Denny Hamlin recupera da una penalità e conquista la quinta prova della NASCAR Cup Series a Las Vegas, confermando la forza di Toyota e di Joe Gibbs Racing
La quinta prova della NASCAR Cup Series a Las Vegas ha regalato una gara ricca di emozioni e cambi di fronte: Denny Hamlin è riuscito a trasformare una penalità in un successo netto, firmando la sua 61ª vittoria in carriera.
La corsa al Las Vegas Motor Speedway ha visto alternarsi al comando diverse vetture e team, ma alla fine è stata la Camry #11 di Hamlin, per il team Joe Gibbs Racing, a imporsi grazie a ritmo, strategia e tenacia.
La gara si è sviluppata su un totale di 267 giri, con fasi in cui le Toyota hanno dominato e altre in cui le Chevrolet hanno provato a rientrare nella partita. Non sono mancati colpi di scena: una sanzione ai danni di Hamlin per speeding in pit lane durante il primo pit stop lo ha costretto a rimontare, ma il pilota di Tampa ha rimontato fino a riprendersi la testa della corsa e resistere agli attacchi finali.
Il momento chiave della corsa è stata la penalità inflitta a Hamlin durante il primo pit stop per speeding in pit lane, una sanzione che di solito complica la strategia di qualsiasi pilota. Nonostante questo handicap iniziale, il #11 ha mostrato un passo gara superiore e una gestione delle gomme e dei consumi che gli ha permesso di risalire la classifica.
La rimonta è stata metodica: sorpassi precisi, uscite dai box pulite dopo la sanzione e il controllo dei ritmi quando si è trovato in testa.
La penalità per speeding in pit lane è un errore che incide sulla strategia, perché obbliga a ricorrere a lunghe rimonte o a cambi strategici dei pit stop. In questo contesto il team ha dovuto adattare i piani, scegliendo quando montare gli pneumatici nuovi e come sfruttare le caution.
L’efficacia della risposta di Joe Gibbs Racing è stata evidente: la squadra ha corretto la tabella di marcia e ha supportato Hamlin con chiamate al box che gli hanno permesso di recuperare posizioni senza prendere troppi rischi.
Le qualifiche erano state monopolizzate da Christopher Bell, che ha vinto la Stage 1 imponendosi come riferimento nelle prime fasi. Successivamente la leadership è passata a Kyle Larson su Chevrolet #5, che ha guidato la Stage 2 davanti a piloti come William Byron e Chase Elliott.
Tuttavia, quando la gara si è stabilizzata le Toyota di Joe Gibbs Racing sono tornate ad avere il passo migliore e Hamlin, dopo la rimonta, ha preso il largo.
Nel finale Chase Elliott, tre volte vincitore della Daytona 500, ha provato a mettere pressione a Hamlin per togliere la leadership alla Camry #11, ma gli sforzi non sono bastati. Una breve caution al 212° giro, causata dal testacoda di Connor Zilisch sulla Chevrolet #88, non ha invertito la tendenza e la ripartenza ha confermato la superiorità del pilota di Tampa.
Dietro ai primi due si sono piazzati William Byron, Christopher Bell e Ty Gibbs, mentre la miglior Ford è stata la Mustang #17 di Chris Buescher, arrivata sesta.
Con questo successo Hamlin entra nella top ten dei piloti più vincenti della storia della serie, consolidando la sua posizione a quota 61 vittorie e firma anche un tris speciale al Las Vegas Motor Speedway. Per Toyota e per Joe Gibbs Racing si tratta del primo trionfo stagionale nel 2026 e del quarto successo in cinque gare disputate dal team a partire da metà febbraio, un segnale di grande continuità.
La classifica finale nella prova ha visto quindi Hamlin davanti a Elliott, Byron, Bell e Ty Gibbs, mentre la serie si prepara ora al prossimo round a Darlington, tappa che promette nuove sfide e opportunità per chi vuole recuperare terreno in classifica.