Alex Márquez leader nei test di Buriram: Marc Marquez competitivo dopo due scivolate

Alex Márquez domina la prima giornata di test a Buriram con la Ducati; Marc Marquez risponde subito nonostante due cadute e diversi costruttori sperimentano nuove soluzioni aerodinamiche

Roberto Investigator

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La prima giornata di prove a Buriram ha già messo in chiaro alcuni temi che potrebbero caratterizzare la stagione: sul tracciato thailandese è emersa la concretezza di Alex Márquez mentre molti team hanno concentrato il lavoro sulle configurazioni aerodinamiche e sul setup finale.

Tra cadute, comparazioni tecniche e sessioni di simulazione, la giornata ha fornito indicazioni chiare su chi è avanti nel lavoro di sviluppo e chi invece deve ancora recuperare terreno. In questo contesto la Desmosedici si è confermata una base solida, mentre altri costruttori hanno mostrato segnali di crescita o criticità.

La prestazione di Alex Márquez e la risposta di Marc Marquez

Alex Márquez ha chiuso la giornata al vertice lavorando soprattutto sulla scelta tra diversi pacchetti aerodinamici.

Il suo tempo migliore è stato il riferimento della mattinata e testimonia un buon feeling con la moto e con il tracciato. Nel box Gresini l’obiettivo principale è scegliere l’assetto che offra equilibrio tra velocità sul giro secco e costanza nel passo gara. L’approccio è metodico: molti giri, confronti tra appendici e valutazioni sulla guida a pieno carico.

Marc Marquez: due cadute e un podio virtuale

Marc Marquez, nonostante un inizio di giornata segnato da due scivolate, è stato capace di rimontare e piazzarsi subito dietro al compagno nelle gerarchie temporanee.

Le cadute, una più netta in frenata e l’altra meno violenta, non hanno però fermato il lavoro del campione: la capacità di reagire e provare nuove soluzioni in giornata resta un suo punto di forza. Il risultato conferma che la Ducati può ancora contare su un pilota estremamente rapido nel gestire situazioni impegnative.

Ducati sempre protagonista e i test aerodinamici

Gran parte dei team con moto Ducati ha dedicato molte ore alla comparazione di elementi come le ali anteriori e il codone, testando versioni diverse per trovare il compromesso ideale.

Francesco Bagnaia, ad esempio, ha analizzato più opzioni per la carrozzeria al fine di decidere la soluzione da utilizzare in gara. Anche nel team VR46 i riscontri sono stati positivi: piloti come Fabio Di Giannantonio si sono alternati nei piani alti della classifica, confermando la competitività della piattaforma tecnica.

Impatto delle scelte aerodinamiche

Le differenze tra le varie soluzioni provate si vedono non solo sul tempo sul giro ma soprattutto nella stabilità in frenata e nell’uscita delle curve lente.

La scelta dell’aerodinamica influisce inoltre sul raffreddamento e sulla gestione delle gomme: per questo i tecnici hanno spinto sulle comparazioni durante l’intera giornata, misurando i dati e analizzando le sensazioni dei piloti.

Situazione degli altri costruttori: Honda, Aprilia, KTM e Yamaha

La giornata ha evidenziato progressi significativi anche per Honda, con Johann Zarco e Joan Mir in buona evidenza: la RC213V sembra aver guadagnato in competitività grazie al lavoro svolto nei box.

Alcune limitazioni tecniche hanno comunque condizionato le prove di certi piloti, costringendo i team a gestire le risorse disponibili con attenzione.

Aprilia ha confermato miglioramenti: Marco Bezzecchi è sempre tra i più veloci del lotto e i tecnici di Noale hanno portato soluzioni nuove, in particolare sul posteriore, per migliorare il comportamento in ingresso di curva. La RC della casa italiana mostra un equilibrio interessante tra carico aerodinamico e agilità.

KTM ha introdotto una carena più compatta già vista in altre uscite di test; i risultati per ora sono alternati, con alcuni piloti che hanno riscosso buone sensazioni e altri ancora alla ricerca del miglior assetto.

Infine Yamaha continua il suo percorso di sviluppo sul nuovo motore V4, che richiede adattamenti alla ciclistica e alla posizione di guida: i tempi attuali non rispecchiano ancora il potenziale che il team spera di esprimere.

Cadute, apparati tecnici e gestione della sessione

Il caldo e le condizioni della pista hanno reso le giornate particolarmente impegnative per i team e per i rookie, che devono ancora completare la curva di apprendimento.

Alcuni episodi, come cadute senza conseguenze gravi e problemi tecnici isolati, hanno influenzato il lavoro della giornata ma non hanno cancellato i dati raccolti, essenziali per le scelte finali.

In prospettiva, la seconda giornata di test sarà fondamentale per definire assetti, scegliere le versioni aerodinamiche migliori e mettere insieme i pezzi prima dell’inizio del campionato. I valori emersi finora disegnano una MotoGP ancora molto aperta, con Ducati come punto di riferimento ma con avversari pronti a insidiare la leadership.