Da Murcia alla gloria mondiale: un ritratto conciso di Ana Carrasco e dei suoi traguardi in pista
Nata a Murcia il 10 marzo 1997, Ana Carrasco ha trasformato una passione infantile in una carriera professionale ricca di traguardi.
Iniziata a guidare a tre anni, la sua progressione dalle minimoto alle categorie nazionali e internazionali mostra un percorso di crescita costante. I titoli conquistati includono il Campionato mondiale Supersport 300 nel 2018 e il Campionato mondiale WCR nel 2026, risultati che certificano il suo ruolo di riferimento nel panorama motociclistico femminile.
Oltre ai risultati, il profilo di Ana Carrasco è segnato da numeri e continuità: statistiche nei diversi campionati, vittorie e podi che rispecchiano una guida competitiva e resiliente.
Nella sua carriera compaiono anche infortuni, interventi chirurgici e ritorni pronti a ribadire la sua determinazione. Questo articolo ricostruisce le tappe chiave della sua storia, mettendo in luce successi, trasferimenti di team e le stagioni più significative.
La carriera agonistica di Ana Carrasco parte con le minimoto nel 2001, avanzando poi nelle classi 70, 80 e 125 cm³. A 14 anni, nel 2011, esordisce nel campionato velocità spagnolo e diventa la prima donna a conquistare punti nel CEV 125cc.
Nel 2012 partecipa alla prova unica del Campionato Europeo Moto3 ad Albacete, ottenendo l’undicesimo posto. Questi anni rappresentano la fase formativa in cui si affina lo stile di guida e si costruisce l’esperienza necessaria per i salti successivi verso il motomondiale e i campionati mondiali per classi derivanti dalla produzione.
Il debutto nel motomondiale avviene il 7 aprile 2013 in Qatar: Ana Carrasco è la seconda spagnola a esordire nella competizione.
Nel Gran Premio della Malesia di ottobre 2013 arriva il primo piazzamento a punti con il 15º posto, facendo di lei la prima pilota spagnola a segnare punti nel motomondiale. Le stagioni seguenti alternano opportunità e ostacoli: nel 2014 corre con la Kalex KTM del team RW Racing GP ma deve saltare le ultime gare per problemi di sponsorizzazione. Il 2015 è condizionato da infortuni alla clavicola e all’omero che riducono le apparizioni in pista e la costringono a una stagione senza punti.
Nel 2016 Ana Carrasco ritorna al CEV nella classe Moto2. Pur senza risultati a punti, quell’anno è importante per il recupero tecnico e fisico, preparando la transizione verso i campionati mondiali per moto derivate dalla produzione, dove avrebbe ottenuto i risultati più importanti della sua carriera.
Nel 2017 entra nel mondiale Supersport 300 con una Kawasaki Ninja 300 del team ETG Racing.
A Portimão arriva la prima vittoria iridata, che la rende la seconda donna a trionfare in una gara mondiale di velocità su circuito. Nel 2018 mantiene la competitività, con successi a Imola e Donington Park, culminando nel titolo mondiale conquistato all’ultima gara della stagione. Questi risultati consolidano la sua immagine come pilota capace di combinare velocità e regolarità di risultati.
Per il 2019 Ana Carrasco entra nel team Kawasaki Provec, ottenendo due vittorie e chiudendo terza nel mondiale con 117 punti. Nel 2026, ancora in squadra, vince una gara ma la stagione viene interrotta da un infortunio che le impedisce di proseguire; i punti raccolti le valgono l’ottavo posto finale. Successivamente si sottopone a un intervento con placche alle vertebre D4 e D6; le placche vengono rimosse il 12 gennaio e il 24 febbraio ritorna in pista per test a Barcellona, pronto per il 2026, anno in cui conquista la vittoria al Gran Premio d’Italia e chiude la stagione al sedicesimo posto con 52 punti.
Nel 2026 Ana Carrasco torna nella classe Moto3 con il team BOE SKX su KTM, sostituendo David Salvador; completa quasi tutte le gare ma senza raccogliere punti. Il 2026 la vede ancora in Moto3 con lo stesso team, ma un infortunio la costringe a saltare le ultime cinque gare e a essere sostituita da Vicente Pérez, chiudendo nuovamente il campionato senza punti.
Il 2026 segna un nuovo capitolo: è pilota titolare nella stagione inaugurale del Campionato mondiale WCR con l’Evan Bros Racing Yamaha Team. Grazie a una regolarità impressionante (dodici podi in dodici gare disputate) e a battaglie serrate con la connazionale María Herrera, si laurea prima campionessa mondiale WCR, nonostante abbia vinto meno gare della rivale. Nel 2026 affronta una nuova sfida in Supersport con la Honda Racooing France insieme a Corentin Perolari, con una stagione di adattamento che non produce punti.
Il percorso di Ana Carrasco è sintesi di talento, resilienza e capacità di adattamento. I numeri parlano chiaro: esordi nel Moto3 nel 2013, oltre 80 gare nella top class giovanile, e una carriera internazionale che include il mondiale Supersport 300 (2018) e il mondiale WCR (2026). Gli episodi di recupero dopo gli infortuni e i ritorni in campo dimostrano come il fisico e la mente siano stati messi alla prova e rinforzati nel tempo.
Il suo profilo continua a ispirare futuri piloti, in particolare donne, che vedono nella sua esperienza un modello di percorso possibile nel motociclismo professionale.