Auto in acqua: come uscire e mettere in sicurezza i passeggeri

Un protocollo chiaro e rapido per uscire da un’auto in acqua, con priorità, strumenti utili e istruzioni per aiutare bambini e anziani.

Francesca Lombardi

Francesca Lombardi, fiorentina, prese appunti tecnici dal primo box di un circuito toscano e da allora firma approfondimenti sui motori. In redazione sostiene un approccio metodico alle prove su pista, cura il format 'tecnica e cronaca' e conserva i fogli di appunti del debutto tecnico in autodromo.

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Cos’è un’uscita rapida da un’auto sommersa

Uscire da un’auto finita in acqua richiede un protocollo semplice, memorizzabile e replicabile sotto stress. L’obiettivo è lasciare l’abitacolo in pochi secondi, riducendo l’esposizione al rischio e guidando i passeggeri verso la superficie. In questo contesto, si parla di uscita rapida una sequenza di azioni prioritarie, basate su fisica elementare e gestione dello stress. Il fattore critico è il tempo e la corretta scelta del varco: finestrino o rottura del vetro laterale.

Il testo che segue definisce cosa fare, come farlo e come prepararsi in modo pragmatico.

La rilevanza di un protocollo sta nella sua applicabilità in condizioni diverse: acqua ferma o corrente, profondità variabile, presenza di bambini o anziani veicolo integro o parzialmente danneggiato. Una strategia efficace privilegia gesti semplici, strumenti affidabili e una comunicazione chiara all’interno del veicolo. Di seguito vengono illustrati i principi chiave, il momento corretto per aprire i finestrini l’uso del frangivetro l’ordine d’uscita con passeggeri vulnerabili e l’equipaggiamento minimo da tenere a bordo.

Principi chiave: priorità e gestione dei primi secondi

Nei primi istanti è essenziale ridurre la complessità. Il principio generale è: sbloccareaprireuscire. Disattivare immediatamente il blocco centralizzato, sganciare la cintura tenendo una mano sul petto per evitare colpi indietro, dare comandi vocali brevi e ripetuti ai passeggeri. Le porte possono risultare difficili da aprire finché la pressione interna è più bassa di quella esterna; i finestrini laterali restano invece il varco più rapido.

Luci di emergenza e clacson sono secondari rispetto all’uscita: in una situazione di immersione, ogni secondo conta. Evitare di sprecare tempo con oggetti ingombranti: si esce senza borse, scarpe pesanti o giacche che ostacolano il galleggiamento.

Finestrini, porte e pressione: quando aprire e quando attendere

Finché l’acqua non ha invaso l’abitacolo, la differenza di pressione rende le porte quasi impossibili da spingere. Per questo motivo, la scelta preferenziale è aprire subito i finestrini laterali: finché l’impianto elettrico risponde, uno spiraglio basta per creare un varco.

Se i vetri non si abbassano, l’alternativa è la rottura controllata del finestrino laterale con un frangivetro. In caso di ritardo tale da trovarsi con l’abitacolo pieno d’acqua, si può valutare l’apertura della porta solo dopo la equalizzazione della pressione: si inspira, si attende che l’acqua riempia, poi si spinge con forza verso l’esterno, uscendo con movimenti decisi e lineari.

Protocollo passo-passo in pochi secondi

Un protocollo memorizzabile aumenta le probabilità di successo.

Va eseguito con fermezza, privilegiando il varco più rapido e prevedendo la guida verbale dei passeggeri. Le azioni vanno compiute nell’ordine indicato, evitando tentativi ripetuti su porte bloccate che consumano tempo prezioso. La sequenza seguente copre i passaggi fondamentali dalla perdita di controllo all’uscita e risale all’essenziale: mantenere la testa fuori dall’acqua più a lungo possibile, creare un varco, uscire prima che l’abitacolo si riempia.

  1. Sblocca le serrature, togli la cintura e ordina: “Finestre!”
  2. Abbassa il finestrino laterale più vicino o quello a monte del flusso d’acqua.