Come Agostini vede la sfida MotoGP: Marquez, Aprilia e il ruolo dell’elettronica

Dai Laureus World Sports Awards Agostini riflette su Marquez, sull’Aprilia e su come tecnologia e gomme stanno cambiando il modo di ammirare la MotoGP

Marco Santini

Oltre un decennio nelle sale operative di importanti istituti bancari internazionali, tra Londra e Milano. Ha attraversato la tempesta del 2008 con le mani sulla tastiera del trading floor. Quando il fintech ha iniziato a ribaltare le regole del gioco, ha mollato la cravatta per seguire le startup che oggi valgono miliardi. Non spiega la finanza: la traduce in decisioni concrete per chi vuole far fruttare i propri risparmi senza un master in economia.

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Da Madrid, durante i Laureus World Sports Awards 2026, Giacomo Agostini ha offerto una lettura articolata della stagione in corso e delle sfide che attendono la MotoGP.

In vista del Gran Premio di Jerez, l’ex campione ha commentato lo stato di salute di Marc Marquez, l’esplosione competitiva dell’Aprilia e il peso crescente della elettronica sulle performance. Le sue parole, pronunciate in qualità di ambassador dell’evento, mescolano esperienza personale e osservazioni tecniche, restituendo un quadro sia emozionale sia pragmatico del presente del motociclismo.

Agostini ha anche ricordato l’incontro tra leggende avvenuto a marzo 2026 alla cena del MotoGP Hall of Fame, sottolineando come il confronto umano tra campioni di epoche diverse offra prospettive preziose sul senso dello sport.

Nel dibattito emergono temi ricorrenti: il valore dell’idolo, la centralità della moto nel risultato finale e le implicazioni delle scelte regolamentari su spettacolo e talento.

Marquez: forma fisica, test invernali e incertezza sul futuro

Secondo Agostini, la condizione di Marquez resta un fattore chiave per il campionato. Il pilota spagnolo ha dovuto fare i conti con un grave incidente alla fine della stagione precedente, che ha limitato le prove durante l’inverno: questo significa che è partito con un ritardo di sviluppo rispetto ai rivali, pur avendo poi cercato di recuperare.

C’è stato inoltre un altro stop forzato, ma Agostini ritiene che la voglia di lottare a Jerez, la prima gara europea, lo spingerà ad entrare in pista agguerrito e determinato. Se il fisico risponderà, secondo lui, il pubblico potrà assistere a uno spettacolo di alto livello.

Il nodo ritiro e i record

Il campione italiano ha affrontato anche il tema del possibile ritiro di Marc. Per Agostini tutto dipende dalla stagione e dalle sensazioni del pilota: se a fine anno Marquez dovesse trovarsi a lottare per posizioni lontane dal vertice, potrebbe valutare di chiudere.

Quanto ai record, Agostini è chiaro: i numeri esistono per essere superati e lui stesso avrebbe cercato lo stesso. Tuttavia, la volontà di cimentarsi contro i migliori creerà sempre storie affascinanti da seguire durante il campionato.

Aprilia, la moto e il nuovo equilibrio tecnologico

L’Aprilia è descritta come una scuderia che ha compiuto un salto di qualità: la moto è diventata competitiva e i suoi piloti, come Bezzecchi e Martin, stanno interpretando al meglio il progetto.

Agostini sottolinea però che oggi non si può trascurare il ruolo del mezzo: l’elettronica ha cambiato profondamente il modo di guidare e di capire la differenza tra piloti. Dove una volta il gesto tecnico era evidente, ora spesso interviene la gestione elettronica a controllare reazioni complesse, riducendo a volte la visibilità del puro talento grezzo.

Elettronica e gomme: due variabili determinanti

Un altro tema caldo toccato da Agostini riguarda le gomme: l’attuale strategia impone spesso di gestire i pneumatici per arrivare alla fine, trasformando alcune gare in sfide di conservazione più che in esibizioni di velocità pura.

Per il campione, il pubblico cerca emozione e imprese individuali, non una gara di regolarità. In prospettiva c’è poi una svolta tecnica annunciata: il passaggio alla Pirelli al posto della Michelin nella stagione successiva promette di riaprire interrogativi e forse portare sorprese tecniche che rimescoleranno le carte tra le squadre.

Idoli, spettacolo e la lezione delle leggende

Agostini riflette infine sul bisogno di figure capaci di far innamorare il pubblico: paragona la ricerca di un nuovo volto del motociclismo alla scoperta di un Sinner nel tennis, ossia di un atleta che non solo vince ma crea empatia.

Per lui il tifoso vuole vedere l’errore come manifestazione del rischio e del talento, non il risultato di un algoritmo. Da qui nasce la critica anche rivolta alla Formula 1, dove con certi regolamenti sembra che a prevalere siano più gli ingegneri o la macchina che il pilota stesso.

La cena del Hall of Fame e il valore della memoria

L’incontro di marzo 2026 al MotoGP Hall of Fame, che ha riunito nomi come Giacomo Agostini, Valentino Rossi, Dani Pedrosa e altri, è stato definito da Agostini «un momento conviviale e prezioso».

A tavola, lontano dalla rivalità in pista, i campioni hanno potuto raccontare episodi e offrire punti di vista generazionali: un modo per ricordare che lo sport è fatto anche di storie condivise e di eredità che vanno oltre i singoli risultati.

In chiusura, Agostini ribadisce che il vero spettacolo nascerà quando si troverà l’equilibrio giusto tra tecnologia e protagonismo umano. Con Jerez come primo banco di prova europeo e la prospettiva di cambi regolamentari, la stagione si preannuncia ricca di spunti e, per chi ama il motociclismo, di possibili nuovi idoli da seguire.