Crescita delle auto elettriche e impatto del caro carburanti sul mercato italiano

Crescita solida delle auto elettriche sostenuta da incentivi e dinamiche di mercato, ma il quadro resta articolato tra numeri e incertezze

Luca Bellini

Luca Bellini proviene dalle cucine torinesi: dopo una decisione professionale presa davanti al mercato di Porta Palazzo ha lasciato il lavoro in brigata per il giornalismo gastronomico. In redazione difende ricette tradotte in chiave contemporanea, porta la firma su inchieste su mercati rionali e conserva la collezione di ricettari della nonna.

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Il mercato auto italiano mostra segnali di vivacità: le immatricolazioni registrano valori in aumento e la diffusione delle auto elettriche appare crescente, non solo come reazione al caro carburanti ma come tendenza strutturale.

Analizzando i dati più recenti emergono due elementi chiave: da un lato l’effetto degli incentivi 2026 che hanno favorito le vendite a batteria, dall’altro il ruolo sempre più rilevante dei marchi cinesi che stanno rimodellando l’offerta.

Questo articolo ricompone i numeri principali e le valutazioni degli operatori: dalle percentuali di crescita mensile e tendenziale, alle quote di mercato dei gruppi tradizionali, fino alle preferenze di motorizzazione degli acquirenti e alle previsioni di chi vende auto ogni giorno.

L’obiettivo è restituire un quadro chiaro e bilanciato, evidenziando come fattori geopolitici, scelte regolatorie ed incentivi fiscali interagiscono con comportamenti di consumo e strategia industriale.

Numeri e tendenze del mercato

Ad aprile le immatricolazioni sono salite del 11,6% rispetto all’anno precedente, mentre il cumulato da gennaio mostra un incremento del 9,8%. All’interno di questo contesto, il gruppo Stellantis ha registrato performance superiori: +13,6% ad aprile e +15,1% nei primi quattro mesi, con una quota di penetrazione vicina al 31-32%.

Le quote di mercato e i picchi di crescita riflettono sia la forza dei brand tradizionali sia l’impatto competitivo dei nuovi ingressi esterni.

La progressione delle elettriche

La quota delle vetture a batteria ha raggiunto l’8,5% del mercato, in rialzo rispetto al periodo precedente: era circa il 5,2% nei primi dieci mesi del 2026. Questo balzo è attribuibile in parte agli ecobonus e agli incentivi, ma anche a una crescente disponibilità di modelli accessibili.

Segnali particolari provengono da marchi come Leapmotor, la cui T03 ha conquistato una posizione di rilievo tra le elettriche, e da una crescita percentuale altissima fatta registrare di recente da questo produttore.

Performance dei marchi e preferenze dei consumatori

Nel confronto tra marche emergono numeri significativi: Fiat ha segnato una crescita di vendite dell’ordine del +31% su base mensile e del +30,1% sul cumulato, mentre Lancia mostra progressi continui e Opel evidenzia incrementi a doppia cifra in alcuni periodi.

Tra i marchi cinesi, BYD si avvicina al 3% di quota, MG (Saic) supera il 3,9% e altri brand come Omoda e Jaecoo si attestano intorno al 2,5%. Questi ingressi ampliano l’offerta elettrica e contribuiscono a ridurre il prezzo medio di accesso.

Classifica dei modelli e aspettative

La top list dei modelli più richiesti vede in testa la Fiat Panda, seguita dalla Jeep Avenger e dalla Leapmotor T03; la versione Grande Panda resta tra le preferite.

Sul fronte delle attese, un sondaggio tra concessionari indica che solo l’11% prevede un aumento delle immatricolazioni nei prossimi tre-quattro mesi, il 56% si aspetta stabilità e il 33% teme un calo. Tra le motorizzazioni, le preferenze pendono verso le ibrido mild e full (circa il 50,8%), con le ibride ricaricabili attorno all’8,4%.

Fattori esterni, regolazione e prospettive

Fattori geopolitici come la crisi in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi del carburante hanno contribuito a orientare parte della domanda verso le auto elettriche, ma non spiegano tutto.

Sul fronte regolatorio, operatori e rappresentanti del settore hanno chiesto chiarezza dall’Europa sul metodo di calcolo delle emissioni: la recente normativa nota come Count Emission Regulation punta a misurare l’impatto con il criterio Well-to-Wheel (WtW), includendo tutta la filiera energetica e contrastando l’uso esclusivo del criterio Tank-to-Wheel (TtW), considerato meno completo.

Infine, le stime di fine anno elaborati dal Centro studi indicano un volume di mercato atteso intorno a 1.631.266 unità, pari a un aumento del 6,9% sul 2026 ma ancora inferiore del 14,9% rispetto al 2019; per avere un termine di paragone, nel 2007 le vendite toccarono le 2.493.106 unità.

A breve termine, appuntamenti come l’Investor Day di Stellantis previsto per il 21 maggio saranno importanti per comprendere le strategie industriali e commerciali che guideranno la transizione.