Il 2026 segna un anno di difficoltà per il mercato dei veicoli commerciali, con un calo evidente nelle immatricolazioni.
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Il mercato dei veicoli commerciali ha chiuso il 2026 con un netto segno negativo, evidenziando le difficoltà strutturali di questo settore.
Dopo un novembre già in calo, anche dicembre ha visto un ulteriore arretramento delle immatricolazioni, contribuendo a un bilancio annuale poco soddisfacente.
Il risultato complessivo mette in luce un comparto ancora fragile, influenzato da vari fattori come l’incertezza economica, il rallentamento della transizione energetica e da strumenti di sostegno che non riescono a tradursi in numeri significativi. I dati di fine anno mostrano un mercato in contrazione, con andamenti diversi nei vari canali di vendita e tra le diverse alimentazioni.
Nel mese di dicembre, le immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri si sono fermate a 14.504 unità, segnando un decremento del 5,3% rispetto alle 15.321 del, che già aveva registrato una flessione del 13,6%. L’intero anno 2026 si conclude con 189.050 immatricolazioni, un calo del 4,9% rispetto all’anno precedente, corrispondente a circa 10.000 veicoli in meno rispetto ai 198.703 del 2026.
Gli otto mesi su dodici hanno mostrato una diminuzione, confermando le previsioni dell’UNRAE.
La lista dei furgoni più venduti a vede il Fiat Ducato al primo posto con 1.540 unità, seguito dal Fiat Doblò con 1.281 e dall’Iveco Daily con 984. La classifica continua con il Ford Transit (809), il Fiat Scudo (649) e il Ford Transit Custom (619), fino a includere altri modelli come il Piaggio Porter NP6 e il Renault Trafic.
Il 2026 ha visto i furgoni più venduti suddivisi in una classifica annuale, dove il Fiat Doblò ha dominato con 20.859 unità, seguito dal Fiat Ducato con 20.825 e dall’Iveco Daily con 13.824. Anche il Ford Transit ha fatto la sua parte, con 11.366 unità immatricolate. Altri modelli come il Peugeot Boxer e il Renault Trafic hanno contribuito a una lista variegata, dimostrando le preferenze del mercato.
Un dato interessante riguardante il mercato è la crescita della quota di veicoli elettrici puri, che a dicembre ha raggiunto il 4,5%, in aumento rispetto al 2,7% dello stesso mese del 2026. Nel complesso dell’anno, i BEV (Battery Electric Vehicles) hanno rappresentato il 4,4% delle immatricolazioni, un incremento significativo rispetto all’1,9% del 2026. Tuttavia, ciò non è sufficiente per garantire una vera e propria transizione energetica nel settore, che appare rimandata.
Il mercato dei furgoni continua a essere dominato dal diesel, che rappresenta ancora l’80,0% delle immatricolazioni annuali, ma ha perso 3,7 punti percentuali. Le alimentazioni alternative, come la benzina e il GPL, mantengono una quota marginale, mentre i veicoli ibridi crescono all’8,2%. Nel 2026, la media delle emissioni di CO2 è scesa del 6,2%, passando da 195,5 a 183,3 g/km, segno di una lenta evoluzione verso una maggiore sostenibilità.
Inoltre, a dicembre, l’aumento delle immatricolazioni di veicoli elettrici è stato probabilmente favorito dalla disponibilità di modelli incentivati, pronti per la consegna. Tuttavia, rimane aperta la questione dei rimborsi per le concessionarie. Per il 30 gennaio, il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato un Tavolo nazionale per affrontare il ruolo dell’Italia nella riforma del Regolamento europeo sulle emissioni di CO2 e per discutere le future misure di politica industriale.
Il settore evidenzia la necessità di potenziare le infrastrutture di ricarica per i veicoli commerciali leggeri e propone l’introduzione di un credito d’imposta per gli investimenti in colonnine di ricarica. L’obiettivo è creare un ambiente favorevole per la crescita di questi nuovi modelli di mobilità, cercando di rispondere alle sfide del mercato in evoluzione.