Da Costa vince il Madrid E-Prix, Evans secondo per Alpinestars 1-2

Un finale inaspettato che ha decretato la vittoria di Antonio Felix Da Costa e il secondo posto di Mitch Evans

Elena Marchetti

Ha cucinato per critici che potevano distruggere un ristorante con una recensione. Poi ha deciso che raccontare il cibo era più interessante che prepararlo. I suoi articoli sanno di ingredienti veri: conosce la differenza tra una pasta fatta a mano e una industriale perché le ha fatte entrambe migliaia di volte. Il food writing serio parte dalla cucina, non dalla tastiera.

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Il 23 marzo 2026 resterà impresso nella memoria degli appassionati di Formula E per la tensione e la spettacolarità messe in scena sul circuito di Madrid.

La gara è stata un perfetto mix di velocità, tattica e gestione dell’energia, con protagonisti indiscussi Antonio Felix Da Costa e Mitch Evans. In questo resoconto analizziamo come si è sviluppato il confronto, quali scelte hanno fatto la differenza e perché il risultato finale è significativo per il prosieguo della stagione. L’evento ha mostrato nuovamente come le gare elettriche siano il luogo in cui tecnica e strategia si intrecciano in modo serrato.

Prima di addentrarci nei dettagli vale la pena sottolineare che la vittoria è arrivata dopo un duello prolungato, caratterizzato da sorpassi e controsorpassi e da una gestione attenta dell’energia a bordo. Il podio, completato da una doppietta siglata come Alpinestars 1-2, ha messo in evidenza la coesione tra pilota e macchina, oltre alla capacità del team di leggere la gara. Qui di seguito approfondiremo le fasi salienti, le scelte strategiche e le possibili ripercussioni in chiave campionato.

La dinamica della gara

La corsa a Madrid è stata caratterizzata da un ritmo elevato fin dalle prime tornate, con i piloti che hanno imposto un passo sostenuto per cercare il vantaggio sul rivale. Antonio Felix Da Costa ha saputo mantenere la lucidità nei momenti caldi, sfruttando al meglio i momenti in cui era possibile attaccare. Il concetto chiave è stato la gestione dell’energia, ovvero la capacità di dosare la potenza del pacco batterie per massimizzare i tentativi di sorpasso senza compromettere la distanza fino al traguardo.

Questo elemento, tipico nelle gare di Formula E, è stato centrale nella definizione dell’ordine di arrivo.

Le fasi decisive

Nel corso della prova sono emerse alcune fasi decisive in cui la leadership è stata messa in discussione: attacchi al limite, difese precise e un susseguirsi di scelte di consumo energetico. Una fase decisiva è stata caratterizzata da un confronto ravvicinato tra i due protagonisti, durante il quale la capacità di recupero e la prontezza nel capitalizzare sulle opportunità hanno fatto la differenza.

Mitch Evans ha spinto al massimo, ma alla fine è mancata una frazione di energia o quel piccolo margine necessario per completare il sorpasso finale.

Strategie e scelte tecniche

Dietro ogni risultato c’è una strategia studiata a tavolino ma adattata in corsa: il team ha calibrato i momenti di punta e i periodi di risparmio, cercando l’equilibrio tra velocità istantanea e autonomia residua. Il ruolo del muretto e delle comunicazioni radio si è rivelato cruciale, come anche la gestione delle mappature motore e della rigenerazione in frenata.

In un contesto in cui il margine è minimo, la differenza la fanno i dettagli tecnici e tattici: dai settaggi del powertrain alle indicazioni sul consumo, ogni scelta si riverbera direttamente sul risultato finale.

Ruolo dell’energia e delle pit stop

Nelle competizioni elettriche il concetto di pit stop è differente rispetto alle monoposto tradizionali, ma l’intervento del team rimane fondamentale. La gestione dell’energia durante la gara, attraverso la rigenerazione e la modulazione della potenza, ha imposto un atteggiamento conservativo o aggressivo a seconda del momento.

Qui si è visto quanto sia strategico saper alternare momenti di attacco a fasi di accumulo, preservando risorse per la chiusura. Queste dinamiche hanno favorito la prova di Antonio Felix Da Costa, capace di sfruttare il momento giusto per allungare e mantenere la posizione.

Conseguenze e conclusione

Il risultato di Madrid non è soltanto una pagina di cronaca: rappresenta un segnale sulle gerarchie attuali e un promemoria sulle complessità della Formula E.

La doppietta firmata Alpinestars consolida fiducia e slancio per il team, mentre i singoli piloti portano a casa punti preziosi per la classifica. Dal punto di vista strategico, la gara ha mostrato come il controllo dell’energia e la precisione nelle scelte siano leve decisive. Per gli spettatori è stato uno spettacolo: una lotta serrata che ha esaltato tecnica, nervi e capacità di leggere la gara fino all’ultima curva.