bugatti tourbillon e la galibier: orologeria su ruote e una berlina che non fu

dal quadro strumenti-meccanico della Tourbillon alla Galibier, concept con motore W16: due capitoli che mostrano il lato sperimentale e il dilemma strategico di Bugatti

Elena Rossi

Dieci anni a inseguire notizie, dalle sale del consiglio alle scene degli incidenti. Ha sviluppato il fiuto per la vera storia nascosta dietro il comunicato stampa. Veloce quando necessario, approfondita quando conta. Il giornalismo per lei è servizio pubblico: informare, non intrattenere.

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Bugatti oggi sembra aver scelto due strade opposte nel mondo delle auto di lusso: da una parte la nuova Tourbillon, che trasforma l’abitacolo in un laboratorio di alta orologeria; dall’altra la memoria della concept berlina 16C Galibier, un grand tourer con motore W16 rimasto sulla carta.

Entrambi i progetti raccontano molto sulle priorità del marchio: artigianato estremo contro potenza e ambizione tecnica.

Tourbillon: l’abitacolo come movimento d’orologio
Bugatti ha immaginato la Tourbillon come una celebrazione dell’hi‑end meccanico. Al centro c’è un quadro strumenti meccanico, realizzato in collaborazione con Concepto, azienda svizzera specializzata in movimenti complessi. Il risultato: oltre 650 componenti assemblati a mano, finiture tipiche dell’haute horlogerie e materiali pensati per resistere a vibrazioni, escursioni termiche e alte sollecitazioni dinamiche.

Per adattare un movimento d’orologio all’auto sono stati necessari test supplementari: prove di vibrazione, cicli termici e verifiche sotto accelerazione. Inoltre, la soluzione integra sensori elettronici, circuiti e LED per supportare la fruizione moderna senza tradire la lettura analogica al conducente. Le superfici esposte possono essere lavorate in metalli preziosi e i punti di attrito ridotti con rubini sintetici; tutto protetto da vetro zaffiro, come avviene negli orologi di lusso.

Un altro elemento distintivo è il volante con mozzo fisso: la corona ruota intorno a un nucleo centrale immobile, evitando che le razze oscurino gli indicatori e garantendo una visualizzazione continua. L’approccio privilegia la precisione meccanica e la leggibilità in guida dinamica. Il progetto è ancora in fase di validazione tecnica prima di valutare una produzione in serie.

Integrazione tra meccanica ed elettronica
La Tourbillon non è una semplice nostalgia del passato: l’obiettivo è bilanciare heritage e funzionalità moderne.

Meccanica tradizionale e componenti elettronici convivono per offrire un’esperienza sensoriale “analogica” sostenuta dall’affidabilità e dalla diagnostica digitale. Questo mix richiede procedure d’assemblaggio manuale e controlli qualità intensificati.

16C Galibier: potenza da gran turismo e perché è rimasta un concept
La 16C Galibier resta uno degli esercizi più ambiziosi di Bugatti: una berlina fastback/liftback a quattro posti con un motore W16 da 8,0 litri e doppio compressore volumetrico, pensata per erogare circa 1.000 CV e funzionare anche a etanolo.

A differenza della Veyron — che punta su quattro turbo — la Galibier privilegiava la sovralimentazione volumetrica per una curva di coppia piena ai bassi regimi, ideale per un grande turismo più pesante e orientato al comfort.

Il concept mostrava interni lussuosi con pelle, inserti in legno lucido e grandi schermi; per i passeggeri posteriori era previsto un dispositivo multimediale dedicato e persino un orologio di pregio integrato nella plancia, rimovibile e utilizzabile al polso.

Nonostante il disegno e le soluzioni tecniche affascinanti, la Galibier non è entrata in produzione.

Perché la Galibier è rimasta nel cassetto
La scelta di non procedere con la produzione della Galibier è stata strategica: l’azienda ha preferito concentrare risorse sul rilancio con modelli hypercar come la Chiron. Una berlina opulenta avrebbe potuto confondere il posizionamento del marchio e sottrarre attenzione commerciale alla hypercar già riconosciuta. Valutazioni su costi, brand equity e sovrapposizione commerciale hanno guidato la decisione.

Strategia Bugatti: artigianato o prestazioni? Entrambe, ma con cura
Questi due progetti mostrano che Bugatti esplora strade diverse per interpretare il lusso estremo. La Tourbillon punta tutto sulla manifattura e su dettagli che raccontano il valore manuale; la Galibier rimane un manifesto tecnico, utile per sperimentare soluzioni che potrebbero emergere in futuro. L’azienda continua a valutare ogni sviluppo con criteri commerciali e tecnici: gli investimenti rimangono possibili, ma dipendono dalla domanda di mercato e dagli esiti dei test.

Da Molsheim arrivano idee forti, ma anche scelte prudenti. Restano da osservare i prossimi passaggi di validazione tecnica e le eventuali decisioni di produzione.