Accensione: come si alimenta?

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L’impianto di accensione è di fondamentale importanza per qualsiasi motore.

A seconda dei sistemi con i quali è composto cambia il relativo tipo di alimentazione.

L’impianto di accensione è quell’insieme di componenti che servono per la generazione della scintilla, che fa scattare l’inizio della combustione. Questo nei motori avviene ad accensione comandata. Diversamente, nei motori ad accensione spontanea o diesel non esiste l’impianto d’accensione, dato che la combustione viene controllata dall’iniezione del carburante.

Autoprodotta

Sono tanti gli elementi che compongono l’impianto d’accensione.

Tra questi di particolare importanza vi è la fonte energetica. Si tratta sostanzialmente dell’organo che dà corrente all’impianto; difatti senza fonte energetica l’intero impianto non sarebbe in grado di funzionare. Le fonti possono essere:

autoprodotta, in questo caso il sistema d’accensione produce autonomamente l’energia elettrica per il suo funzionamento assorbendo energia meccanica, questo sistema è utilizzato solo dal sistema ad accensione magnetica;

generatore, si tratta della fonte più utilizzata, tale strumentazione è solitamente coadiuvata con l’alternatore che sviluppa una corrente alternata e che possiede il rotore munito di una guida per la chiavetta di Woodruff consentendo la sua messa in fase.

In molti veicoli invece veniva utilizzata una dinamo che sviluppava corrente continua;

batteria, utilizzata soprattutto nei sistemi IDI, ovvero in sistemi più economici e meno sofisticati e in linea di massima nella maggioranza degli impianti elettrici provisti di batteria.

AC (Alternating Current)

I sistemi di accensione possono essere alimentati in tanti modi. Tra i principali sistemi di alimentazione abbiamo AC (aleternating current).

Si attiva da una fonte a corrente alternata, che viene integrata all’alternatore di servizio.

E’ un sistema che permette il funzionamento dell’accensione anche in assenza dell’aiuto di una fonte energetica stabile, ad esempio una batteria. E’ un meccanismo che ci permette di dare informazioni importanti sulla posizione dell’albero motore (nel caso sia a due o quattro poli magnetici, in modo da avere una o due onde sinusoidali per rotazione) e risulta essere il sistema (soprattutto il monofase) elettivo (di preferenza) per i sistemi CDI per via della compattezza e semplicità costruttiva.

Può essere utilizzato, però solo in accoppiamento a un alternatore monofase o bifase.

Ed è l’unico incoveniente. E questo, dato che l’utilizzo di alternatori con più fasi (trifase) o più poli richiede l’uso di un pick-up per poter avere la posizione di zero dell’albero motore, l’inconveniente del sistema bifase o monofase a quattro poli è dato dal fatto che la centralina non sa mai se il pistone è al PMS o al PMI dovendo quindi fare due scintille al giro e per questo le centraline non programmabili per il sistema bifase non sono compatibili per i sistemi monofase e viceversa.

DC (direct current)

Altra tipologia di alimentazione è DC (direct current). Si basa difatti sull’utilizzo di una fonte stabile, come una batteria elettrica, oppure, ma molto di rado, attraverso un alternatore con le uscite raddrizzate e regolate. O ancora si utilizzava una dinamo e il relativo regolatore di tensione. Tale sistema risulta essere il più usato per i sistemi IDI per via della compattezza e semplicità costruttiva.