Accise sui carburanti ferme in attesa: perché i prezzi continuano a salire

Il governo non ha presentato il decreto per l'accisa mobile: mentre i prezzi alla pompa aumentano, associazioni e gestori chiedono interventi rapidi e controlli serrati

Roberto Conti

Venti anni a vendere case che costano quanto un appartamento normale in altre città. Ha visto famiglie fare fortuna e altre perdere tutto nel mattone. Conosce ogni trucco degli annunci immobiliari e ogni clausola nascosta nei contratti. Quando analizza il mercato immobiliare, lo fa da chi ha firmato centinaia di rogiti, non da chi legge i report delle agenzie.

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Negli ultimi giorni il tema dei prezzi dei carburanti è tornato al centro del dibattito pubblico: il Governo ha deciso di non approvare, per il momento, il decreto che avrebbe potuto reintrodurre il meccanismo dell’accisa mobile, lasciando il Paese in una fase di monitoraggio e attesa.

Questa scelta è stata motivata con la necessità di osservare l’evoluzione dello scenario internazionale, ma ha subito suscitato reazioni da parte di consumatori e operatori della filiera.

Il contesto vede una crescita diffusa dei listini: in autostrada il diesel servito ha raggiunto soglie oltre i 2,6 euro al litro e il gasolio in molte aree supera i 2 euro al litro in modalità self. Di fronte a questi numeri, le associazioni di consumatori chiedono misure immediate e i gestori invocano controlli sulle possibili speculazioni lungo la filiera.

La decisione del governo e le motivazioni ufficiali

Nel corso del Consiglio dei Ministri del 11/03/2026 è stata svolta una ricognizione sulla situazione dei prezzi, ma non è stato presentato il decreto che avrebbe introdotto l’accisa mobile come strumento per ridurre il peso fiscale al distributore in funzione delle oscillazioni di mercato. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha raccolto i dati e incaricato il servizio di monitoraggio dei prezzi, comunemente noto come Mr Prezzi, di segnalare eventuali anomalie alle autorità competenti.

Perché si è scelto di non intervenire subito

La ricostruzione ufficiale sottolinea l’importanza di valutare l’andamento internazionale prima di decidere su misure che impattano il gettito fiscale e le dinamiche di mercato. Secondo il Governo, la cautela è motivata dalla volontà di non adottare soluzioni affrettate che potrebbero rivelarsi inefficaci se la tensione sui mercati dovesse rientrare. Tuttavia, per molti osservatori questa attesa rischia di tradursi in un aggravio economico per automobilisti e imprese.

Prezzi in aumento e dati di mercato

I rilevamenti del Ministero indicano che i prezzi medi sono saliti: la benzina in self e il diesel in self segnano aumenti misurabili in decimi di euro, mentre in autostrada i listini risultano più elevati. Secondo le comunicazioni ufficiali, alcune aree registrano incrementi significativi in pochi giorni, con conseguenze immediate sul costo del pieno per gli automobilisti.

Variazioni regionali e impatto sui consumatori

Le oscillazioni non sono uniformi: alcune regioni hanno registrato rialzi più marcati in tempi ristretti, con scatti di prezzo che si traducono in diversi euro in più per un pieno da 50 litri. Le autostrade, pur mostrando aumenti inferiori in termini percentuali, mantengono valori assoluti più alti rispetto alla rete ordinaria, aggravando il costo dei viaggi e del trasporto su gomma.

Reazioni di associazioni, gestori e ministero

Le associazioni di consumatori, come l’Unione nazionale consumatori e il Codacons, hanno attaccato la scelta di non procedere subito con la misura sulle accise, definendola un autogol che potrebbe amplificare i danni economici per famiglie e imprese.

Per il Codacons ogni giorno di ritardo equivale, secondo le stime, a centinaia di milioni di euro di costi aggiuntivi.

Dall’altro lato, le organizzazioni di categoria dei gestori denunciano episodi di possibile speculazione e chiedono misure di controllo più stringenti: secondo i loro rappresentanti, l’industria petrolifera ha reagito ai primi segnali di tensione internazionale aumentando i listini in modo rapido, mentre non è stata ugualmente pronta nel ridurli quando le condizioni lo avrebbero permesso.

Interventi istituzionali e strumenti disponibili

Il Ministero ha attivato la Commissione di allerta rapida e il servizio di sorveglianza dei prezzi; dove necessario sono previste segnalazioni alla Guardia di Finanza. I gestori ricordano inoltre che esistono strumenti normativi, come la possibilità di tornare temporaneamente a un regime di prezzi controllati o di riattivare il meccanismo dell’accisa mobile, qualora la situazione emergenziale lo richieda.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

La vicenda rimane aperta: il Governo ha dichiarato di continuare il monitoraggio congiunto tra Mimit e Mef e di approfondire le dinamiche che portano a variazioni così repentine dei listini.

Il Ministro dei Trasporti ha indicato che l’obiettivo è individuare dove si generano i rincari, sottolineando che il problema potrebbe essere concentrato a valle nella catena di fornitura.

Nel frattempo, consumatori e autotrasportatori continuano a chiedere interventi rapidi e trasparenti. L’evoluzione dello scenario internazionale sul fronte energetico rimane il fattore determinante: se la crisi dovesse protrarsi, gli impatti sui prezzi e sull’inflazione sarebbero più significativi, rendendo necessario un mix di controlli, misure fiscali e strumenti di tutela per la filiera e gli utenti finali.