tratta di un obiettivo ambizioso per una vettura elettrica.

Sul fronte dell’autonomia, Krief indica numeri concreti: oltre 480 km su strada. È inoltre prevista la capacità di affrontare tre giri tirati al Nürburgring prima di ricaricare.

Design, proporzioni e filosofia di guida

La nuova A110 conserva i tratti distintivi dell’antenata, come silhouette compatta e fari sdoppiati, ma adotta un linguaggio più futuristico che supera il semplice revival.

L’obiettivo è preservare il DNA originale senza cedere alla nostalgia: proporzioni contenute, motore centrale e guida incentrata sul pilota.

Gli interventi aerodinamici e la distribuzione delle masse sono studiati per migliorare il controllo e la sensazione di connessione tra conducente e vettura. La messa a punto delle sospensioni e l’attenzione alla centralità del peso mirano a garantire stabilità nelle percorrenze veloci e precisione nelle traiettorie. In prospettiva, il progetto punta a mantenere l’equilibrio tra agilità su circuiti tecnici e comfort su strada.

Interni e interfaccia uomo-macchina

Il progetto cambia passo sull’abitacolo: sarà il primo con interni specifici di Alpine, non derivati da modelli Renault. L’approccio privilegerà un’esperienza tattile e diretta. Sono previsti pochi schermi e numerosi comandi fisici per limitare le distrazioni. L’obiettivo dichiarato è creare un rapporto emotivo tra pilota e vettura, offrendo accesso immediato alle funzioni chiave. Il layout è pensato per favorire concentrazione e piacere di guida.

Dal punto di vista del pilota, la razionalizzazione dei controlli dovrebbe ridurre i tempi di reazione e migliorare l’ergonomia.

Gamma e strategia di marca

L’A110 elettrica è concepita come capostipite di una famiglia di modelli. Alpine prevede almeno quattro varianti: coupé e cabrio, oltre a due versioni estese a quattro posti con ruolo GT. La roadmap del marchio si articola su tre pilastri. Il primo è l’A110 come icona ripetibile.

Il secondo include modelli come A290 e A390 per l’uso quotidiano ad alte prestazioni. Il terzo riguarda una nicchia di hypercar ipertecnologiche e altamente personalizzabili, anticipate da concept come l’Alpine Alpenglow. I piani puntano a coniugare immagine sportiva e versatilità commerciale.

Il contesto competitivo: Alpine contro Porsche

Dopo gli interventi sull’abitacolo e sull’immagine del modello, il confronto con i concorrenti diventa centrale. Sul mercato europeo e globale Alpine si misura con produttori che stanno ricalibrando le proprie strategie.

Porsche, per esempio, ha riesaminato i piani per l’elettrificazione completa delle 718 Cayman e Boxster e il nuovo amministratore delegato Michael Leiters ha riaperto il dibattito sull’uso dei motori termici. Questa incertezza offre ad Alpine l’opportunità di proporsi come alternativa credibile, a condizione di dimostrare solidità tecnica, una rete commerciale efficiente e un appealing internazionale. La sfida immediata riguarda l’Europa e l’Asia; la prova di scala sarà l’ingresso sostenuto sul mercato statunitense.

Resta da vedere se la scelta di Alpine di accelerare sull’elettrico sia arrivata al momento giusto o se il futuro delle sportive ad alte prestazioni debba ancora discutere sul mix energetico ideale. Quel che appare certo è che la condivisione di piattaforma con la Renault 5 Turbo 3E rappresenta una carta strategica: unire leggerezza, tecnologie modulari e una forte identità di marca per contendere clienti che oggi guardano a nomi come Porsche.

La sfida immediata rimane l’espansione in Europa e in Asia, con l’ingresso sostenuto sul mercato statunitense come prova di scala. I dati real-world evidenziano una domanda crescente per sportive elettriche che coniughino prestazioni e autonomia, mentre la letteratura di settore sottolinea l’importanza di piattaforme modulari per contenere i costi di sviluppo. Nei prossimi trimestri la capacità di Alpine di tradurre la piattaforma condivisa in prodotto distintivo determinerà la sua posizione competitiva.