Il TAR dell'Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento di Bologna Città 30, ma la questione è ancora aperta.
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La recente decisione del TAR dell’Emilia-Romagna ha scosso Bologna, annullando il provvedimento noto come Bologna Città 30.
Questo provvedimento, entrato in vigore il 1° luglio, mirava a creare un limite di velocità di 30 km/h su tutte le strade urbane della città, con l’obiettivo principale di migliorare la sicurezza stradale e ridurre a zero il numero di morti sulle strade. Tuttavia, il TAR ha accolto i ricorsi presentati, aprendo la strada a nuove discussioni e confronti legali.
Bologna, pioniera tra le grandi città italiane, aveva introdotto questa misura innovativa per rendere le strade più sicure.
L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Lepore, aveva promosso la Città 30 come una risposta alle crescenti preoccupazioni riguardo agli incidenti stradali e alla sicurezza dei pedoni. La decisione di abbassare il limite di velocità era stata accolta da alcuni cittadini con entusiasmo, in quanto rappresentava un passo verso una mobilità più sostenibile e sicura.
Nonostante le buone intenzioni, il provvedimento ha suscitato anche forti critiche, in particolare da parte della categoria dei tassisti.
Due di loro hanno presentato un ricorso, lamentando che il limite di velocità ridotto avrebbe comportato un incremento significativo dei tempi di percorrenza, con conseguenze dirette sui guadagni. Infatti, secondo i tassisti, i viaggi più lunghi avrebbero ridotto il numero di corse effettuabili, danneggiando così la loro capacità di generare profitto.
La sentenza del TAR ha annullato il Piano particolareggiato del traffico urbano e le ordinanze che stabilivano il limite di 30 km/h.
I giudici hanno ritenuto che l’imposizione di questo limite avesse un impatto eccessivo sulle attività commerciali dei tassisti, che già operano in un contesto difficile. La decisione ha quindi sollevato interrogativi sulla necessità di bilanciare la sicurezza stradale con le esigenze economiche delle professioni legate al trasporto.
La cancellazione del provvedimento non significa, però, la fine della questione. L’amministrazione comunale ha già dichiarato l’intenzione di rivedere le misure adottate e di cercare soluzioni alternative.
La risposta alla sentenza del TAR potrebbe includere un nuovo approccio alla sicurezza stradale, che prenda in considerazione le esigenze di tutti gli utenti della strada, inclusi i tassisti. Il dibattito è destinato a continuare, mentre Bologna cerca di trovare un equilibrio tra innovazione e praticità.
L’annullamento del provvedimento Bologna Città 30 rappresenta un capitolo significativo nella lotta per una mobilità urbana più sicura. Con il TAR che apre la strada a nuove discussioni, la città si trova di fronte alla sfida di ripensare le proprie strategie per garantire la sicurezza senza compromettere le attività economiche vitali.
Resta da vedere quali saranno i prossimi passi dell’amministrazione e come i cittadini e i professionisti del settore reagiranno a queste nuove dinamiche.